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Little Sri Lanka a Milano

Giulia Ubaldi
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    Forse non tutti sanno che a Milano c’è una via dove in soli 100 metri sembra di essere in Sri Lanka. Infatti, se Chinatown o la cucina cinese sono note ormai a chiunque, meno conosciuta è tutta quella realtà srilankese in crescita nella zona di Sant’Agostino, in via Cesare da Sesto, oggi soprannominata “Little Sri Lanka”. Ma come mai proprio in questo quartiere? Il legame è da ricercarsi nello storico mercato di Papiniano, in piazza Sant’Agostino, che negli anni è divenuto il punto di incontro tra i primi srilankesi a Milano. Ecco tutto quello che ci hanno raccontato Calum, Deephty e altri sulla cucina dello Sri Lanka a Milano.

    Little Sri Lanka, una piccola premessa

    campi tè srilanka

    Foto di Sofia dei Cas

    Gli srilankesi a Milano oggi sono quasi 18 mila, ma prima di raccontarvi quando e come ci sono arrivati è importante fare una precisione storica e linguistica: dal 1983 al 2009, in Sri Lanka, c’è stata una guerra civile tra il governo e l’organizzazione estremista delle Tigri Tamil (Tigri di Liberazione del Tamil Eelam) che ha portato all’indipendenza dell’attuale ex Ceylon. Per questo è bene non chiamare più i suoi abitanti cingalesi ma srilankesi, perché, come ci racconta Calum Walimuni, “ci fa sentire più uniti e meno divisi”. Si ricomincia dalle piccole cose, dalle definizioni, a maggior ragione visto l’immobilismo e la crisi economica in cui versa ancora il paese dopo anni di conflitto, che hanno solo aumentato un’emigrazione che era già iniziata il decennio precedente. 

    L’emigrazione srilankese a Milano

    cucina srilanka

    BlueOrange Studio/shutterstock.com

    In Italia, l’emigrazione srilankese era già iniziata negli anni Sessanta, in particolare con quella delle donne. È poi continuata negli anni Ottanta, durante la guerra civile, e si è mantenuta costante nel tempo, anche grazie alla legge sul ricongiungimento familiare che ha riequilibrato le presenze maschili e femminili. Se la maggior parte delle donne ha trovato impiego nell’ambito domestico, gli uomini hanno inaugurato una vera e propria tradizione lavorativa come portieri e custodi di condomini, uffici e garage; altri invece nella ristorazione, nel settore dei mini market e nella vendita di prodotti

    Il 70% degli srilankesi è buddista, per questo si ritrovano ogni maggio, con una data che varia a seconda della luna, al tempio Lankaramaya, il primo buddista srilankese della città, in via Pienza, zona Chiesa Rossa. In questa occasione si celebra la nascita, l’illuminazione e la dipartita di Buddha durante la processione di Vesak: “ci ritroviamo tutti e accendiamo le lanterne colorate che poi conserviamo a casa durante l’anno”, ci racconta sempre Calum. Altro luogo di ritrovo per eccellenza tra gli srilankesi, soprattutto sabato (giorno di mercato) è via Cesare da Sesto, in Sant’Agostino, the Little Sri Lanka.

    Little Sri Lanka e il legame con il mercato di Papiniano  

    Tutto è iniziato con il mercato di Papiniano, che da anni ogni martedì e sabato è il punto di riferimento del quartiere Solari e Sant’Agostino. “Abbiamo iniziato a venire in questa zona per fare la spesa, perché si compra bene e si spende poco”, ci racconta Deepthi. “Poi è diventato il nostro punto di ritrovo, e venendo spesso siamo venuti a sapere che affittavano dei locali. Così, abbiamo aperto prima una, poi due attività fino ad arrivare a più di dieci in cento metri tutte di srilankesi”. È andata proprio in questo modo: nel giro di pochi anni i locali sfitti di via Cesare Da Sesto, una traversa di piazza Sant’Agostino, hanno ripreso vita, tutti grazie agli srilankesi che li hanno affittati e trasformati in attività di vario tipo

    Così, oggi ci sono cinque alimentari, come Food Land, che vendono molti prodotti che arrivano direttamente dallo Sri Lanka, quali cocco, durian o karapincha, una spezia difficilmente trovabile in Italia. Poi ci sono un paio di negozi per chiamare, mandare soldi o pacchi in Sri Lanka, come “Travel to Sri Lanka”, un parrucchiere e due ristoranti: Nelson Pub e HN. Si tratta di due locali ancora molto poco frequentati da italiani, dove la cucina è tutt’altro che mediata: “qui si mangia esattamente come in Sri Lanka”, continua Deepthi. 

    Che cosa si mangia da Little Sri Lanka? 

    piatti cucina srilanka

    FKavinda/shutterstock,com

    In Sri Lanka, a tavola non manca mai il riso, che sia rosso (meno calorico) o bianco, condito quasi sempre con il curry, che è in assoluto la spezia più utilizzata. Il riso viene servito in accompagnamento ad altre portate di verdura quali carote, fagiolini, melanzane, pomodori, patate, tutte molto piccanti, saltate con peperoncino, cipolle e spezie varie. Come proteine ci sono spesso lenticchie rosse o gialle con karapincha cotte in acqua e latte di cocco e tantissimo pesce, che si consuma molto di più della carne: “è il più famoso del mondo, il nostro pesce, mica come in Italia!” scherza Deepthi. 

    A essere molto comuni sono anche i roti, impasti di vario tipo simile a un fagottino o alla samosa indiana, che vengono cotti al forno o fritti e conditi con uova e cottu, un ripieno variabile di verdure, pesce e carne tritati finemente. Tutto questo è esattamente ciò che trovate sia al Nelson Pub sia al HN, ma con una leggera differenza: a detta di chi li ha provati entrambi, nel primo usano più olio e ci sono più fritti, mentre il secondo è più leggero. Ovviamente, ad accompagnare queste bontà, troviamo come bevanda tantissimi tipi di tè, di cui lo Sri Lanka è uno dei più grandi produttori.   

    Ma attenzione, perché il mercato riserva anche altre sorpresa: all’occhio più attento non sfuggiranno alcune signore sudamericane con carrelli “pieni”… solo avvicinandovi e parlando con loro scoprirete che cosa si nasconde dentro. 

     

    Allora, vi abbiamo incuriosito ad andare alla scoperta di quel favoloso mondo del mercato di Sant’Agostino e del Little Sri Lanka? 

     

    Antropologa del cibo, è nata a Milano, dove vive e scrive per varie testate, tra cui La Cucina Italiana, Scatti di Gusto, Vanity Fair e le Guide Espresso. Il suo piatto preferito sono gli spaghetti alle vongole, perché per lei sono diventati un'idea platonica: "qualsiasi loro manifestazione nella realtà sarà sempre una pallida copia di quella nell'iperuranio". Nella sua cucina non mancano mai pistilli di zafferano, che prima coltivava!"

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