Bilancia di Bepi

Alla scoperta della storica “Bilancia di Bepi”, dove si mangia ciò che viene pescato sul momento

Giulia Ubaldi
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    In quel luogo a metà tra la realtà e la fantasia che è la Laguna di Marano, sulla riviera friulana, c’è un posto leggendario: è la Bilancia di Bepi, oggi nelle mani di Daniele Ciprian. Di base si tratta di una sorta di palafitta con foodtruck dove si mangia pesce pescato sul momento con una particolare tipologia di pesca, la bilancia appunto. Insomma, ittiturismo vero. Di qui passò anche lo scrittore Ernest Hemingway, che ne rimase talmente affascinato da lasciare uno scritto che ancora trovate appeso “in sala”. Dunque, non ci resta che portarvi alla scoperta di questo posto unico e veramente indimenticabile.

    Dedica Hemingway

    Foto di Giulia Ubaldi

    Pesca con la bilancia: come funziona? 

    La bilancia (o bilancione, se leggermente più grande) è una tipologia di rete a due motori, poco impattante e molto più sostenibile di altre, poiché limitata nel tempo. Infatti, viene pescato qualcosa solo quando si tira su la rete, di solito ogni dieci minuti circa; ma nel caso non venga attivata, non si raccoglie nulla. Quindi per sua natura si tratta di una piccola pesca, perché tecnicamente non possono venire presi molti pesci.

    Nella laguna di Marano ne sono rimaste circa una decina, mentre ce ne sono di più in Emilia-Romagna, dove sono abbastanza diffuse. Ma in generale questo tipo di pesca non ha avuto un gran successo, poiché si tratta di una pesca sportiva e praticamente solo di fiume, che si fa più per diletto che per sostentamento. “Con la pesca a bilancia” ci spiega Daniele, “non ci mantieni la famiglia. E poi ci devi stare sempre dietro, tutto il giorno, senza poi ricavarne un gran guadagno”. Insomma, chi la fa, la porta avanti per piacere o tradizione, proprio come suo nonno Bepi.

    Bilancia pesca

    Foto di Giulia Ubaldi

    Chi è “Bepi”?

    Bepi era il nonno di Daniele. In realtà il suo nome era Giuseppe, ma tutti lo chiamavano così, anche se non si è ben capito perché. Quel che è certo è che Bepi aveva un ristorante, A Latisana; il suo spazio di libertà e svago, però, era proprio quello dove si trova oggi la bilancia in suo onore. Lì vicino, come tanti altri, aveva il suo “casone”, cioè le tipiche palafitte in legno di tamerice, che facevano da punto di appoggio per i pescatori. Erano i loro mondi e continuano a esserlo anche se non pescano più, restando luoghi di immenso fascino, immersi nella laguna. E vicino al suo casone, Bepi aveva preso una baracca per fare pesca sportiva con la bilancia, come hobby. “E per venire a fare baldoria con gli amici!” aggiunge Daniele. In questi luoghi ci ha passato gli anni e ci ha messo tutto il suo cuore, costruendo lui pezzo per pezzo, finché nel 2012 non è venuto a mancare. Così il nipote Daniele, che nel frattempo si era laureato in Tecnologie Multimediali e aveva preso tutta un’altra strada, inizia a mettere in discussione la sua vita. Nato il 27 dicembre del 1981 a Udine, da buon capricorno testardo decide che non avrebbe potuto vendere o lasciare abbandonati quei luoghi che per suo nonno Bepi erano stati così importanti. E così nasce l’idea della Bilancia.

    Bilancia di Bepi

    Foto di Giulia Ubaldi

    La Bilancia di Bepi, il tempio dell’ittiturismo 

    “Se uno vuole capire fino in fondo che cos’è l’ittiturismo, questo è il posto giusto”. Infatti, ci sono voluti ben otto anni per arrivare al risultato di oggi.

    Prima Daniele organizzava gite in barca, poi ha iniziato a vendere il pesce, finché non ha deciso che avrebbe sistemato la baracca del nonno e l’avrebbe reso il tempio dell’ittiturismo, quello vero; cosa che è avvenuta solo un paio di anni fa, quando ha inaugurato la Bilancia di Bepi, anche grazie a un progetto europeo di rivalutazione della pesca sulla costa friulana. E eccome se Daniele l’ha rivalutata!

