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Storia dell’aperitivo: da Ippocrate ai locali di tendenza

Deborah Ascolese

Lo pregustiamo nel tardo pomeriggio, in genere tra le 18 e le 20 e diventa quasi di rito al venerdì, una volta usciti da lavoro. Di cosa sto parlando? Ma dell’aperitivo, ovviamente! Un momento di relax e svago, da passare con gli amici e del quale, oramai, non possiamo fare a meno. Ma, vi siete mai chiesti com’è nato questo immancabile appuntamento? Beh, io sì, ed è per questo che oggi voglio raccontarvi qualche episodio della Storia dell’Aperitivo.

Aperitivo cocktail

 

Storia dell’Aperitivo: le origini

L’etimologia del termine non lascia dubbi: viene definito aperitivo, dal latino aperitivus (che apre), una bevanda in grado di stimolare e, dunque, “aprire” la sensazione della fame. Da cosa proviene, vi chiederete voi, questo bizzarro significato? Eccovi accontentati: nel V secolo il medico greco Ippocrate scoprì che per alleviare i disturbi di inappetenza dei suoi pazienti, bastava somministrare loro una bevanda, dal sapore piuttosto amaro, a base di vino bianco, fiori di dittamo, assenzio e ruta.

Tale intruglio, che poi prese il nome di vinum hippocratum, venne poi tramandato di secolo in secolo, fino a giungere nelle sapienti mani degli erboristi medievali. E furono proprio quest’ultimi a giungere a una sorprendente scoperta: a stimolare il senso della fame non erano quei particolari ingredienti, bensì il sapore amaro che essi rilasciavano. E non è un caso che, ancora oggi, i principali drink che amiamo bere durante l’ora dell’aperitivo siano prevalentemente bitter, ovvero caratterizzati da un classico retrogusto amaro!

Come nacque l’abitudine dell’Aperitivo

Ma la Storia dell’Aperitivo, come oggi lo conosciamo, iniziò a Torino nel 1876, dove in una piccola bottega di liquori, Antonio Benedetto Carpano diede vita a quella che divenne poi la bevanda da Aperitivo per eccellenza: il Vermouth, un delizioso vino aromatizzato con china, che di lì a poco avrebbe conquistato l’allora re d’Italia Vittorio Emanuele II.

Fu proprio quest’ultimo, infatti, a nominare il Vermouth con China Carpano, ribattezzato poi Punt e Mes (per quel suo “punto e mezzo” di amaro in più), l’Aperitivo Ufficiale di Corte.

Vermouth aperitivo

E da quel giorno, di quasi 140 anni fa, la Storia dell’Aperitivo fece il suo corso, invadendo i bar e i caffè della città Sabauda, scoprendo nuovi sapori, fino a spopolare nei locali delle città di tutta Italia con nuovi cocktail e abitudini.

 

Deborah Ascolese

Nata a Napoli vive e lavora a Bologna. Per "Il Giornale del Cibo" segue le rubriche Cibo & Cultura e Curiosità. Il suo piatto preferito sono gli spaghetti al pomodoro fresco perché le cose semplici sono spesso le migliori. A domanda cosa non può mancare in cucina, risponde "qualcuno che cucini per me".

2 responses to “Storia dell’aperitivo: da Ippocrate ai locali di tendenza”

  1. costantino says:

    era il 1786, non il 1876: solo un banale errorino, un piccolo spostamento di cifra, ma è importante collocare la nascita del vermuth nell’anno giusto

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