libri da regalare a natale

Cinque libri da regalare a Natale per appassionati #foodie

Alessia Rossi
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    Come ogni anno, arriva il momento tanto temuto: cosa regalare a Natale? Se siete dei veri professionisti e #ChristmasLovers, allora non solo avrete preparato per tempo la lista, ma avrete già una pila di pacchetti e pacchettini nascosti in qualche angolo della casa, addobbata a festa. Ma probabilmente molti di voi, tra lavoro, corse e scadenze, saranno ancora in alto mare e si staranno arrabattando tra i regali da fare alla suocera, quelli per l’appassionato di vini e bottiglie pregiate, quelli per “ho quell’amica che adora cose handmade e sostenibili”, o ancora quelli che invece impazziscono per i regalini fatti a mano in cucina, e quelli per il parente o l’amico che adorano due cose a pari merito, il cibo e la lettura… con loro, perché non provare con un libro a tema food? Un’ottima idea, ma come orientarsi tra la vastissima offerta, se non pressoché infinita, di titoli che riempiono gli scaffali delle librerie senza farsi prendere dal panico?

    Dato che durante le feste si è tutti più buoni, abbiamo pensato di aiutarvi dandovi una piccola lista di libri sul cibo da regalare a Natale originali e inusuali, adatti a tutti. Che dite, pronti a prendere appunti e a fiondarvi in libreria?

    Libri sul cibo da regalare a Natale: 5 consigli libreschi originali e curiosi

    libri regali natale

    Thomas Bethge/shutterstock.com

    A Natale, non c’è niente di meglio di regalare un libro azzeccato. Chiedetelo agli islandesi, che proprio attorno a questo hanno costruito una vera e propria tradizione, quella dello Jólabókaflód. Lo sappiamo, il nome è impronunciabile, ma vi spieghiamo cos’è. Letteralmente, potremmo tradurre questa parola con “inondazione di libri per Natale”: infatti, durante la vigilia, le famiglie si regalano libri a vicenda e poi trascorrono l’intera notte a leggerli. Questa usanza risale alla Seconda Guerra Mondiale quando le rigide restrizioni sulle importazioni dall’estero hanno portato a far diventare proprio i libri, all’epoca poco costosi, il regalo perfetto. Da allora gli islandesi hanno mantenuto viva la tradizione, che inizia già a partire da novembre, quando arriva il Bókatídindi nella cassetta postale, ossia un catalogo che sintetizza tutte le nuove pubblicazioni dell’Associazione degli editori islandesi…

    Insomma, questa storia dello Jólabókaflód ci piace talmente tanto che, per questo Natale, abbiamo raccolto alcuni consigli libreschi, ovviamente a tema food, per chi ha voglia di fare un regalo diverso dal solito.

    La favolosa storia delle verdure di Évelyne Bloch-Dano

    la favolosa storia delle verdure

    addeditore.it

    Una carota non è solo una semplice carota. Noi del Giornale del Cibo lo sappiamo bene, dietro ogni prodotto alimentare c’è un mondo. E lo sa bene anche Évelyne Bloch-Dano, che con cardi, carciofi, topinambur, cavoli, pastinaca, carota, piselli, pomodori, fagioli, zucche e peperoncini non ha fatto un minestrone, ma ci ha scritto un libro. Per l’esattezza, 189 pagine che parlano di verdure. Detta così sembra una lettura noiosa, e invece, questo saggio non è solo una biografia ma un vero e proprio viaggio – ironico e affascinante – nello spazio e nel tempo, per scoprire ciò che le verdure non dicono e che forse non sappiamo: come sono arrivate sulle nostre tavole, i viaggi da un continente all’altro, le conquiste di paesi stranieri, il commercio tra imperi e i passaggi marittimi. Una lettura dal ritmo incalzante, che mescola arte, storia, ricerca, cucina, curiosità e aneddoti, alla scoperta delle incredibili avventure di questi ortaggi. A proposito di modi di dire, sapete perché, ad esempio, si dice che i bambini nascano sotto i cavoli o che un tipo un po’ ottuso è una testa di rapa? O come mai la carota ha avuto più successo della sorella pastinaca? O ancora, perché Braccio di ferro mangia gli spinaci e Homer ingurgita peperoncini? La favolosa storia delle verdure è stato un caso editoriale, anche perché si trovano queste curiose risposte, ed è pubblicato in Italia per Add Editore.

