Giulia Ubaldi

Antropologa del cibo, è nata a Milano, dove ha fondato il Laboratorio di Antropologia del Cibo. Scrive per varie testate e il suo piatto preferito sono gli spaghetti alle vongole, perché per lei sono diventati un'idea platonica: "qualsiasi loro manifestazione nella realtà sarà sempre una pallida copia di quella nell'iperuranio". Nella sua cucina non mancano mai pistilli di zafferano, che prima coltivava!"
taboulè libanese

I dieci comandamenti del tabulè e il rito del meze

  È vero: il tabulè è diffuso in tutto il Medio Oriente, ma non si può negare che con il Libano abbia un legame privilegiato, perché nulla racconta questo paese meglio di questo piatto. Sarà forse perchè si tratta di un insieme di ingredienti diversi, perfettamente amalgamati tra loro, proprio come quel humus culturale che

Achar Milano

Ristorante Achar a Milano, la vera cucina nepalese della nonna

  Tante volte ho mangiato bene nella mia vita, ma raramente così, come nell’unico ristorante nepalese a Milano. Sarà perché si tratta di una cucina della nonna, non mediata per accontentare i clienti, ma pensata ed elaborata in linea con le ricette di casa, chieste direttamente al telefono alle signore in Nepal. Scopriamo allora com’è

cucina srilanka milano

Little Sri Lanka a Milano

  Forse non tutti sanno che a Milano c’è una via dove in soli 100 metri sembra di essere in Sri Lanka. Infatti, se Chinatown o la cucina cinese sono note ormai a chiunque, meno conosciuta è tutta quella realtà srilankese in crescita nella zona di Sant’Agostino, in via Cesare da Sesto, oggi soprannominata “Little

tortelli cremaschi

L’unicità dei tortelli cremaschi: dolci, vegetariani, con 11 ingredienti e 5 pizzichi 

  Troppo spesso confusi con quelli di Mantova (con cui non hanno quasi nulla a che fare), i tortelli cremaschi meditavano da tempo la loro rivincita. Anche per questo nel 2015 è nata la Confraternita, per tutelare e valorizzare un prodotto così unico. Quello di Crema, infatti, non è un tortello qualunque: innanzitutto è dolce

Da ingegnere a apicoltore: il miele di Luca Bianchi

  Di Fabriano vi avevamo già parlato a proposito dei Vincisgrassi di Serena D’Alesio e di sua mamma Emanuela Della Mora. Ma non vi avevamo ancora svelato il lato più dolce del fabrianese, ovvero la produzione di miele di Luca Bianchi. Oggi vi raccontiamo la sua storia, quella di un giovane imprenditore che ha lasciato

minestra maritata

La minestra maritata: il “matrimonio” tra carne e verdura

  Il pranzo di Natale a Napoli si apre tradizionalmente con quella indissolubile unione vegeto-animale nella quale confluiscono, sublimandosi in una mirabile fusione, ben sei tipi di verdure (broccoli di rape, broccoli di foglie, cicorielle, torzelle, cappucce e scarolelle) e tre tipi di carne (manzo, pollo e maiale, del quale ultimo però bisogna selezionare addirittura

Calentita, tapas e cucina indiana: cosa mangiare a Gibilterra

  Gibilterra è un posto assurdo. Innanzitutto per entrare bisogna attraversare la pista di atterraggio dell’aeroporto, che coincide con la frontiera e quindi in caso di semaforo rosso aspettare l’atterraggio dell’aereo. In secondo luogo è dominata dalla rocca che la contraddistingue e ne è divenuto un po’ simbolo, un promontorio di 200 milioni di anni

zuppe di pesce

Da Marsiglia all’Adriatico: la tradizione della zuppa di pesce mediterranea

  C’è un piatto in cui, più che altrove, il Mediterraneo porta con sé i suoi profumi, le sue spezie, la sua storia, ma soprattutto i suoi pesci. Generalmente nota come zuppa, in alcuni casi lo è per davvero, mentre in altri si tratta di preparazioni asciutte, da condire con un brodo a parte. Abbiamo

soupe au pistou

Soupe au pistou, un piatto che sa di Provenza

  La soupe au pistou è un piatto che sa di Provenza, ma al tempo stesso, con le dovute cautele, ci ricorda anche la vicinanza con l’Italia. Il nome pistou, infatti, richiama subito il nostro pesto ligure, con cui ha certamente delle somiglianze, ma come vedremo anche delle differenze. A condurci alla scoperta di questa

