Dove mangiare la Trippa a Roma: 6 locali da provare assolutamente

Luca Sessa
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Indice

     

    La formula della felicità? A mio avviso potrebbe suonare più o meno così: “pomodoro, pecorino e menta”, ovvero i tre ingredienti necessari per preparare la famosa Trippa alla romana, vero e proprio piatto icona della tradizione culinaria della capitale. Da napoletano ho sempre avuto un certo feeling con questo ingrediente, che viene venduto nel cartoccio con sale e limone, ma a Roma la trippa ha un ruolo da vera protagonista. Inutile dire che per me è stato amore al primo assaggio e che in questi 16 anni ho avuto la possibilità di provarla in osterie, fraschette, ristoranti stellati e a casa di amici e parenti, riuscendo ad apprezzare ogni volta una differente caratteristica della sua preparazione. Ho quindi pensato di darvi alcuni consigli su dove poterla mangiare, con un piccolo bonus fuori lista per la oramai famosa “Trippa di rana pescatrice” dello chef Angelo Troiani. Ma prima di scorrere l’elenco dei consigli, ecco la ricetta per preparare una perfetta Trippa alla romana.

    Trippa alla romana: la ricetta

    ricetta trippa alla romana

    Prima dei nostri consigli per mangiare la trippa a Roma ecco la ricetta che vi donerà il sorriso, d’altronde come detto in apertura “pomodoro, pecorino e menta” è la formula della felicità

    Ingredienti

    • 1 kg di trippa (già lessata)
    • 500 g di polpa di pomodoro
    • 100 g di pecorino
    • ½ carota
    • ½ cipolla
    • ½ costa di sedano
    • ½ bicchiere di vino bianco secco
    • q.b. di mentuccia romana
    • q.b. di olio extravergine
    • q.b. di sale
    • q.b. di pepe

    Procedimento

    1. Fate soffriggere per 15 minuti la trippa lessata con un trito di carota, cipolla e sedano in un tegame con tre cucchiai di olio extravergine.
    2. Sfumate con il vino bianco e unite la polpa di pomodoro, quindi regolate di sale e pepe.
    3. Cuocete per circa 40 minuti a fiamma dolce, poi versate il pecorino grattugiato e la mentuccia tritata, amalgamate e servite immediatamente con altro pecorino.

    Dove mangiare la trippa alla romana

    Flavio al Velavevodetto

    velavevodetto ristorante

    “Ma abbiamo deciso dove cenare questa sera?”

    “Si, da Flavio al Velavevodetto”

    “No, non mi avevi detto nulla”

    “Velavevodetto è il nome”

    Questo involontario siparietto comico con una mia amica non romana è la miglior introduzione possibile per parlare di uno dei riferimenti storici in città sia per la Trippa alla romana che un po’ per tutti i piatti della tradizione, dalla Carbonara alla Cacio e Pepe passando per le irresistibili Polpette di bollito. Due sedi, una a Testaccio e l’altra a Prati, la capacità di riuscire a servire con qualità e tempismo un gran numero di coperti e soprattutto piatti veri, sinceri, diretti, sapori che fanno sobbalzare il palato.

    Checchino dal 1887

    checchino dal 1987

    Altro indirizzo in zona Testaccio, quartiere tra i più tipici per quel che concerne la cucina tradizionale: una storia lunga che attraversa epoche differenti, proponendo sapori unici, con una particolare attenzione al cosiddetto “quinto quarto”. In tavola vengono serviti piatti come l’insalata di zampetti, la padellaccia (le parti meno nobili del maiale soffritte con cipolla e legumi) e naturalmente la Trippa alla romana. Una trattoria che ha saputo rinnovarsi pur conservando il fascino di un tempo.

    Cesare al Casaletto

     

    Anche in questo caso siamo dinanzi a un indirizzo storico, un locale più volte premiato negli ultimi anni da tutte le guide di settore, un luogo nel quale poter provare una cucina verace, schietta, che ha però una veste moderna per adattarsi a tutti i palati. Da Cesare al Casaletto si riscontra in maniera evidente la grande capacità di valorizzare il quinto quarto e tutte le parti meno nobili del maiale, in piatti come i fegatelli alla romana e naturalmente la protagonista di giornata, la trippa.

    Qui Se Magna

    osteria qui se magna

    L’atmosfera delle trattorie di alcuni anni fa, la semplicità della mise en place, un ambiente che per certi versi ricorda le Fraschette dei Castelli romani, una tradizione di famiglia portata avanti di volta in volta dall’ultima generazione: Qui Se Magna è un indirizzo meno reclamizzato in rete e meno conosciuto dai “gastrofighetti” ma vi assicuro che merita una visita. La Trippa alla romana è solo la punta dell’iceberg di una cucina che riesce a proporre tutti, e ripeto tutti, i piatti della tradizione con sapori che lasciano il segno.

    Santo Palato

    ristorante santo palato

    Dopo vari indirizzi storici, locali che da sempre sono un riferimento per romani e turisti ansiosi di provare i sapori della tradizione, ecco un ristorante nuovo, che in poco tempo ha saputo conquistare il consenso di appassionati e addetti ai lavori. Da Santo Palato la giovane chef Sarah Cicolini prepara piatti prorompenti, diretti, che scuotono il palato. E naturalmente tra Amatriciana, Carbonara e Coda c’è spazio anche per “Sua Maestà la Trippa alla romana”.

    Il Convivio

    Spesso, quando si cerca di “interpretare” la tradizione, il popolo storce il naso. Ma quando l’esperimento riesce, ci si trova dinanzi a qualcosa di indimenticabile. Il Convivio è uno storico riferimento della ristorazione romana, un locale con 28 anni di storia e 25 di stella Michelin: qui lo chef Angelo Troiani riesce a far convivere nel menù piatti innovativi e i sapori della cucina romana, tra i quali spicca la “Trippa di rana pescatrice”, una proposta da non farsi sfuggire per intensità e consistenza.

    Locali storici, trattorie imperdibili ma anche giovani chef che conoscono la tradizione e ristoranti stellati che la interpretano: sono davvero tante le possibilità per gustare la trippa alla romana, ma nella capitale ci sono altri indirizzi da segnare in agenda per sapere dove mangiare a Roma piatti unici.

    Luca Sessa

    Nato a Napoli, vive e lavora a Roma come food writer e food blogger. Nel 2011 ha aperto il Food Blog "Per un pugno di capperi" che, nato per essere una vetrina dei suoi piatti, è diventato un luogo di confronto tra appassionati. Il suo piatto preferito è la Torta caprese perché: "amo il cioccolato ed è da sempre la torta del mio compleanno. Dice che in cucina non possono mancare la pasta, una padella ampia e la passione. Ha collaborato con Dissapore, iFood, Excellence, Scatti di Gusto ed ora scrive per The Fork.

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