Concorso Genitori Cuochi: Le Ricette Vincitrici!

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i vincitori del Concorso genitori cuochi per un giorno

di Mara Briganti.

I genitori hanno scritto nuove ricette, i bambini hanno fatto da giudici e premiato le migliori, mentre Cir Food inserirà le vincitrici nel menu 2009/2010 delle mense scolastiche che gestisce. In sintesi, questo è il succo del concorso “Genitori cuochi per un giorno” che si è concluso a Reggio Emilia il 23 maggio.

buffet di fruttaE’ con grande orgoglio che Il Giornale del Cibo annuncia i risultati di questa competizione dagli esiti davvero sorprendenti: quali ricette vi aspettereste selezionate da bambini? Patatine fritte, hamburger e Nutella?  Ivece no, le ricette preferite sono state Pennette al Vesuvio,Halibut con verdure, e Torta di carote, cioccolato e cocco. Un menu che dovrebbe essere d’esempio per tutti, grandi e piccini, su  come combinare gusto e salute.
pomodori pachino maturi in grappoloMa scendiamo nel particolare: il primo piatto selezionato è un sugo fresco fatto con pomodori pachino, provola affumicata, basilico, parmigiano e addirittura aglio! Il secondo scelto ha sorpreso perchè a base di pesce, alimento per eccellenza collegato a un’alimentazione adulta e consapevole, per di più condito con le verdure. Anche nel dessert ritroviamo contro ogni aspettativa un ortaggio: la carota. Sono questi i primi ottimi risultati ottenuti dalla cooperazione tra bambini, scuola e genitori nel concorso organizzato da Cir Food in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e il Servizio Igiene, Alimenti e Nutrizione dell’Ausl.

pat e martino sul palcoLa mattinata si è aperta con gli interventi dei nostriPatrizio e Martino, ambasciatori del Giornale del Cibo. Martino ha iniziato il suo discorso parlando di Educazione Gastronomica, cioé l’insegnamento a ricercare non solo ciò che èbuono, ma soprattutto ciò che ci fa mangiare bene, in tutti i sensi.
martino parla con i cuochiE’ stata l’evoluzione gastronomica del nostro paese dagli anni ’50 a oggi – ha spiegato Martino – a portarci a questo momento cruciale: iniziando dal modello di famiglia tradizionale degli anni ’50, sono arrivati negli anni ’60 il doppio brodo Star e i primi cibi in scatola; microonde e freezer hanno permesso metodi di conservazione impensabili fra gli anni ’60 e ’80, fino ad arrivare ai fast e junk food. Dopo gli anni ’80, per fortuna, si è iniziato a riscoprire il territorio con tutto ciò che aveva da offrirci, mentre gli anni 90 sono stati poi caratterizzati da salutismo e cucina naturalistica. Per questi motivi, oggi siamo investiti del grande compito di far rinascere la gastronomia, trovando un equilibrio fra la lunga tradizione e le grandi possibilità che abbiamo noi italiani in materia.

tavolata all'agriturismo casa verdeOltre al rispetto per la salute, è anche l’importanza sociale del pasto consumato a tavola con la famiglia o con gli amici a incentivare il nostro impegno su questo fronte; altrimenti il futuro – prevede Martino – potrebbe assomigliare alle attuali abitudini inglesi, dove la comunicazione familiare avviene tramite post-it: le persone arrivano, mangiano senza sedersi, scrivono su un foglietto i propri messaggi e tornano al lavoro!
Mantenere la ricerca del gusto allo stesso tempo della salute e del significato dell’alimentazione italiana non è compito facile. “I tempi sono duri”, dice Martino parlando di “Cooking Mama”, un videogioco prodotto da due colossi del mondo informatico che dovrebbe rappresentare uno dei tanti intrattenimenti educativi per bambini dell’epoca moderna. cooking mamaTeoricamente l’insegnamento sarebbe proprio di tipo culinario: il ragazzo prepara da mangiare nella cucina interattiva, ma se sbaglia qualcosa la mamma (rappresentata con tanto di fazzolettino in testa e grembiule) si lamenta e sbuffa per l’incapacità del figlio. A parte l’isolamento intrinseco di un videogioco che nulla ha a che vedere con il carattere sociale più volte ribadito dell’alimentazione, la diseducazione dei ragazzi è palese quando si scopre che secondo i giapponesi, creatori del gioco, i nostri amati spaghetti al pomodoro si fanno con il ketchup e il salame piccante! Oltre a questi grandi ostacoli, ce ne sono altri forse peggiori che si rendono evidenti quando si sente dire a un bambino che le fragole crescono sugli alberi, o che non ha mai mangiato una mela…

