vini per natale

I nostri consigli per brindare al Natale: 15 bottiglie da scoprire e regalare

Giovanni Angelucci
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    Il Natale è ormai alle porte, e dopo i nostri migliori consigli su panettoni e pandori e altri prodotti tipici da regalare e concedersi, oggi vi suggeriamo alcune delle più gustose bottiglie da stappare. Sì, perché i vini che troviamo in commercio sono davvero tanti, e spesso infatti ci si trova in difficoltà sulla scelta, sia quando si tratta dell’abbinamento giusto per i pranzi o le cene natalizie sia quando dobbiamo semplicemente fare un regalo.

    Ecco quindi la nostra ampia selezione fatta di ben 15 bottiglie di vini per Natale con cui andare sul sicuro. Tutte valide etichette che raccontano l’altissima qualità viticola italiana assolutamente da provare! 

    Amarone della Valpolicella ”Marne 180” DOCG 2016 (Tedeschi)

    amarone tedeschi

    TedeschiWines/facebook.com

    La famiglia dei vini Tedeschi abbraccia tutto il panorama previsto dalla denominazione di origine, dal Valpolicella al Valpolicella Classico Superiore, dal Ripasso all’Amarone, fino al Recioto. Trattasi di vini di grande personalità e non poca identità, frutto del serio lavoro perpetuato dall’omonima famiglia nel corso dei decenni. Tra i diversi cru a spiccare è il “Marne 180” che richiama la tipologia di terreno sul quale sono stati piantati gli storici vigneti (marne) e la loro esposizione da sud-ovest a sud-est espressa in gradi (180°). Quando avrete un pranzo da nobilitare alla grande, questo è il vino rosso perfetto per equilibrio e struttura. Le uve impiegate sono 35% Corvina, 35% Corvinone, 20% Rondinella, 10% Rossignola, Oseleta, Negrara, Dindarella; il naso è carico, abbondante e invogliante, mentre il sorso è pieno, succoso, avvolgente e gioca tutto sull’elegante pienezza di un valente Amarone che si rispetti.  

    Pinot Nero Riserva Mazon (Tenuta Hofstätter)

    È una delle valenti creature di Martin Foradori Hofstätter, figlio di Paolo Foradori, riconosciuto come il “padre” del Pinot Nero altoatesino. Se gradite la tipologia, non avrete margine d’errore optando per questa etichetta. Il Riserva Mazon proviene dall’omonimo altopiano di fronte Tramin-Termeno, sul versante est della vallata. Il clima ideale per questo vitigno, la fermentazione di 10 giorni con il mosto sempre in diretto contatto con le bucce, la maturazione di un anno in piccole botti di rovere, e i successivi sei mesi in botti di rovere grande (con l’ultimo anno in bottiglia) permettono di ottenere un vino non soltanto di alto profilo ma anche generoso e ricco, che gioca tutto sul frutto e sulla succosità (delicata) di un grande Pinot Nero.

    Notti di Luna Piena Malanotte Docg (Ca’ di Rajo)

    notti di luna piena ca' di rajo

    cadirajo.wines/facebook.com

    Ca’ di Rajo coltiva queste uve negli architettonici e storici vigneti a Bellussera (ve ne abbiamo già parlato riguardo i nostri consigli sui vini estivi). 100% Raboso Piave, un autoctono di spiccata intensità. Una parte dei grappoli viene raccolta in condizioni di surmaturazione in pianta, mentre un 30% è messo ad appassire nel fruttaio. Affina in barrique per 36 mesi prima di andare in bottiglia e il risultato è portentoso: struttura, ricchezza e generosità di un rosso che ha tanto da raccontare del proprio territorio. Si presenta con il profumo ammaliante della marasca, dell’amarena e di ricordi di frutta sotto spirito, contrapposti a sentori terziari come cuoio, tabacco e tutte le sfaccettature speziate. Una bottiglia da scegliere per un pranzo prolungato. La cantina trevigiana Ca’ di Rajo propone anche una novità che, visto il periodo natalizio, sicuramente è interessante: il Manzoni  Rosa Millesimato Extra Dry, un rosé ricavato da uno dei vitigni più rari al mondo, il Manzoni Rosa. 

