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Don Peppinu porta la Sicilia nel mondo

Roberto Caravaggi
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    Passione, fierezza e tradizione sono i tre principi cardine di Don Peppinu, un marchio che ambisce a portare un assaggio di Sicilia in ognuno dei suoi locali. Da quello di Modica, dove tutto ha avuto inizio, fino a Milano e addirittura dall’altra parte dell’oceano, a Miami.

    Cannoli, granita siciliana e gelato fatti come tradizione comanda: è questa l’ispirazione di base. “L’obiettivo principale è far sì che chi conosce e ama la Sicilia e le sue specialità possa ritrovarle nei nostri prodotti – spiega Giuseppe Flamingo, meglio noto come Peppe, deus ex machina di Don Peppinu. – Allo stesso modo, vogliamo che chi non ha ancora provato i sapori autentici della Sicilia possa innamorarsene”.

    La granita siciliana

    Quando si parla di granita siciliana, si intende qualcosa di ben definito e dalle caratteristiche che la distinguono dalla comune granita. Nella cultura siciliana è particolarmente densa, con una cremosità che ricorda più quella di un gelato, nonostante gli ingredienti siano semplicemente acqua, zucchero e la materia prima che ne caratterizza il gusto. È proprio il non lesinare sulla materia prima che le conferisce un’intensità capace di fare la differenza. Quella al caffé, ad esempio, sa avvolgere completamente il palato. E il suo aroma persiste in bocca. Lo stesso vale per le altre varianti, dal Limone di Siracusa IGP biologico al pistacchio, fino alle cremolate, così definite proprio perché, nel caso delle varianti alla frutta, contengono la polpa e non il succo: ai gelsi neri, al fico d’India e al Cioccolato di Modica IGP, quest’ultima vincitrice del concorso Nivarata 2017. Gusti carichi, con cui deliziarsi dal primo all’ultimo assaggio: ecco ciò che caratterizza e distingue i sapori siciliani.

    Don Peppinu: due versioni per un’unica eccellenza, il cannolo

    Chi non ha mai provato l’esperienza di un vero cannolo in terra sicula, da Don Peppinu può ritrovarne tutta la poesia. Si può scegliere tra la versione tipicamente catanese e quella caratteristica del palermitano e, più in generale, della Sicilia occidentale. La differenza sta tutta nella cialda. Nella versione catanese è poco svasata, di colore marrone chiaro, con un lieve aroma di cannella e soprattutto dalla consistenza friabile, così da essere perfetta per l’abitudine del cannolo riempito e consumato al momento. Nella versione palermitana, invece, la cialda è di un marrone più scuro, per via dell’aggiunta di cacao all’impasto, molto svasata e più consistente. Oltre a risultare più croccante, questo aspetto permette di assaporare il cannolo anche a distanza di ore dal riempimento, senza che la cialda “si sieda”, ovvero diventi umida e molliccia.

    Da Don Peppinu coesistono due versioni di questa golosità, espressione di filosofie diverse, ma con un punto comune imprescindibile. La farcitura, infatti, è una sola: pura ricotta di pecora sempre fresca e zucchero quanto basta, per ingentilirla un po’. Nient’altro. Le cose buone, del resto, parlano un linguaggio semplice e diretto, che non ha bisogno di artifici. Pochi ingredienti genuini e tutta l’arte e la passione di chi ha a cuore la propria terra e generosamente ne offre il meglio.

    La vera artigianalità del gelato

    Il prodotto principe di Don Peppinu è, tuttavia, il gelato artigianale. Se però la granita siciliana è specialità ben nota, non vale altrettanto per il gelato. “La Sicilia si caratterizza soprattutto per i suoi sapori decisi – racconta ancora Giuseppe Flamingo – E questo vale a tutto campo, da primi piatti come la pasta alla norma ad altre specialità come le sarde a beccafico. Noi abbiamo semplicemente traslato questo concetto nel gelato”. Un prodotto particolarmente cremoso quindi, che si distingue per intensità e pienezza aromatica.

    “Il gelato si costituisce essenzialmente di due parti: una liquida, l’altra solida – spiega ancora Flamingo. – Si può scegliere di aumentare la parte liquida per ottenere lo stesso quantitativo di gelato risparmiando sulla materia prima. Noi, invece, abbiamo fatto la scelta opposta: più parte solida e meno cristalli di ghiaccio, il che comporta ovviamente un costo maggiore da sostenere. Ma quando fai questo mestiere e vuoi distinguerti, non devi ragionare tanto da imprenditore, quanto da artigiano del gusto. Nel mio gelato preferisco aumentare la percentuale di materia prima rispetto agli altri ingredienti. Solo così si può arrivare a offrire una qualità che non si dimentica”.

    L’imperativo è rimanere fedele alle origini, bandendo ogni base industriale e utilizzando materie prime accuratamente selezionate. “Nel nostro gelato alla nocciola, ad esempio, mettiamo solo nocciole piemontesi IGP. Le scegliamo e le tritiamo fino a ottenerne la consistenza adatta”. Così i gusti di Don Peppinu vengono lavorati ogni giorno nel laboratorio Glab di Modica, dove si concentra l’intera filiera produttiva. Da qui parte poi la distribuzione, in modo da garantire la stessa qualità in ognuno dei punti vendita.

    Alla conquista del mondo senza dimenticare le origini

    Un aspetto non certo secondario da Don Peppinu è quello dell’accoglienza. “La Sicilia è terra generosa, che sa essere calda e accogliente – sottolinea Peppe Flamingo. – È fondamentale quindi che chiunque venga da noi si senta accolto come a casa. Per questo cerchiamo di formare del personale che, oltre ad avere profonda conoscenza dei prodotti, sappia mettere il cliente a proprio agio. E questo deve valere per tutti i nostri punti vendita”.

    Se oggi, infatti, Don Peppinu conta nove botteghe, di cui otto in Italia e una a Miami, l’ambizione è quella di aprirsi anche ad altri mercati. Sia rafforzando la presenza in America, sia guardando anche all’Europa, in particolare a Germania e Austria. E pensare che tutto ha avuto inizio nel lontano 1960, dal nonno di Peppe che, oltre alla passione e all’arte del gusto, gli ha lasciato in eredità il nome. Da quella piccola bottega, in cui il signor Giuseppe Flamingo produceva coni destinati alle gelaterie, Don Peppinu ne ha fatta di strada: è stata lunga, non sempre facile, ma percorsa senza mai perdere di vista il punto di partenza. Quel legame con le origini, che, in fondo, è il segreto di Don Peppinu e della sua missione di portare un po’ di Sicilia nel mondo.

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    Nato a Milano, vive da sempre a Locate di Triulzi, nella provincia sud del capoluogo lombardo. Oltre a collaborare con alcune testate giornalistiche locali è food blogger per storiedifood.com, dove racconta soprattutto di specialità e piccole realtà artigianali. Il suo piatto preferito è la piadina romagnola perché, nella sua semplicità, sa appagare come poche altre cose.

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