    Daniele Ciprian

    Foto di Giulia Ubaldi

    Innanzitutto, chiariamo che per parlare di ittiturismo almeno il 60% del pesce servito a tavola come minimo dev’essere stato pescato direttamente dal ristoratore; invece, ci racconta Daniele, ormai tantissimi si spacciano per tali senza essere pescatori, ma l’ittiturismo nasce proprio come attività complementare alla pesca. Poi, il restante 25% può essere acquistato anche da altri produttori locali della zona, mentre l’ultimo 15% può essere preso da qualsiasi parte. Nel caso specifico di Daniele, quello che mangiate alla Bilancia Bepi è quasi sempre pescato da lui al 100%, ma non solo: le reti vengono calate proprio davanti ai vostri occhi, mentre siete seduti al tavolo. Quindi, siete voi stessi a vedere direttamente quello che viene pescato e poi cucinato nel piccolo foodtruck a parte. Per questo Daniele ci tiene molto che prima di prenotare (cosa sempre consigliata), abbiate ben chiaro del tipo di esperienza che state andando a fare. Ad esempio, è importante non avere fretta, perché la pesca è prima di tutto una questione di tempo, e così la successiva preparazione espressa di quanto pescato. Poi non bisogna aspettarsi il servizio al tavolo, con menù scritto, carta dei vini o bagni troppo eleganti: si tratta pur sempre di una palafitta! “Ma tanto” ci dice Daniele, “io ormai lo capisco subito chi ho davanti, già al telefono quando chiamano per prenotare”.

    Cosa si mangia alla Bilancia di Bepi? 

    Una volta arrivati alla Bilancia (ricordatevi che Daniele ha un carattere particolare), siete pronti per gustarvi le semplici prelibatezze della sua cucina. Per Daniele è molto importante la valorizzazione del pesce povero e di quelle varietà meno conosciute e quindi di conseguenza spesso anche meno richieste sul mercato (un tema che come sapete sta molto a cuore anche a noi). Così qui si mangia quello che c’è, quello che come vi abbiamo già detto viene pescato proprio sul momento, davanti ai vostri occhi: le varietà più comuni sono latterini e alborelle, piccoli pesciolini perfetti fritti, che si trovano soprattutto tra ottobre e novembre, insieme all’anguilla. Poi c’è la passera pianuzza, tipica delle lagune, che ricorda un po’ la sogliola, il rombo e la platessa, o il cefalo lotregano o dorato che “mio nonno regalava, talmente era ritenuto di poco valore” racconta Daniele, “ma in realtà è più buono del branzino!”.

    Pesci Bilancia di Bepi

    Foto di Giulia Ubaldi

    Con questi pesci vengono cucinati sempre tre piatti: le polpette (con mix di deliziose salsine), il fritto misto (con polenta) e il fish burger (con cipolle dolci). A volte c’è anche la pasta, ma dipende. A preparare tutto è Giada, la sua fidata cuoca, originaria di Rivignano, vicino a Latisana, che lavora qui con la sua stessa passione.

    Per arrivare alla Bilancia di Bepi potete usare la macchina, ma il consiglio è di raggiungerla in barca, attraversando la laguna: ci sono varie realtà che ve lo permettono, ad esempio Stefano e Lili di Somewheretours. È anche grazie a loro se questa esperienza vi resterà davvero impressa.

    Allora, vi abbiamo fatto venire voglia di perdervi tra le nebbie autunnali e le palafitte della Laguna di Marano?

     

    Giulia Ubaldi

    Antropologa del cibo, è nata a Milano, dove vive e scrive per varie testate, tra cui La Cucina Italiana, Scatti di Gusto, Vanity Fair e le Guide Espresso. Il suo piatto preferito sono gli spaghetti alle vongole, perché per lei sono diventati un'idea platonica: "qualsiasi loro manifestazione nella realtà sarà sempre una pallida copia di quella nell'iperuranio". Nella sua cucina non mancano mai pistilli di zafferano, che prima coltivava!"

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