albicocca

Albicocca

Redazione
albicocche maturedi Paolo Degiovanni
Prunus armeniaca: dalla classificazione botanica si evince subito che l’albicocca è parente stretta della prugna e che l’Armenia fu in passato la regione dove ne furono trovate le prime grandi coltivazioni: la scoperta si deve ad Alessandro Magno, durante una delle sue innumerevoli spedizioni. In realtà, fonti certe attestano che il vero luogo d’origine dell’albicocca sia stata la Cina nordorientale, la cui diffusione, lentamente, si spostò verso occidente, passando attraverso le zone centrali dell’Asia, fino ad arrivare appunto in Armenia. Alessandro Magno fu il primo a portare l’albicocca in occidente, seguito da romani e greci, ma si deve agli arabi la vera opera di diffusione nella zona del Mediterraneo. I medici arabi ne scoprirono inoltre virtù farmacologiche: la usavano infatti per curare il mal d’orecchi e anche per lenire i fastidi delle emorroidi. L’etimologia della parola albicocca sembra confermarne l’origine, anche se persistono alcune perplessità: la maggioranza degli studiosi concorda sul fatto che la parola di riferimento sia “Al-barqq”, diventata poi nel tardo latinopraecox , nel senso di precoce. Da essa deriverebbe la parola percocca, usata essenzialmente per indicare un ibrido fra pesco e albicocco.

Caratteristiche

albicoccheL’albicocca è una drupa saporita di forma sferica, con buccia sottile e vellutata di colore giallo-arancio e polpa morbida, succosa e lievemente acidula, di colore arancione, con un nocciolo osseo all’interno: esso contiene una sostanza tossica a basse concentrazioni, un derivato dell’acido cianidrico, per cui si raccomanda di non aprirlo e assolutamente di non mangiarlo. Le albicocche vanno scelte ben mature e consumate entro pochi giorni poichè sono frutti deperibili: al momento dell’acquisto, il frutto deve presentarsi sodo e morbido al tatto (ma non molle), profumato, con la buccia liscia e vellutata, priva di ammaccature o grinze; il colore deve risultare intenso vivo ma non verde, (che invece è indice di scarsa maturazione) e non deve presentare macchie scure o punti verdi o gialli, segno che l’albicocca è ancora acerba. Bisogna fare attenzione a non comprare frutti troppo prematuri, perchè non arriveranno mai ad avere il sapore del frutto maturo; le albicocche non completamente mature vanno fatte maturare in un sacchetto di carta a temperatura ambiente, lontano da fonti di calore dirette, per due o tre giorni e dopo possono essere conservate in frigorifero per un massimo di 56 giorni e vanno lavate solamente prima di essere mangiate.albicocche

Per questa loro fragilità, le albicocche vengono conservate o trattate in numerosi modi: essiccate (specie negli USA), sciroppate e conservate in lattine o congelate. Le albicocche essiccate possono subire trattamenti oppure derivare da agricoltura biologica: nel primo caso, il conservante usato è l’anidride solforosa, un gas incolore con effetto sbiancante identificato con la sigla E220 (la dose giornaliera ammissibile di questo additivo è di circa 0,7 mg per kg di peso corporeo); in genere non ha effetti collaterali, ma in soggetti sofferenti di asma può dare problemi respiratori e se assunto in dose eccessiva, si possono avere disturbi a livello gastrointestinale.Le albicocche sciroppate sono molto caloriche (a causa dell’aggiunta di zucchero): circa 63 kcal/100 g ed il loro consumo, siccome innalzano ulteriormente l’indice glicemico, deve essere quindi oggetto di attenta valutazione.

Varietà

Esistono diverse varietà di albicocche, simili di gusto ma che variano nella grandezza e nel colore che può andare dal giallo all’arancione scuro: le varietà più coltivate in Italia sono la Monaco, la Baracca, la Reale d’Imola, la Cafona, la Precoce Cremonini, la Boccuccia. La raccolta delle albicocche si estende dalla tarda primavera all’estate.

Proprietà nutrizionali

L’albicocca è un frutto altamente digeribile, ipocalorico, ricco di fibra solubile ed ha, pertanto, un indice di sazietà piuttosto elevato; il basso contenuto calorico, sebbene accompagnato dal sapore zuccherino, la rendono appropriata per chi segue una dieta ipocalorica. E’ il frutto che contiene le dosi più elevate di potassio e beta-carotene, sostanza estremamente pianta di abicoccaimportante in quanto utilizzata dall’organismo per la produzione di vitamina A: due etti di albicocche fresche forniscono il 100% del fabbisogno giornaliero di un adulto. La vitamina A protegge le superfici dell’organismo, interne ed esterne: il suo consumo è particolarmente indicato per prevenire gli effetti dell’invecchiamento. Una sua carenza provoca secchezza della pelle e delle mucose respiratorie, digerenti e urinarie e può portare alla facile rottura delle unghie, alla presenza di capelli fragili ed opachi, a certe difficoltà nella cicatrizzazione delle ferite, addirittura a un arresto nella crescita e ad un’aumentata fragilità ossea. Ma le più note conseguenze della carenza di vitamina A sono le alterazioni dell’occhio e della vista: diminuzione della capacità visiva (specialmente notturna), lesioni della cornea fino alla cecità, infiammazioni delle palpebre con formazione di croste e caduta delle ciglia. L’albicocca, inoltre, è ricca di vitamina B, C e PP e di diversi oligoelementi (come magnesio, fosforo, ferro ecc.) e questo ne fa un alimento irrinunciabile per chi è anemico, spossato, depresso, cronicamente stanco.
Se viene consumata fresca, l’albicocca ha proprietà astringenti ed è consigliata nella cura delle diarree, ma deve essere evitata da chi ha digestioni difficili e dolorose; mangiata secca invece ha proprietà lassative in quanto favorite dalla presenza di uno zucchero, il sorbitolo.

Cucina

pianta Le albicocche, oltre al naturale consumo fresco, vengono impiegate in preparazioni dolci di vario tipo come gelati, budini, sorbetti, semifreddi,  marmellate, succhi e sciroppi, frullati e mousse. La gelatina di albicocca è molto usata in pasticceria per “apricottare” torte e pasticcini: apricottare (da Apricot, albicocca in francese e in inglese) indica l’azione di spennellare la superficie di una torta di gelatina di albicocche prima di glassarla. Un esempio classico di questa tecnica, molto diffusa, è la famosa torta Sacher. Tuttavia, il gusto lievemente acidulo delle albicocche le rende adatte anche ad accostamenti salati, come le salse di accompagnamento alle carni rosse.

Curiosità

La cosmesi naturale offre numerosi consigli per quanto riguarda le albicocche: il succo può essere usato per dare tonicità alle pelli normali, come emolliente per le mani, per creare maschere antirughe oppure per l’abbronzatura.
Recenti studi hanno evidenziato come alcune sostanze dell’albicocca siano in grado di stimolare la produzione di emoglobina, la proteina che trasporta il ferro e dà colore al sangue, tanto da fare di questo frutto un alimento anti-anemia per eccellenza.

Redazione

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

Una replica a “Albicocca”

  1. Paolo ha detto:

    Domanda: Perché la polpa Dell albicocca si attacca al nocciolo?

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