    Il libro giusto per:

    Chi è curioso e si chiede sempre “perché”, chi crede che il cibo non sia solo cibo ma un insieme di culture, tradizioni, migrazioni, contaminazioni, e vuole scoprire l’origine delle cose, gli esploratori e gli appassionati, chi, ovviamente, ama le verdure e chi ha un amico vegetariano o vegano a cui non sa cosa regalare.

    Storia della pasta in dieci piatti di Luca Cesari 

    ilsaggiatore.com

    La pasta, in Italia, è una cosa serissima. Al punto che tutti noi a sentire certi scempi culinari storciamo il naso. Basta vedere la sequenza di commenti negativi quando, aprendo Facebook, ci si trova di fronte a un video di una carbonara con la panna o con la pancetta al posto del guanciale. In questi ultimi anni, infatti, sui social è emersa una figura, quella del gastropurista, il nuovo sacerdote e difensore della tradizione culinaria, che crede di sapere tutti i segreti e gli ingredienti di ogni ricetta tipica. Ma se non fosse così? Se quello che il gastropurista – ma anche tutti noi – crede di sapere fosse sbagliato? Luca Cesari, giornalista e storico della gastronomia, nel suo libro Storia della pasta in dieci piatti pubblicato da Edizioni Il Saggiatore, ci svela il “dietro le quinte” di alcune icone per eccellenza dell’italianità a tavola, dai tortellini agli gnocchi, dalle fettuccine Alfredo ai tanto amati all’estero quanto odiati dai concittadini spaghetti alla bolognese, sui cui l’abbiamo anche intervistato… Insomma, questo libro è un racconto curioso, inedito e collettivo che porta il lettore, attraverso antichi ricettari, aneddoti e vecchi film, a scoprire nuove verità di qualcosa che per noi è fondamentale e che da secoli ci tiene uniti attorno al tavolo: la pasta.

    Il libro giusto per:

    Chi alla domanda “qual è il tuo piatto preferito?” risponde senza doverci pensare “un piatto di pasta”, chi non ha paura di scoprire verità scomode ed è pronto a scardinare alcune convinzioni, desidera una lettura che riempia gli occhi, il cuore e la pancia.

    Il cibo che ci salverà di Eliana Liotta

    lanavediteseo.eu

    Chi ci segue da un po’, saprà senz’altro che la lotta al cambiamento climatico è un tema a cui teniamo molto e che da sempre abbiamo cercato di indagare, attraverso interviste, ricerche e approfondimenti, per conoscere il legame tra sistema alimentare e impatto ambientale. Infatti, come ribadito anche da un’analisi pubblicata a marzo 2021 su Nature Food, dal sistema di allevamento, agricoltura, lavorazione, imballaggio e spedizione dei prodotti dipende un terzo delle emissioni di gas serra prodotte dall’uomo. Ciò che ciascuno di noi può fare, nel suo piccolo, è curare meglio la propria alimentazione, tenendo conto di questi aspetti. La giornalista scientifica Eliana Liotta con il suo libro Il cibo che ci salverà, pubblicato dalla Nave di Teseo, cerca proprio di dare avvio a una food revolution che tenga conto, contemporaneamente, dello stare bene a tavola e del rispetto dell’ambiente. Il saggio, che parte da un duplice approccio scientifico – ecologico e nutrizionale, è stato scritto con la consulenza dell’European Institute on Economics and the Environment (Istituto europeo per l’economia e l’ambiente) e del Progetto EAT della Fondazione Gruppo San Donato. Qui vengono proposte cinque possibili diete, sia eco-carnivore che vegetali e vegane, che possono diventare guide per un’alimentazione sana e sostenibile, in quanto capaci di mitigare le emissioni inquinanti e di migliorare la salute. Un libro necessario che, tra dati scientifici e consigli pratici, poesia e aneddoti, è un punto di partenza per chi vuole innescare un cambiamento.

    Il libro giusto per:

    Chi sa che non esiste un pianeta B, chi è convinto che il cibo possa essere allo stesso tempo gentile con il corpo e con l’ambiente, chi è alla ricerca di una guida e chi crede nella “rivoluzione delle forchette” per lottare contro il cambiamento climatico.

