aperitivo sano

Come fare un aperitivo sano? I consigli della nutrizionista

Federica Portuese
2

     

    Probabilmente uno dei momenti di convivialità di cui abbiamo sentito di più la mancanza in periodo di pandemia, l’aperitivo non è solo un’occasione di incontro tra amici, seduti al tavolo di un bar, ma è anche una pausa dopo il lavoro, un appuntamento fisso per molti il venerdì sera, un momento di relax prima di cena che stimola l’appetito e prepara al pasto, e molto altro ancora. Sapete, ad esempio, che l’aperitivo nasce molto prima del moderno happy hour a cui siamo abituati oggi? È una tradizione tutta italiana che affonda le sue radici nel ‘700 e che è arrivata fino ai nostri giorni, seppur modificandosi col passare dei secoli anche in modo sostanziale.

    La preoccupazione di molti, però, è che questo “fuori pasto” rappresenti un vero e proprio “sgarro” a cui dover resistere per rimanere in forma, perché considerato troppo calorico e spesso a base di cibi che normalmente sono da evitare, soprattutto da chi è più attento alla linea. Ma è davvero così? Se vogliamo mantenere un corretto ed equilibrato stile alimentare dobbiamo necessariamente rinunciare a questo rituale di relax e convivialità? Scopriamolo insieme in questo articolo, in cui vogliamo anche darvi qualche consiglio su come fare un aperitivo sano, a prova di nutrizionista.

    Aperitivo, dalla tradizione all’happy hour: in cosa consiste l’aperitivo oggi?

    Come vi abbiamo raccontato nel nostro articolo sulla storia dell’aperitivo, questa parola deriva dal latino e significa “che apre”, infatti questo era il termine che utilizzava Ippocrate per indicare tutte quelle bevande in grado di stuzzicare l’appetito, ma con particolare riferimento a un vino aromatizzato e amarognolo, che somministrava ai pazienti inappetenti. Fu scoperto solo molti secoli più tardi che il segreto di questo vino benefico non erano i suoi ingredienti, bensì proprio il suo sapore amaro, che stimola il senso di fame molto più di quello dolce. Ecco perché, ancora oggi, la maggior parte delle bevande da aperitivo hanno un caratteristico gusto amarognolo.

    Fu solo alla fine del Settecento che a Torino si diffuse la vera e propria moda dell’aperitivo, quando nacque il primo liquore adatto ad accompagnare questo rituale. Infatti, nel 1786 Antonio Benedetto Carpano creò un vino aromatizzato con erbe e spezie, il Vermouth, che fu molto apprezzato da Vittorio Emanuele II, allora re d’Italia, al punto che lo rese bevanda di corte.

    Verso la fine del XIX secolo la produzione di vini e liquori da aperitivo cominciò a crescere: nascono il Martini Bianco, il Campari, chiamato anche bitter (che in tedesco significa proprio amaro), che diventano protagonisti dei Caffè (i nostri bar di oggi) e si diffondono in molte città d’Italia, tra cui Torino, Genova, Firenze, Venezia, Roma, Napoli, Milano, fino ad arrivare alla vasta offerta dei cocktail dei nostri giorni come l’Americano, lo Spritz, il Pirlo, il Rossini, il Negroni.

    aperitivo happy hour

    DavideAngelini/shutterstock.com

    Negli ultimi vent’anni, l’aperitivo ha però cambiato radicalmente la sua forma e si è diffusa sempre di più la moda dell’Happy hour, ovvero la proposta di alcuni bar e locali che offrono aperitivi a prezzi vantaggiosi, con la possibilità di poter gustare un ricco buffet. Oltre ai classici stuzzichini da aperitivo, come ad esempio olive, patatine e salatini, taralli pugliesi, frutta fresca o frutta secca, l’happy hour spesso è accompagnato da cibi molto grassi e calorici, fino ad arrivare a pietanze vere e proprie come primi piatti o finger food a base di carne o di pesce. Talvolta, l’aperitivo, proprio per l’abbondanza e la varietà dei cibi offerti, si trasforma in una vera e propria cena, al punto che questa abitudine si è trasformata in un fenomeno degli ultimi anni che prende il nome di “apericena”, una formula particolare di aperitivo che sostituisce a tutti gli effetti il pasto serale.

    Qual è la funzione dell’aperitivo?

    L’aperitivo nasce in realtà come un vero e proprio rituale, che si svolge prima di cena e che consiste nel sorseggiare una bevanda alcolica o analcolica, accompagnandola con stuzzichini vari.

     

    La funzione dell’aperitivo, come ci suggerisce il suo nome, è proprio quella di aprire l’appetito, ossia di favorire la produzione di succhi gastrici e quindi preparare la digestione, stimolando il senso di fame prima di mettersi a tavola, in modo da mangiare con più gusto. Affinché l’aperitivo svolga il suo compito, l’ideale sarebbe stuzzicare qualcosa poco prima di cena, limitandosi a piccole quantità di cibo per non compromettere il pasto successivo, rischiando quindi di far passare la fame o, peggio, di rendere la cena troppo abbondante, consumando cibi eccessivamente calorici prima del pasto.

    L’aperitivo, quindi, svolge una funzione diversa rispetto a quella dello spuntino, di cui vi abbiamo già parlato in questo nostro approfondimento. Mentre il primo prepara lo stomaco in vista della cena, il secondo ha invece il compito di spezzare la fame, cioè di interrompere il lungo intervallo tra un pasto e l’altro, e al contrario è importante che non sia troppo vicino al pasto successivo proprio per evitare che interferisca negativamente togliendo l’appetito.