    Toscana Rosso IGT “Petra” 2016 (Petra)

    Da una delle regioni viticole più famose nel mondo arriva questo vino dall’accessibile complessità, profondo e ammaliante. Il Petra 2016, Merlot e Cabernet Sauvignon, è una delle bottiglie da stappare perché il vino evolve nel calice sin dal primo momento in cui viene versato. Al naso trasmette subito tutta l’ampiezza aromatica con gli aromi di mora, ciliegia, ribes, fino alla mirra e a tutta la macchia mediterranea con un netto rosmarino. Al palato è pieno, potente, caratterizzato da una trama tannica fine e con una buona spalla acida. Un rosso di struttura, caldo e intenso perfetto con della selvaggina e soprattutto di spiccata longevità: un Petra è eccellente anche dopo dieci anni e più, anzi eleganza e carattere aumentano fino a farne uno dei grandi vini toscani.

    Spumante Pas Dosè – edizione speciale (Scacciadiavoli)

    scacciadiavoli edizione speciale

    Scacciadiavoli

    Ci spostiamo in Umbria dove l’azienda Scacciadiavoli propone il suo Spumante Metodo Classico Pas Dosé (in bianco): dosage zero, affinato per 10 anni sui lieviti, con uve 85% Sagrantino e 15% Chardonnay. Un’etichetta che esprime la versione meno convenzionale del vitigno Sagrantino in produzione limitata (solo 2.500 bottiglie). Se siete abituati a bere il succo di queste uve vinificato in rosso, ora avete l’occasione di berne una versione diversa e accattivante, di certo creativa. Quei lunghi dieci anni danno un giallo carico dai riflessi dorati, un naso da cui arrivano le note di frutti rossi, i toni tostati e di pasticceria, e un ampio lo spettro speziato. Una piacevole tannicità in linea con il Sagrantino e in bocca si avverte la suadente cremosità.

    Franciacorta Brut DOCG “Teatro alla Scala 2015” (Bellavista)

    Tra le bollicine italiane più conosciute, la maison franciacortina propone per il Natale 2020 il millesimo 2015 custodito in un cofanetto speciale. Ma pensando al contenuto della bottiglia, si ritrova uno spumante metodo classico di notevole valore. Parte dei vini con cui viene prodotto matura per sette mesi in piccole botti di rovere, il che vuol dire maggiore statura, ampiezza ed equilibrio, in stile Bellavista. Un vino che appaga con un bouquet e una bevuta generosi ed eleganti: note floreali di biancospino e salvia convivono con i sentori di agrumi canditi, piccola pasticceria e mandorle caramellate. Dimostra la levatura anche in bocca con il giusto incontro tra freschezza e morbidezza.

    Trebbiano d’Abruzzo DOC “Anfora” 2018 (Cirelli)

    La terra d’Abruzzo è raccontata dal giovane produttore Francesco Cirelli in una delle maniere più divertenti e insolite, almeno quando lui cominciò, tramite l’uso delle anfore. Da qui deriva una linea di Montepulciano, Cerasuolo, Pecorino e Trebbiano, tutti molto interessanti. Il bianco Trebbiano affina in terracotta per circa 12 mesi e ciò che si ottiene gioca molto sulle erbe aromatiche e sulle sferzate minerali. Un profilo olfattivo tenue e pimpante che va dagli agrumi alle erbe di campo, con un sorso sapido e generoso, di grande persistenza in cui l’acidità è molto presente. La mineralità è uno dei tratti distintivi di questo vino, oltre alla facilità di beva e alla molteplicità di sfaccettature che ne fanno uno dei grandi abruzzesi. 

    Chianti Classico DOCG 2017 (Poggio Torselli)

    Non potete proprio immaginare una cena invernale senza un tipico e buon Chianti Classico? La famiglia Zamparini propone la sua versione di variopinta piacevolezza firmata dall’enologo Eduardo Colapinto. Un rosso che piace particolarmente perché grandioso nell’abbinamento, dalle carni di vario tipo alle zuppe ma anche fino ai pesci grassi come un’anguilla. Ciò che fa meritare a questo Sangiovese in purezza un posto tra i nostri consigli è il suo tannino avvolgente, la facilità di beva, la freschezza e la piacevolezza complessiva di un vino assolutamente valido e dall’ottima qualità prezzo.

