Fritta e alla turca: scopriamo l’okra con 2 ricette

Carmela Kia Giambrone
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    Se l’Okra è ai più sconosciuta, soprattutto nella nostra cucina mediterranea, per molti altri popoli e cucine tradizionali, da un capo all’altro del mondo, essa rappresenta un alimento apprezzato e molto usato. In questo articolo quindi scopriremo insieme che cos’è l’Okra o Gombo, come si cucina e quali proprietà e peculiarità possiede. Impareremo moltissimo su come cucinarla nel modo giusto e come gustarla grazie a 2 semplici ricette vegetali. Scopriamo tutto sull’Okra.

    Okra o gombo: che cos’è?

    okra

    Brent Hofacker/shutterstock.com

    La pianta dell’okra o gombo, è una malvacea annuale simile alla malvona, dalla forma molto curiosa, perché simile ad un peperoncino verde, ma una volta tagliata in sezioni mostra, la sua tipica forma a stella. Questa pianta può cambiare colore e dimensioni a seconda della varietà, se ne contano più di trenta, ma la più comune è di colore verde brillante. L’okra o gombo è diffusissima e molto utilizzata nella cucina tradizionale del Centro e Sud America, dell’India e dell’Africa. Cresce bene infatti nei climi caldi ma può essere coltivata anche negli orti delle nostre zone, a patto che venga seminata in primavera, in modo da farla fiorein estate, la stagione perfetta per la sua fruttificazione.

    Le prime coltivazioni di okra risalgono all’antico Egitto per poi diffondersi in tutto il Nord Africa e il Medio Oriente. Alla fine del XVII secolo, l’okra raggiunse le americhe, dove si diffuse da nord a sud,  diventando una verdura tipica della cucina del sud e creola di cui venivano mangiati i semi, usati anche come sostituti dei chicchi di caffè, per ottenere una bevanda. Come abbiamo visto infatti la cucina vegetariana antica, con le sue particolari preparazioni storiche, non è poi così rara.

    Quali sono le proprietà dell’okra?

    L’okra anche chiamata gombo, veniva, come spesso accade nella  medicina popolare, utilizzata non solo come alimento, ma anche come rimedio per i malanni più comuni: le sue foglie venivano usate come antidolorifico e per risolvere problemi alle vie urinarie, alle vie respiratorie e come lassativo.

    Questa pianta, inoltre,a è ricca di vitamine (vitamina C, vitamina K e vitamine del gruppo B) e sali minerali (potassio e calcio) oltre che di fibre, le quali aiutano a regolare la digestione ed evitare i picchi glicemici. Studi su cavie infatti hanno confermato che estratti di okra hanno effetti ipoglicemizzanti e migliorano l’omeostasi del glucosio in circolazione.

    Come cucinare l’ocra: 6 consigli utili

    cucinare okra

    Red Confidential/shutterstock.com

    Ecco una lista di suggerimenti per cucinare l’okra. Dei trucchetti utili per ottenere  ottimi piatti a base di gombo.

    È importante sapere che questa pianta ha una piccola peculiarità: contiene una sostanza mucillaginosa che si idrata quando entra in contatto con l’acqua, proprio come succede ai semi di lino, per l’okra la situazione è simile. Vediamo insieme quindi, uno dopo l’altro, 6 consigli utili a facilitarsi il compito di cucina l’okra:

    1. Per aiutare la rimozione delle mucillagine procedere ad un ammollo di 40-50 minuti in acqua acidula (1 litro di acqua e 250 ml di aceto di mele);
    2. per la stessa ragione è basilare lavare ed asciugare molto bene l’okra prima di procedere alla sua cottura e prima di tagliarla;
    3. Ricordarsi di tagliare l’okra da asciutta e provvedere ad asciugare il tagliere durante il procedimento, questo permetterà di limitare la formazione di mucillagini;
    4. una volta lavata, asciugata e tagliata, l’okra sarà pronta per essere cucinata. Un trucco per mantenere la croccantezza dell’okra è aggiungere del succo di limone o dell’aceto, a seconda della preparazione, durante la cottura.
    5. Per quanto riguarda sempre il processo di cottura, è importante non ricorrere a coperchi, questo per evitare la fuoriuscita delle mucillagini.
    6. Non salare durante la cottura per evitare di richiamare acqua e di conseguenza promuovere la fuoriuscita delle mucillagini.

    Okra in tavola: 2 ricette dal mondo

    Due ricette semplici ma molto gustose, per innamorarsi all’istante dell’okra. Entrambe le ricette del gombo sono preparazioni tradizionali, una tipica delle regioni del Centro e Sud America, come molte ricette con la frutta esotica, l’altra invece tipica della cucina tradizionale turca e della cucina araba e molto apprezzata durante il Ramadan. Ecco due modi per gustare questa verdura tutta da scoprire.