iuana sassi, alessandra fabbri, rossella soncino sul palcoLa parola è poi passata a Patrizio, che ha elogiato l’iniziativa perché ha permesso alla scuola di creare tanti itinerari didattici a partire dal tema cibo. Intrattenendo e divertendo il pubblico, Patrizio non ha tralasciato gli errori fatti da autorità scolastiche e servizio di igiene negli ultimi anni in materia di alimentazione e bambini, ma ha voluto evidenziare come le scuole reggiane – modello anche per quelle giapponesi – possano farsi portavoci di un nuovo approccio all’alimentazione, che possa risolvere tematiche ben più sentite. Ad esempio lo smaltimento dello scarto: se un piatto piace, sicuramente non verrà buttato via in grande quantità come spesso accade nelle mense!
il sindaco sul palcoUn altro importante risultato è la sentita partecipazione da parte delle istituzioni all’evento: erano presenti il Sindaco Delrio, Iuna Sassi (Assessore alla Scuola-Università-Giovani), Alessandra Fabbri (medico nutrizionista del SIAN della AUSL di Reggio Emilia) e Rossella Soncini (responsabile territoriale del gruppo CIR Food). “Con CIR è nata la volontà di fare educazione alimentare a partire dalla scuola” – afferma l’assessore Iana Sassi, rispondendo alle domande di Patrizio – “permettendoci di applicare modifiche sia alla dieta alimentare dei bambini che agli spazi per il pranzo, che sono stati resi più stimolanti ed accoglienti”. PerAlessandra Fabbri, rappresentate del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione “Il progetto è stato davvero un successo, poiché ha permesso di realizzare progetti condivisi con qualche responsabilità in più, dando ottimi risultati”. Il concetto è confermato anche da Rossella Soncini proiettando i risultati al futuro, perché l’insegnamento a coniugare salute e gusto a tavola sarà sicuramente utile ai bambini anche in età adulta.

monica morini mentre racconta storieLa mattinata non si è concentrata però solo su discorsi “da grandi”, ma ha avuto anche una parte completamente dedicata ai bambini. Grazie a Monica Morini e alle sue favole su mele e zuppe, tutto il pubblico è stato catapultato in un mondo incantato, allo stesso tempo altamente educativo. Un “Bravi” quindi a tutti: partecipanti, vincitori, istituzioni. cuochi e frutta intagliataE soprattutto ai fantastici cuochi di CIR Food che durante tutta la manifestazione hanno intagliato frutta per gli invitati, creando non solo delle vere opere d’arte, ma anche un perfetto esempio di come la vista e il gusto concorrano a darci una percezione positiva del cibo.
una pera sull'alberoCari lettori, ora tocca a voi portare avanti l’educazione al gusto nelle vostre tavole! Potete iniziare seguendo questo esempio e provando le ricette finaliste del concorso già pubblicate sul sito. Oltre alle ricette vicitrici indicate all’inizio dell’articolo trovate fra i primi: Zuppa del Contadino, Gnocchetti Sardi con Carciofi e Zucchine, Risotto Zucca ed Aceto Balsamico, Lasagne al pesto speciale; fra i Secondi: Calamarata, Miniflan in verde, Pasta alle zucchine, Speck e Pomodori, Purea di fagioli messicani; infine fra idolci la Torta di pere, cioccolato e ricotta.

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