    In occasione delle feste natalizie, è possibile acquistarlo nella cassetta in legno di noce massello.

    Barthenau Rosé (Tenuta Hofstätter)

    barthenau rosè

    Tenuta Hofstätter

    Torniamo in casa Hofstätter dove, nel 2008, è nata l’idea di destinare una piccola parte delle uve della Tenuta Barthenau per la produzione di un unico e strabiliante Metodo Classico Rosé. Con i frutti della Vigna Roccolo, grappoli da viti di quasi 70 anni più contenuti in dimensioni e iper concentrati nel gusto, si ottiene questo spumante brut (70 mesi sui lieviti) in cui rintracciare tutta la concentrazione e i profumi della preziosa uva scelta dal lungimirante produttore Martin. L’unico formato esistente è la magnum da 1,5 litri, carica di uno dei più vibranti metodo classico italiani: profumi netti di frutti di bosco, fine ed armonico durante l’intera bevuta (e per tutto l’abbinamento, non solo da aperitivo ma da intera cena), esuberante e di eccezionale bevibilità. L’unico aspetto negativo è che le bottiglie a disposizione sono troppo poche.

    Amarone della Valpolicella DOCG Brolo dei Giusti 2011 (Cantina Valpantena)

    Un amarone che vi piacerà parecchio, allettante e incisivo dalle grandi potenzialità di invecchiamento. Innanzitutto, si sappia che il “brolo” è un vigneto racchiuso e prezioso come da tradizione contadina della Valpolicella, e il “giusto” rappresenta un omaggio all’agricoltore che si siede sui muretti a secco che fanno da confine ad ammirare la sua terra dopo il lavoro. Poesia fuori ma anche dentro. Questo vino rosso accompagna lungo i classici e raffinati sentieri aromatici che spaziano dal cacao ai chiodi di garofano, dalle spezie dolci ai piccoli frutti rossi sotto spirito, liquirizia e caramello. Ottima levigatura del tannino, presenza potente e dalle larghe spalle, contrappone l’esplosività iniziale alla delicatezza con cui si lascia apprezzare durante un assaggio lunghissimo e rotondo. Uve Corvina Veronese, Corvinone e Rondinella per un amarone prodotto solo nelle annate migliori, con tiratura limitata.

    Maglen Pinot Nero Riserva (Tramin)

    Dagli antichi vigneti altoatesini di Mazon e Glen, provengono le uve di un’altra delle migliori aziende dedite alla produzione di Pinot Nero. Un anno di affinamento in barriques, la successiva maturazione per circa 6 mesi in botti grandi di rovere, e altri sei in bottiglia, danno luce a un vino che esprime l’essenza reale dei vigneti padri: le note fini e i profumi fruttati di Glen con la finezza e i tannini pregiati di Mazon. Grande espressività e precisione, come la ciliegia e la spezia al naso.

    Delicato per un giudizio gusto-olfattivo che convince per equilibrio dall’inizio alla fine. Il tannino è ben amalgamato e la stoffa gustativa è quella di un vino rosso che non stanca mai.

    Indaco (Tenuta Sette Cieli)

    indaco vino

    SetteCieli/facebook.com

    Benvenuti nella piccola e deliziosa tenuta toscana tra Bolgheri e Castagneto Carducci, patria di vini rossi immensi. Il terroir di questa zona certamente fa tanto, ma non tutto. Ciò che rende un vino eccellente, oltre che valido, è l’impegno e il sentimento, e da queste parti pare ne abbiano da vendere. Elena Pozzolini, CEO e winemaker, lavora in bio e ha scelto di vinificare ogni parcella separatamente così da poter attingere dal meglio di ognuna. I vini prodotti sono 4 e, sulla, carta Scipio (fine Cabernet Franc in purezza) avrebbe dovuto essere il più  lucente, nonostante a folgorare il sottoscritto sia stato l’Indaco. Realizzato con uve Malbec, Cabernet Sauvignon e Merlot, elargisce da subito una godibilissima bevibilità, mentre il naso è preciso e si delinea dapprima sul floreale e poi sul frutto e fino al sottobosco, mantenendo sempre un’importante e affascinante complessità. Il corpo in bocca è ben presente, ha una spiccata freschezza, dalla tessitura tannica eccellente e dall’armonia assolutamente all’altezza dei blasonati fratelli maggiori provenienti dalle stesse colline. Perfetto con gli arrosticini di pecora adulta abruzzese.

