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Lockdown e cattive abitudini alimentari: le conseguenze e i consigli per rimanere in forma

Federica Portuese
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    Il 44% degli italiani è aumentato di peso durante il lockdown. Questo è quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati Crea, il Centro di ricerca alimenti e nutrizione, che nel 2020 ha condotto un’indagine nazionale su un campione di circa 2900 persone, provenienti da tutte le regioni di Italia.

    Tra le cause principali ci sono la maggiore sedentarietà, dovuta allo smart working e alla chiusura delle palestre, la tendenza a cucinare di più e, insieme, un aumento del consumo di dolci e vino. Ma ancor più preoccupanti sono i dati che riguardano i bambini, che fanno un consumo maggiore di bibite gassate e di merendine, a scapito di frutta e verdura.

    In questo articolo cerchiamo di capire, quindi, qual è il legame tra lockdown e alimentazione degli italiani, dandovi alcuni consigli per affrontare al meglio questo periodo ancora di incertezze e acquisire abitudini più sane che vi saranno utili anche quando l’emergenza sanitaria sarà superata.

    Lockdown e alimentazione: perché gli italiani sono ingrassati?

    Come sottolinea anche Coldiretti commentando i dati Crea, nonostante alcuni risvolti positivi come il fatto di mangiare più alimenti sani quali frutta, verdura e legumi, la pandemia da Covid-19 ha tuttavia avuto un impatto sul peso di adulti e bambini. In particolare, ha influito negativamente la difficoltà di fare movimento all’aria aperta e di seguire una dieta corretta, a causa anche di un maggiore consumo di vino e dolci. Computer, divano e tavola, infatti, hanno tenuto lontano dal moto e dallo sport addirittura il 53% degli italiani, e nel 37% dei casi è emersa l’esigenza di iniziare una dieta.

    italiani lockdown e cattive abitudini

    SeventyFour/shutterstock.com

    Secondo un’indagine della fondazione ADI – Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, che ha coinvolto 1.300 pazienti seguiti dai Centri Obesità del SSN, di cui fa parte anche il Centro Obesità del Policlinico di Milano, le persone obese collocate in smart working o in cassa integrazione hanno registrato un aumento di peso di ben 4 Kg. Soprattutto per questa fascia di popolazione il lavoro agile ha favorito l’adozione di comportamenti poco salutari, la tendenza a cucinare di più, per sé e per la famiglia, e un cambiamento radicale nei consumi. Sempre Coldiretti, questa volta analizzando dati Ismea, sottolinea come nel 2020 si sia registrato un aumento di 10 miliardi della spesa alimentare e soprattutto di cibi conservati. In particolare, nel carrello degli italiani si è verificato un incremento del 9,4% degli acquisti al dettaglio di vino e del 16,2% per la birra, ma anche dei salumi che crescono del 10,2% e dei formaggi, per cui si segnala un +12,5% nei primi sei mesi dell’anno. Crescita boom anche per le uova che segnano un +22%, mentre gli acquisti di farina sono cresciuti del 59% per effetto della tendenza degli italiani a sbizzarrirsi in cucina preparando pasta, torte, pizze e biscotti.

    Lockdown e bambini: quali conseguenze?

    Già nel 2018, in realtà, dall’indagine condotta dal sistema di sorveglianza HBSC (Health Behaviour in School-aged Children – Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare), è emerso che a livello nazionale il 16,6% dei ragazzi 11-15 anni è in sovrappeso e il 3,2% obeso; l’eccesso ponderale diminuisce lievemente con l’età ed è maggiore nei maschi. La causa di questo va ricercata prima di tutto nelle cattive abitudini a tavola: quella del non consumare la colazione è frequente negli adolescenti (20,7% a 11 anni, 26,4% a 13 anni e 30,6% a 15 anni) e questo riguarda più le ragazze che i ragazzi; solo un terzo dei ragazzi consuma frutta e verdura almeno una volta al giorno mentre cresce il consumo di pane, pasta e riso, ma soprattutto di bibite zuccherate/gassate. Dai dati HBSC emerge che circa un quarto dei ragazzi dedica oltre due ore (il tempo massimo raccomandato dalle linee guida internazionali) a guardare lo schermo, tra videogiochi, computer e internet, mentre si riduce il tempo dedicato all’attività fisica, infatti solo il 9,5% dei ragazzi tra 11 e 15 anni dedica un’ora al giorno allo sport e ad altre attività ricreative.

    rischio obesità bambini

    AGorohov/shutterstock.com

    Il quadro generale è drasticamente peggiorato nei mesi scorsi, a causa del lockdown e della chiusura delle mense scolastiche, con conseguenze sulle abitudini a tavola di bambini e ragazzi. In Italia si stimano – conclude Coldiretti – circa 2 milioni e 130 mila bambini e adolescenti in eccesso di peso, pari al 25,2% della popolazione di 3-17 anni secondo l’Istat.

    Questa situazione ha acuito anche un altro problema che riguarda invece gli alunni che si trovano in condizioni di difficoltà socio-economiche, per i quali il pasto consumato in mensa è spesso l’unico pasto completo della giornata. La chiusura delle scuole, come vi abbiamo raccontato nell’intervista ad Antonella Inverno di Save The Children, ha esposto bambini e adolescenti al rischio di povertà materiale, educativa e alimentare.