brandacujun

La storia e le ricette del brandacujùn e della brandade de morue

  Nella grande competizione tra Italia e Francia c’è un piatto su cui dobbiamo gettare le armi, poiché è il nome a tradirne l’origine: il Brandacujun, che deriva infatti dal verbo francese brandir cioè agitare, scuotere e da branler, oscillare, muovere con forza. In realtà, questa parola è entrata a far parte del dialetto ligure,

caviale di limone

Caviale di limone: le caratteristiche uniche dell’agrume che si grattugia

  Sul confine tra Italia e in Francia, a Ventimiglia, ho conosciuto Roberto Remmert. “Sono quasi palindromo: se il mio cognome non avesse la t…”, afferma. Roberto ha un agriturismo, Draco Citri, dove, in una zona vocata alla produzione di agrumi, produce arance e limoni, in particolare uno: il caviale di limone, o limone caviale,

ricette arbëreshe

Hullonjëra, Shëtridhlat, Dromësat: la pasta fresca arbëreshe

    Parlare della cucina arbëreshe è importante per tanti motivi. Ad esempio, per tutelare l’artigianalità e la manualità con cui alcuni piatti vengono ancora preparati, a differenza di altre preparazioni che invece vengono “falsificate” e presentate come “fatte a mano” senza purtroppo più esserlo. A gettar luce sulla questione è Anna Stratigò, di cui

Cos’è il Gofio delle Canarie e come viene prodotto

    Avete mai sentito parlare del gofio delle Canarie? Io, sinceramente, prima di mettere piede alle Canarie no. Ma è abbastanza normale, visto che si tratta di un prodotto originario e esclusivo di queste isole, a cui i canari sono legati in modo intrinseco per varie ragioni storiche e culturali.  “È impossibile separare gofio

triiddi di rofrano

I triiddi di Rofrano: la pasta cilentana fatta con farina di castagne

  Di Giovanni Cavallo e di Giovanni Speranza vi avevamo già parlato a proposito del pomodorino di Rofrano, che avevano riscoperto e salvato dall’”estinzione”, ma non vi avevamo ancora detto che producono anche una preziosissima farina di castagne. In passato la farina di castagne è stata molto importante per i rofranesi che, in periodi di

pitta calabrese

Camini, dalla pitta calabrese un esempio virtuoso di accoglienza

    Vi avevamo già parlato di altre realtà oltre Riace, cioè di persone impegnate, come Mimmo Lucano, a valorizzare il territorio tramite progetti di accoglienza. Oggi vi raccontiamo dell’esempio virtuoso di un altro comune dell’entroterra calabrese, Camini, che grazie alle attività di integrazione della Cooperativa Jungi Mundu è tornato a essere abitato, vissuto, visitato.

riso di sibari

Il riso “del sud” coltivato nella Piana di Sibari

    C’è anche chi l’ha definito il miglior riso d’Italia. Eppure non viene da nord, ma da sud, in particolare dalla Piana di Sibari, sul lato ionico della Calabria. Per anni, infatti, la produzione di riso calabrese è rimasta nell’ignoto, poiché veniva devoluta grezza al vercellese, dove si perdeva nella mischia. Poi, la grande

pesce pronto per essere venduto all'asta

L’asta del pesce d’incanto con banditore a voce di Vibo Marina

    Ne sono rimaste ancora poche di aste del pesce come quella di Vibo Marina. Proprio come si faceva una volta, si urla il prezzo al miglior offerente, ci si accalca intorno al banditore, si sente ancora così tanto il mare. Ecco, tutto questo si chiama asta d’incanto con banditore a voce e avviene

cucina kosovara

Burek, simbolo della cucina kosovara, e altre specialità da provare

    Anche la cucina kosovara, come quella albanese, risente molto delle forti influenze dei paesi con cui confina. Per questo ci sono numerosi piatti simili alla Bosnia, così come alcuni dolci macedoni, anche se con nomi sempre leggermente diversi. Ad esempio, troviamo spesso la brusceti, che sarebbe una sorta di versione kosovara della nostra

qassatat maltese

L’influenza siciliana a Malta: la qassatat

    Malta è uno dei posti più sottovalutati che ci sia, anche dal punto di vista enogastronomico. Spesso, infatti, la cucina maltese, è stata tacciata di non essere un granché, quando invece, ha una cultura enogastronomica immensa, molto affascinante, stratificata, complessa. Qui, infatti, ogni popolo ha lasciato una traccia, anche a tavola, senza però