    Brut Nature Pas Dosé Alta Langa 2013 (Cocchi)

    Chi ha detto che le grandi bollicine sono solo francesi? Negli ultimi anni si sente molto parlare di Alta Langa, zona del Piemonte meridionale che sta scoprendo la sua vocazione alla produzione di valevoli spumanti. Il bianco Pas Dosé brut nature di Cocchi è prodotto con Pinot Nero in purezza e un concentrato di giusta acidità e frutto marcato. Ci vogliono 60 mesi di attesa prima che alcune delle bottiglie comincino a vedere la luce e gli appassionati possano berle. Non è previsto alcun dosaggio perché in questo caso il Pinot Nero dà la sua migliore espressione così, con la croccantezza e l’immensità del proprio frutto. Il lungo affinamento ricama una trama fitta e tipica del varietale con profumi tenui ma molto persistenti. In bocca è sapido, fa il suo ingresso con spiccata freschezza e diviene poi rotondo e avvolgente per un bevuta che continua su pesca e albicocca, fino alle leggere nuance di frutta secca. Una riserva di Alta Langa di 5000 bottiglie e 500 Magnum… tenetelo presente!

    Prova d’autore 2016 (Roccafiore)

    prova d'autore

    Roccafiore

    Dalle colline di Todi, in Umbria, arriva questo dilettevole rosso blend di Montepulciano, Sagrantino e Sangiovese. È il fratello maggiore più austero che la famiglia Baccarelli produce nella sua amena azienda vinicola. Il riposo e la crescita in barrique di rovere francesi di primo e secondo passaggio per 2 anni, e le macerazioni di oltre tre settimane, ne fanno un vino importante e di spessore, facilmente ricordabile e apprezzabile. La sua veste scura è il preludio a ciò che presenta il profilo aromatico intenso: tanta confettura, di susine e mirtilli soprattutto, e via via verso le corde speziate dove cacao e liquirizia sono avvertibili in maniera netta (e piacevole). L’ingresso in bocca è da subito morbido e leggiadro nonostante si senta tutta la forza e larghezza di un vino fatto anche di muscoli e “ciccia”. Il tannino è gentile e l’acidità equilibrata, insieme al grande frutto presente in bocca, ne deriva un vino di personalità di cui godere a pieno, soprattutto a tavola.

    Barbaresco DOCG “Garassino” (Tenuta Carretta)

    Questo grandioso vino rosso rappresenta l’immensa qualità che da queste parti, il Roero, si può raggiungere nel mondo vinicolo. Il bel colore rosso granato è il biglietto da visita del Barbaresco, e nel Garassino è accompagnato dai profumi di rosa selvatica, frutta rossa come lampone e ciliegia, e spezie tra cui la noce moscata, ma anche cacao e fino al tartufo a dimostrare la sua ampiezza. In bocca è elegante, molto ricco, carnoso e quasi masticabile. Ben equilibrato e di ottima persistenza, il sorso è pieno e appaga i sensi dimostrando tutta la sua eleganza e struttura. Minimo 24 mesi di affinamento di cui almeno 12 in botte e 6 in bottiglia. Un vino che è piena espressione del suo territorio, complesso, armonico e suadente.

     

     

    E i vostri vini preferiti per questo Natale quali sono?

    Giornalista e gastronomo, collabora con numerose riviste e quotidiani che si occupano di cibo e viaggi tra le quali spiccano La Stampa, Dove e la Gazzetta dello Sport. I suoi piatti preferiti sono gli arrosticini (ma che siano di vera pecora abruzzese) e gli agnolotti del plin con sugo di carne arrosto. Dice che in tavola non può mai mancare il vino (preferibilmente Trebbiano Valentini o Barbaresco Sottimano).

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