Cosa mangiare a Roma

10 piatti da mangiare a Roma

Elisabetta Pacifici

Descrivere Roma a parole è difficile: tra i suoi monumenti c’è la maestosità, tra le sue mura c’è la storia e nell’animo delle persone che la abitano c’è la genuinità. La cucina romana è la via giusta per descrivere la Città Eterna, tra i colori sgargianti del Mercato di Campo de Fiori e gli odori inconfondibili dei vicoli di Trastevere. E mentre un uomo con la sua chitarra tra le mani ci canta degli stornelli, noi ci riempiamo la bocca di cibo e di risate, di primi piatti intramontabili ma anche di piatti poveri, realizzati ancora dalle nonne la domenica dopo la messa. Per pochi minuti abbandoniamo le nostre certezze da gourmet e lasciamoci coinvolgere dalla cucina casereccia, dove il sugo bolle sul fornello per ore e la pasta è ammassata da mani sapienti con matterelli tramandati di generazione in generazione. In questo viaggio in cui vi annotiamo i 10 piatti da mangiare a Roma, cercate di non leggere le parole solo attraverso gli occhi, ma anche tramite le papille gustative.

Cosa mangiare a Roma: ecco la lista dei piatti

Spaghetti alla Carbonara

Carbonara

L’unico modo per iniziare una lista dei 10 piatti da mangiare a Roma è parlare degli Spaghetti alla Carbonara, il primo piatto per eccellenza delle trattorie romane. Le materie prime sono semplici e di facile reperibilità ma il matrimonio perfetto tra la cremosità dell’uovo e la croccantezza del guanciale riesce bene solo ai veri romani. Niente panna, niente burro, niente latte, solo uova, guanciale, pecorino e pepe. La manualità sta nel non trasformare la crema di uovo in frittata e cuocere nel giusto tempo il guanciale.

Coda alla vaccinara

Non è un piatto prettamente turistico ma i veri romani fanno l’amore con la coda alla vaccinara ed è assolutamente una delle cose da mangiare a Roma. L’umidità della carne quando si stacca senza alcuna forzatura dall’osso e il sugo con il quale fare la scarpetta fino a sporcarsi anche i gomiti sono le due caratteristiche che ogni coda alla vaccinare deve avere. La sensualità della coda alla vaccinara non è paragonabile a nessun altro piatto, neanche romano.

Abbacchio alla scottadito

Abbacchio alla scottadito

Mosè celebrò la fuga dall’Egitto con l’agnello arrosto, invece i romani celebrano ogni cosa con l’abbacchio alla scottadito. Natale, Pasqua, Capodanno e anche a Ferragosto, l’abbacchio alla scottadito a Roma è sinonimo di festa. Si mangia con le mani, si lasciano solo gli ossicini e a fine pasto le dita vanno leccate, sennò che scottadito è! Le costolette devono cuocere sulla piastra rovente solo per pochi minuti, il tempo di diventare croccanti fuori e morbide e succose all’interno.

Bucatini all’amatriciana

Per mangiare i bucatini all’amatriciana ogni romano come prima cosa prende il tovagliolo di stoffa e lo lega intorno al collo perché si sa gli schizzi dell’amatriciana posso arrivare ovunque. La ricetta è originaria di Amatrice e prevede gli spaghetti, ma ai romani toccategli tutto tranne che i bucatini e così sono diventati Bucatini all’amatriciana. Il guanciale sapido si unisce alla dolcezza del pomodoro, formando la giusta unione solo con l’aggiunta del pecorino romano. Non è di certo una ricetta per la dieta del lunedì, il grasso del guanciale è l’elemento principale e guai a chi lo usa troppo magro.

Spaghetti alla Gricia

Bucatini alla Gricia

La gricia è un’amatriciana senza pomodoro e mi raccomando, senza cipolla, non fate come Carlo Cracco! Il profumo della Gricia dovrebbe essere studiato dai migliori maitre parfumeur del mondo, né troppo forte né troppo delicato, né troppo persistente né troppo debole, invade le cucine donando allegria e salivazione ma senza mai stancare. Una ricetta povera ma che in realtà salva molti pranzi con amici affamati o cene per single disperati.