    I consigli per affrontare il lockdown e rimanere in forma

    Oggi più che mai è importante conoscere e promuovere i principi di una sana alimentazione fondati sulla dieta mediterranea e cercare di riprendere le buone abitudini, anche a tavola, per mantenerci in salute e in forma. Infatti, dovremmo cercare di sfruttare questo tempo a casa per adottare comportamenti più salutari, con l’obiettivo di mantenerli anche quando tutto questo sarà finito. Per i bambini, ad esempio, è fondamentale una dieta sana, come abbiamo visto nella nostra campagna Crescere a tavola, a partire proprio dalla colazione, un pasto spesso non consumato. Ma vediamo più nel dettaglio alcuni consigli per affrontare al meglio questo periodo in cui gli spostamenti sono ancora limitati e le attività ridotte.

    Una buona organizzazione della spesa

    Fare la spesa una volta a settimana ci offre la possibilità di programmare bene gli acquisti, risparmiando tempo e denaro, ma soprattutto ci permette di variare la dieta. Infatti, come vi abbiamo spiegato nel nostro articolo dedicato a una spesa sana e consapevole, è importante stabilire in anticipo un menù settimanale che preveda piatti semplici a base di legumi, pesce, carne, uova e latticini, ma soprattutto con frutta e verdura di stagione in abbondanza. Organizzare bene la spesa è una buona abitudine che vi aiuterà non solo in quarantena, ma anche quando riprenderemo i ritmi normali.

    Attenzione a merende e snack

    effetti lockdown bambini

    Photographee.eu/shutterstock.com

    Dai dati Ismea, come abbiamo visto, emerge un aumento del consumo di alcolici, in particolare vino e birra, oltre che di salumi e formaggi, protagonisti degli aperitivi fatti in casa. Oltre a questo, c’è da aggiungere il fatto che è difficile resistere alla tentazione di aprire il frigo o la dispensa quando si trascorre molto tempo in casa. Mangiare diventa quasi un passatempo, perché spesso si è spinti più dalla noia che dalla fame. Ecco perché è importante evitare che, soprattutto i ragazzi, abbiano a disposizione snack e merendine industriali, che sono più ricche di grassi e di zuccheri. Offriamo invece loro delle alternative sane e gustose usando ricette semplici e ingredienti di qualità, come vi abbiamo suggerito nel nostro articolo sulle merende sane.

    Una corretta gestione dei pasti

    Trascorrere tempo davanti ai fornelli per alcuni è un piacere per altri no, e non tutti con il lockdown hanno effettivamente più tempo per farlo. A maggior ragione, questo è il momento giusto per mettere in pratica un nuovo modo di gestire la preparazione dei pasti, come ad esempio il batch cooking. Cucinare in modo sano e sostenibile significa preparare uno stesso ingrediente affinché possa essere utilizzato, in modo diverso, per due ricette. In questo modo con un’unica preparazione avremo due piatti da poter consumare in due giorni consecutivi. Non si tratta semplicemente di riscaldare gli avanzi, ma piuttosto di trovare un modo creativo per trasformare lo stesso ingrediente in pietanze diverse, anche dal punto di vista nutrizionale con un notevole risparmio di tempo, di energie e di stoviglie da lavare.

    Ecco qualche esempio:

    • trifolate dei cuori di carciofo tagliati a fettine sottili, in un soffritto con uno spicchio d’aglio e olio extravergine di oliva, e aggiungete a fine cottura menta o prezzemolo freschi. Utilizzate una parte dei carciofi per condire la pasta oppure come base per un risotto, mantecando bene con brodo vegetale, e il giorno dopo utilizzate la restante parte dei carciofi per una frittata, aggiungendoli alle uova sbattute con un pizzico di sale e pepe, da abbinare ad un’insalata e una fetta di pane;
    • cucinate i ceci, lessandoli in acqua con cipolla e rosmarino. Aggiungete la pasta per una minestra calda, ma conservate una parte dei ceci cotti per preparare dell’hummus, secondo questa ricetta, da abbinare a pane tostato e delle verdure crude, come finocchio, carote e sedano.

    Ma il consiglio più importante è quello di approfittare del maggior tempo trascorso in casa per acquisire tutte quelle abitudini che avreste voluto mettere in pratica, avendo dei ritmi diversi, e cercate di mantenerle a lungo, anche quando torneremo alla normalità.

    E voi come state affrontando questo periodo? Siete riusciti a mettere in pratica delle sane abitudini alimentari?

    È nata e vive a Catania ed è una biologa nutrizionista. Il suo piatto preferito è la pasta con le vongole: semplice e buonissima, fa sorridere tutti quelli che la trovano nella dieta; in cucina, per lei, non possono mancare: l'olio di Agira, perché è unico e speciale, in quanto è frutto della raccolta che ogni anno fa con amici e parenti, e un cucchiaio di legno che, come una bacchetta magica, trasforma e unisce i sapori.

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