    Racconti di schiavitù e lotta nelle campagne di Sara Manisera

    autautedizioni.it

    Il diritto al cibo passa anche attraverso il diritto al lavoro – di chi raccoglie un certo tipo di frutta e verdura che noi compriamo – e alla salute, inteso anche come diritto a vivere in un ambiente che sia sano e dignitoso. Purtroppo, ancora oggi troppo spesso questi tre diritti vengono calpestati, al punto che, oggi in Italia, circa 450.000 persone vivono condizioni di disagio abitativo e di sfruttamento lavorativo in campo agricolo, come raccontato da Marco Omizzolo sulla situazione del caporalato nel nostro Paese. Su questo, si è concentrata anche la giornalista Sara Manisera in Racconti di schiavitù e lotta nelle campagne pubblicato da Aut Aut Edizioni. A metà tra un saggio, un reportage e un libro-denuncia, l’autrice ha messo insieme storie di vita reale di braccianti, di cui molti migranti, raccolte durante il suo viaggio nelle campagne pugliesi, piemontesi, calabresi e siciliane. Un’alternativa allo sfruttamento è possibile? Sì, e ne fanno parte tutte quelle realtà virtuose di associazioni e cooperative che, insieme, mettono in piedi filiere agroalimentari che tutelano l’ambiente e la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici.

    Il libro giusto per:

    Chi non ha paura di domandarsi da dove arriva quello che mangiamo, chi è disposto a spendere qualche centesimo in più per la salsa di pomodoro e avere la consapevolezza che la filiera etica è garantita, chi lotta quotidianamente affinché i diritti a essere trattati come persone e non schiavi valga per tutti e tutte.

    La cucina incantata, il ricettario tratto dai film del Maestro Miyazaki

    trentaeditore.it

    In Giappone esiste una cultura gastronomica ricchissima, di cui noi conosciamo pochissimo. Quel poco che sappiamo spesso arriva a noi grazie agli anime o ai film d’animazione giapponesi. Quelli dello Studio Ghibli, in particolare quelli firmati da Hayao Miyazaki, sono delle vere e proprie perle che hanno fatto la storia del cinema e hanno fatto innamorare allo stesso tempo adulti e bambini, abbattendo ogni barriera culturale e anagrafica.

    Chi li conosce, saprà che il cibo compare sempre. Come non pensare a una delle scene iniziali della Città Incantata e alle bancarelle piene zeppe di ogni ben di Dio? O alla

    Sponge Cake di Zeniba, sempre in quella pellicola, alla pancetta sfrigolante de Il Castello Errante di Howl, o alla torta Siberia di Si alza il vento? E poi, ancora, ecco lo sformato di aringhe e zucca di Kiki consegne a domicilio, oppure lo stufato di verdure di Laputa – Castello nel cielo, il salmone con besciamella e carote che compare in Porco Rosso, il Bento ne Il mio vicino Totoro. Il ricettario, scritto da Silvia Cassini, Raffaella Fenoglio e Francesco Pasqua e pubblicato da Trenta Editore, raccoglie queste ricette che, con un pizzico di creatività e una buona dose di pazienza, possono essere replicate a casa, per portare un po’ della magia, dei colori, dei profumi e dei sapori di Miyazaki sulla nostra tavola.

    Il libro giusto per:

    Chi, vedendo i capolavori di Miyazaki, ha avuto almeno una volta l’acquolina in bocca e ha sempre sognato di assaggiare uno dei manicaretti, a chi sa bene che la cucina giapponese non si riduce solo a sushi e sashimi, a chi vuole immergersi metaforicamente (ma forse nemmeno troppo) nel mondo dallo Studio Ghibli, a chi ancora non conosce la magia di Miyazaki e vuole avvicinarsi un sogno.

    Che ne pensate di questi consigli? Conoscete altri libri a tema food che pensate di regalare a Natale?

    È nata vicino a Bologna, ma dopo l'università si è trasferita a Torino per due anni, dove ha frequentato la Scuola Holden. Adesso è tornata a casa e lavora come ghost e web writer. Non ha molta pazienza in cucina, a parte per i dolci, che adora preparare insieme alla madre: ciambelle, plumcake e torte della nonna non hanno segreti per lei. Sta imparando a tirare la sfoglia come una vera azdora (o almeno, ci prova).

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