    Okra fritta e croccante

    okra fritta

    leherv/shutterstock.com

    La ricetta più diffusa in tutto il mondo dell’okra o gombo, è certamente quella che prevede che questa verdura ricca e fibrosa diventi croccante e gustosa grazie alla frittura. Il gombo fritto infatti piace ad adulti e bambini e viene declinato in moltissime occasioni diverse: dall’aperitivo, perché no vegan, al pranzo della domenica fino al contorno etnico. Vediamo insieme come si cucina l’okra fritta e quali accorgimenti mettere in pratica per la buona riuscita di questa ricetta.

    Ingredienti:

    • 2 tazze di okra fresca
    • q.b. di sale integrale marino
    • q.b. di pepe nero macinato fresco
    • 1/2 tazza di farina di mais
    • 2 cucchiai di farina di ceci
    • q.b. di olio di riso per friggere ad immersione

    Procedimento:

    1. Lavate e asciugate molto bene l’okra.
    2. Tagliatela a tocchetti.
    3. In una bastardella, ponete la farina di mais, la farina di ceci, il pepe nero macinato fresco e rigirate il tutto con le mani.
    4. Ora aggiungete i tocchetti di okra al composto e mescolate bene.
    5. Ponete una padella dai bordi alti sul fuoco con abbondante olio di riso.
    6. Quando l’olio è ben caldo, friggete ad immersione l’okra fino a che non risulterà dorata
    7. Procedete a piccole quantità fino a che l’okra non sarà ultimata.
    8. Poggiate su della carta assorbente e gustate la vostra frittura di okra calda.
    9. Se lo desiderate, salate l’okra a cottura ultimata e condite con succo di limone fresco e trito di prezzemolo.

    Okra alla turca

    okra alla turca

    gorkem demir/shutterstock.com

    Un piatto per gustare l’okra in salsa tipicamente mediterranea: sapori a noi vicini, perfettamente miscelati con il particolare sapore dell’okra. Gustate questo piatto assieme a del chapati o pane senza lievito fatto in casa ed assaporate il sapore dell’okra in salsa turca.

    Ingredienti:

    • 2 tazze di okra fresca
    • 2 pomodori a pezzetti
    • 1 piccola cipolla rossa
    • 3 peperocini verdi dolci tritati
    • 1 spicco d’aglio schiacciato
    • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
    • 1 cucchiaio di sciroppo d’agave
    • 1 cucchiaino di harissa (oppure del peperoncino)
    • q.b. di sale integrale marino
    • q.b. di mentuccia fresca

    Procedimento:

    1. Lavate e asciugate molto bene l’okra.
    2. In una casseruola, scaldate l’olio, quindi soffriggete la cipolla e l’aglio, sfumando con un poco di acqua in modo che l’aglio non annerisca.
    3. Una volta che risulteranno cotti, aggiungete l’okra e mescolate il tutto.
    4. Aggiungete il trito di peperoncini dolci, cuocendoli insieme per qualche minuto.
    5. Aggiungete i pomodori e lasciate cuocere il tutto senza coperchio per altri 5 minuti.
    6. Aggiungete l’agave e l’harissa, mescolate e cuocete per 20-25 minuti.
    7. Togliete dal fuoco, lasciate intiepidire e servite, se necessario, salando a cottura ultimata ed aggiungendo un trito di mentuccia fresca.

     

    Come sempre quindi abbiamo sperimentato tutto il gusto di un alimento che non fa parte della nostra tradizione grazie a due ricette semplici e molto saporite. Che vogliate chiamarla okra oppure gombo, cimentatevi nella sua preparazione apportando le modifiche che la vostra fantasia vi suggerisce ed accostate ciò che più desiderate a questo vegetale tutto da scoprire: riso pilaf, bulgur o cous cous integrale o ancora con lattuga di mare fresca e tanto succo di limone.

    Carmela Kia Giambrone

    Carmela è nata a Bergamo e vive poco lontano da Milano. È una giornalista e si occupa da molti anni di alimentazione naturale, autoproduzione, ambiente e sostenibilità, tematiche che tratta anche nel suo blog equoecoevegan.it. "Adoro l’hummus di ceci e le patate, sotto ogni forma possibile", dichiara, mentre gli elementi che non devono assolutamente mancare in cucina per lei sono il coraggio ed un buon frullatore ad immersione, "perché l’improvvisazione necessita certo di idee ma soprattutto di strumenti pratici da utilizzare".

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