Trippa alla romana

Se fate annusare le foglie di menta ad un romano, lui la prima parola che vi dirà è trippa! Sì perché nella Trippa alla romana non c’è solo un sugo denso e divino ma anche la menta (quella romana) e il pecorino. Volete conquistare una donna? Non proponetegli la trippa. Volete conquistare una donna romana? Portatela a mangiare la trippa!

Rigatoni con la pajata

Rigatoni Pajata

Sempre parlando di interiore non potevamo tralasciare i Rigatoni con la pajata, quelli veri sono realizzati con l’intestino tenue del vitello da latte non con quello di agnello. La Pajata è tradizione più verace di Roma ma che dall’evento della “mucca pazza” ne è stata vietata sia la vendita nelle macellerie che nelle trattorie. Chi dice Pajata dice Testaccio, veder legare a ciambellette l’intestino del vitello è un operazione che pochi hanno visto con i propri occhi e che pochissimi ancora lo sanno fare ma sono tradizioni che hanno bisogno di essere ricordate, amate e anche assaporate.

Carciofo alla giudia

Se volete utilizzarli per iniziare il pranzo va bene, se volete servirli a fine cena vanno bene lo stesso. I Carciofi alla Giudia a Roma vengono mangiati a qualsiasi ora e non sono un semplice contorno. E’ una delle specialità ebraico-romane più note ma anche più complicate da realizzare, il carciofo tuffato nell’olio caldo deve arricciarsi e formare il più bel fiore mai visto e assaggiato. Il segreto è la materia prima: il carciofo alla giudia non si fa con qualsiasi tipo di carciofo ma con le mammole, grosse e carnose. Un pezzetto di gambo va lasciato e vedrete quanto sarà morbido a fine cottura, la croccantezza delle foglie sarà il contrasto vincente.Volete assistere ad uno spettacolo spettacolare? Niente fuochi d’artificio e niente acrobatici, solo le mani di una nonna che puliscono a spirale i carciofi e formano dei boccioli.

Spaghetti cacio e pepe

Spaghetti cacio e pepe

Date ai romani un pezzo di cacio e qualche granello di pepe e risolleveranno il mondo! Proprio così la cacio e pepe è una delle ricette intramontabili della tradizione romana, chef stellati, trattorie, osterie, case e tinelli, tutti a Roma cucinano la cacio e pepe. Il segreto sta nell’acqua di cottura che va aggiunta a gocce per far mantecare la cremina di cacio. Se mettete la panna nella cacio e pepe siete davvero irrecuperabili.

Maritozzo

Ancora vi state chiedendo cosa mangiare a Roma? Chi di voi non ha mai affondato il viso all’interno di un maritozzo con la panna? No? Beh allora non siete mai stati veramente felici! Per ogni romano la giornata inizia bene solo con un maritozzo tra le mani. Una pagnottella dolce strabordante di panna che fa felici gli occhi di ogni bambino e le tasche di ogni dietologo. A San Valentino non regalate fiori ma solo maritozzi con la panna.

Qual è tra queste ricette della tradizione romana quella che vi piace di più, quella a cui proprio non sapete resistere? Provate a realizzare un vostro menù completo con primo, secondo e dolce, la tradizione in tavola piace sempre a tutti soprattutto se invitate a cena un romano! E a chi vi chiederà cosa mangiare a Roma? Non dimenticate di dire anche i supplì!

Elisabetta Pacifici

Elisabetta è nata a Roma, dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo si occupa di cultura, cibo, cinema e curiosità. Il suo piatto preferito è il risotto, perché si può fare in moltissimi modi e non annoia mai. In cucina non posso mancare le erbe e le spezie, perché sono il tocco in più che rende unica qualsiasi preparazione.

5 responses to “10 piatti da mangiare a Roma”

  1. ady says:

    Brava! Tutto impeccabile! …ti sei salvata in corner coi supplì 🙂

  2. Monica says:

    Si ok, tutto buono, ma “qual è” si scrive “qual è” senza apostrofo

    • Redazione says:

      Ciao Monica, hai ragione è un brutto refuso, solitamente ci stiamo molto attenti ma può capitare! Grazie per avercelo fatto notare 🙂

  3. gianluca says:

    mi avete fatto venire una grande fame, Bravi bell’articolo

    • Redazione says:

      Ciao Gianluca,
      è il rischio che si corre quando si legge Il Giornale del Cibo 😉 Grazie, continua a seguirci!

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