    L’aperitivo fa male? Il rischio degli eccessi

    Da quando si è diffusa la moda dell’happy hour, l’aperitivo ha perso questa sua funzione di stuzzicare l’appetito, perché molto spesso i cibi con cui si accompagnano le bevande sono talmente abbondanti che sostituiscono la cena vera e propria. Il problema è che si tratta di alimenti molto ricchi di grassi, come ad esempio salumi e formaggi, oppure prodotti da forno lievitati, come pizzette e focaccine, o ancora fritture quali patatine, verdure pastellate e arancini. In più c’è da considerare che le bevande con cui si accompagnano questi alimenti sono vino, birra o altri cocktail alcolici e molto zuccherati. Tutto questo rende l’aperitivo poco salutare: ciò che contribuisce ad aumentarne l’apporto calorico non sono solo zuccheri e grassi, ma anche l’alcol che in più mette in difficoltà il fegato.

    aperitivo fa male

    Fusionstudio/shutterstock.com

    Grandi quantità di cibi troppo calorici e l’abbinamento con l’alcol rendono l’aperitivo, così come siamo abituati a conoscerlo, un “fuori pasto” eccessivo e può essere controproducente perché rischia di far perdere l’appetito o, peggio, di trasformare la cena in un doppio pasto. Il problema quindi riguarda gli eccessi e infatti l’aperitivo, nel senso tradizionale del termine, se fatto correttamente e in modo equilibrato e consapevole, potrebbe essere considerato un’abitudine sana.

    Quante volte fare aperitivo alla settimana?

    Se si conosce come fare un aperitivo sano e si rispetta la sua funzione, evitando gli eccessi, questo rito di convivialità può essere considerato una buona abitudine, per molti addirittura quasi indispensabile, ad esempio in caso di inappetenza, o per preparare adeguatamente lo stomaco se si hanno difficoltà digestive. Inoltre, capita spesso di arrivare alla cena troppo affamati, e quindi può essere utile iniziare il pasto con un piccolo aperitivo a base di verdure in pinzimonio, come ad esempio carote, sedano, cetrioli, finocchi, perché le fibre contribuiscono ad aumentare il senso di sazietà, riducendo il rischio di abbuffarsi dopo. Se con le giuste raccomandazioni, specifiche per ogni singolo caso, e sempre all’interno di una dieta settimanale varia e bilanciata, non ci sono limiti particolari. Diverso è ovviamente il discorso per quanto riguarda apericena o happy hour, che invece andrebbero limitati a una volta a settimana, in occasioni speciali come il weekend e con alcune accortezze.

    Aperitivo sano e gustoso: ecco come fare

    Al di là degli aspetti prettamente nutrizionali, rimane comunque un momento di convivialità e di incontro con gli amici a cui è veramente difficile dire no, e, se fatto correttamente, non è certo un’occasione a cui dover rinunciare per rimanere in forma.

    Ecco, quindi, qualche idea per un aperitivo sano da fare a casa e qualche consiglio per far sì che  rimanga un’abitudine sana anche fuori.

    aperitivo sano

    iMarzi/shutterstock.com

    Cosa bere? Occhio all’alcol

    Cominciamo dalle bevande: cerchiamo di evitare bevande troppo alcoliche o bibite gassate e zuccherate, e prediligiamo, invece, bevande analcoliche a base di frutta come, ad esempio, estratti o centrifugati, succo di pomodoro, una spremuta di arancia o di pompelmo, oppure un fresco seltz al limone. Se non vogliamo rinunciare all’alcol o alle bollicine, possiamo scegliere un buon prosecco o un ottimo vino, bianco o rosso, a patto che si tratti solo di un calice.

    Stuzzichini? Meglio se leggeri e a base di verdure

    Per quanto riguarda gli stuzzichini ecco alcune indicazioni che potranno esservi utili sia in casa, sia nel caso in cui vi troviate a dover scegliere tra i cibi offerti al tavolo di un bar.

    Il consiglio generale, come abbiamo già detto, è quello di evitare cibi troppo grassi e calorici come fritturine e finger food a base di salumi e formaggi. Può andar bene invece accompagnare la nostra bevanda con delle olive, oppure delle chips di verdure, delle verdure in pinzimonio, come ad esempio ravanelli, carote, finocchi, sedano, spesso proposte anche nei locali. Ottime anche arachidi e noccioline a patto di non esagerare nelle quantità. Persino i popcorn, specie se casalinghi, possiamo considerarli un aperitivo sano, come abbiamo già visto nel nostro approfondimento. Per ricette sfiziose da preparare in casa, via libera alla fantasia con crostini di pane da abbinare a salse come l’hummus o la crema tzatziki, o alla classica bruschetta con pomodoro fresco e aromi. Perfetti anche gli spiedini di frutta, che durante la bella stagione offrono una vasta scelta, tra fragole, pesche, ananas, anguria e kiwi.

    E voi come fate l’aperitivo? Quali sono i vostri stuzzichini preferiti?

    Federica Portuese

    È nata e vive a Catania ed è una biologa nutrizionista. Il suo piatto preferito è la pasta con le vongole: semplice e buonissima, fa sorridere tutti quelli che la trovano nella dieta; in cucina, per lei, non possono mancare: l'olio di Agira, perché è unico e speciale, in quanto è frutto della raccolta che ogni anno fa con amici e parenti, e un cucchiaio di legno che, come una bacchetta magica, trasforma e unisce i sapori.

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *