varietà di pere

Williams, Conference, Guyot: le varietà di pere e le ricette da provare

Monica Face
2

Indice

    “Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere.” Sì, ma quale tipologia di pere ci vuole  per comporre questa gustosa combinazione? Vi avevamo già parlato delle proprietà benefiche di questo frutto, ma oggi vogliamo provare a fare una carrellata illustrando le varietà di pere più comuni, dandovi qualche curiosità sulla provenienza e qualche suggerimento su come cucinarle.

    Varietà di pere: ecco quelle più diffuse

    Guardando i banchi del mercato, vedrete che le pere sono presenti praticamente tutto l’anno, con diverse tipologie in base alla stagionalità. E per ognuna c’è un abbinamento succulento. Per alcune varietà se ne preferisce l’uso a crudo, mentre per altre, dalla consistenza più soda, viene consigliata la cottura al forno, come la classica torta di cioccolato e pere, o l’utilizzo in ricette salate, come il risotto o pietanze a base di carne di maiale, dove il contrasto con la dolcezza del frutto rende perfetto l’accostamento. Oggi vorrei parlarvi delle diverse varietà partendo proprio da quelle autunnali, suggerendovi anche l’utilizzo migliore per le vostre ricette.

    La Conference

    pere conference

    Letterberry/shutterstock.com

    È la più classica, sia per forma sia per colore, tra le pere in commercio. La si trova al mercato da settembre a maggio. La buccia spessa la rende resistente alla manipolazione mentre la polpa soda, dolce e succosa, ma dal retrogusto leggermente acidulo, è perfetta sia per le ricette dolci che per quelle salate.

    ​La Kaiser

    pere kaiser

    TTL media/shutterstock.com

    Buccia marrone, a volte tendente al color ruggine, forma panciuta con un peso che può superare i 200 grammi, polpa succosa, soda e croccante che resiste alle alte temperatura: queste sono le caratteristiche principali della pera Kaiser, una varietà importata dalla Francia, che si trova da fine agosto alla primavera inoltrata. Ottima anche cruda, la sua consistenza la rende particolarmente adatta alle cotture in forno, nelle torte, nello strudel salato o nella composta al vino rosso.

    L’Abate

    pere abate

    Gorenkova Evgenija/shutterstock.com

    Scoperta dall’abate Fetel, da cui prende il nome, verso la metà del XV secolo, oggi è una delle più utilizzate in Italia, che ne è diventata il principale produttore. Presente sulle tavole da settembre a maggio, la sua caratteristica è la forma allungata e la buccia verde chiaro, con venature screziate che vanno dal giallo al marrone. La polpa è bianca, succosa e leggermente granulosa con un sapore agrumato che ben si sposa con i formaggi, nei risotti e nelle torte. Volete un suggerimento? Provatela a utilizzarla per farcire la crostata.

    La Decana

    Da novembre ad aprile al mercato si trova anche la Decana, chiamata anche Decana del Comizio, una tipologia di pera che arriva dalla Francia all’inizio dell’Ottocento. Dalla forma tondeggiante, buccia giallo-verde, polpa succosa e compatta, questa pera è perfetta per preparare le confetture e i succhi di frutti. Se volete provare una piccola golosità, preparate queste nuvole di ricotta con zabaione e pere.

    La Rosada

    Arriva in autunno e la si trova fino all’inizio della primavera, ha la forma tonda, il colore che vira tra il giallo, il rosso e il rosato, con piccolissime macchioline. La polpa soda, bianca e succosa è molto compatta e per questo la pera Rosada è adatta all’utilizzo in ricette di crostate e nelle torte a base di pere e cioccolato.

    Passa Crassana

    pera passa crassana

    Lunov Mykola/shutterstock.com

    Tipica dei mesi invernali la pera Passa Crassana, si trova da ottobre fino ai primi di marzo al massimo. La forma è arrotondata, la buccia spessa, verde e tendente al giallo con punte color ruggine. La polpa è granulosa, aromatica e ben soda tanto da renderla perfetta per la cottura al forno, oltre che il consumo a crudo.

    La Williams

    pere williams

    Real PIX/shutterstock.com

    Con l’arrivo del caldo sui banchi del mercato arrivano le pere Williams, la cui permanenza dura fino oltre Natale. Scoperta alla fine del ‘700 in Inghilterra, è ormai coltivata in Italia da moltissimo tempo. Ha una forma tondeggiante e ne esistono due tipi: una con la buccia verde chiara, tendente al giallo e tipicamente estiva, risulta ottima se consumata a crudo o nella preparazioni di macedonie, frullati e cocktail. Molto simile per forma e dimensione, la Williams rossa ha un colore  più intenso mentre la consistenza della polpa è molto simile, succosa e leggermente granulosa. Se volete assaporarla cotta, cucinate un piatto a base di carne di maiale accompagnato da questo tipo di pera, oppure provate a cuocerla con mascarpone e zabaione.

    La Coscia

    pera coscia

    Olha Zaitseva/shutterstock.com

    È la pera estiva per eccellenza, coltivata in particolare nelle regioni centro-meridionali. Di piccole dimensioni, pesa meno di 100 g, ha la buccia tra il giallo e il rosso. La polpa è succosa, zuccherina e granulosa, dal sapore intenso, è gustosa consumata fresca, abbinata a un tagliere di formaggi.

    La Santa Maria

    Dall’incrocio tra la pera Williams e Coscia nasce la Santa Maria, una varietà che si trova al mercato da fine luglio ad ottobre. Coltivata principalmente in sud Italia, dove il caldo le permette di dare il meglio di sé, questa pera ha una forma tondeggiante e la buccia gialla con piccole macchie verde scuro. La polpa bianca e fine fa sì che sia consumata più a crudo che in preparazioni al forno dolci e salate.

    Pera Guyot

    Come la Santa Maria è una pera estiva, viene anche detta Williams Precoce, per la sua somiglianza con la pera più famosa. Coltivata soprattutto in Emilia-Romagna, la Guyot pesa poco meno di 200 grammi, ha una buccia gialla e una polpa granulosa, succosa e zuccherina perfetta per il consumo a crudo in macedonie e smoothies.

    Conoscevate tutte queste varietà di pere? E vi è mai capitato di utilizzarle per le preparazioni salate, magari abbinate a un risotto o a piatti a base di carne, oltre che a gustarle a crudo a fine pasto? Scriveteci e fateci sapere come le utilizzate.

     

    Monica Face

    Di origini napoletane, è nata e vive a Roma. In passato ha collaborato con vari settimanali, tra cui "Di più"; "Di piùTv Cucina"; "RadioCorriere Tv"; "Onda Tv"; "Messaggero Tv". Oggi invece si dedica anima e corpo al suo blog, "Che cavolo cucino, oggi?". Il suo piatto preferito è la parmigiana di melanzane, "perché è un ricordo d'infanzia e perché", dice, "quando aspettavo il mio bambino avevo sempre voglia di melanzane". Nella sua cucina non possono mancare il pane (che prepara in casa) la frutta e il caffè, "perché altrimenti... il pasto non è finito".

    Leave a Reply

    Your email address will not be published. Required fields are marked *

    Questo sito o gli strumenti terzi da esso utilizzati, si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella Informativa cookie. Se vuoi sapere di più, o negare il consenso ad alcuni o a tutti i cookie, consulta la Cookie Policy. Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie. maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi