A tutto… Champagne! I nostri consigli per le migliori bollicine francesi

Giovanni Angelucci
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    È sempre tempo di bere Champagne: non ci sono mezze stagioni, tantomeno intere. Ogni momento è quello giusto, in aperitivo, a pranzo o a cena, o semplicemente godendo di una buona bottiglia sul divano, tra relax e musica. A volte uno Champagne può essere talmente intenso e avere così tanto da raccontare che la ricerca di un abbinamento non è necessaria, basta avere tempo e tranquillità da dedicargli.

    Esistono associazioni che raggruppano gli appassionati del vino francese più famoso del mondo, guide, confraternite e gruppi itineranti di #champagnelover, fino agli eventi dedicati, più o meno prestigiosi, come vedremo. Ma prima di tuffarci nei calici dei nostri consigli sui migliori Champagne, scopriamo qualcosa in più su questo vino tanto amato.

    La Champagne, la regione francese dove tutto nasce 

    Champagne regione

    geniusksy/shutterstock.com

    L’area di produzione a denominazione Champagne (AOC) si estende, nel nord della Francia, per poco più di 34.300 ettari e comprende 319 cru, ossia i villaggi, di cui 17 “grand cru” e 44 classificati come “premier cru”. ll termine cru indica un determinato vigneto con le medesime caratteristiche di terroir, dove i “grand cru” rappresentano il gradino qualitativo più alto e migliore tra tutti.

    I villaggi sono dislocati in cinque dipartimenti (la Marna, l’Aube, l’Aisne, la Haute-Marne e la Seine-et-Marne), mentre la composizione del vigneto è strutturata in quattro grandi regioni: la Montagne de Reims (prevalentemente Pinot Nero e Pinot Meunier con una piccola parte di Chardonnay), la Vallee della Marne (Pinot Meunier), la Côte des Blancs (esclusivamente Chardonnay) e la Côte des Bar (quasi esclusivamente Pinot Nero). Qui i filari pettinati di Chardonnay, Pinot Noir e Meunier scorrono lungo le colline che ogni anno donano le migliori uve con cui le famose Maison producono i propri vini.

    I migliori Champagne: i nostri consigli 

    Nel tempo lo Champagne è diventato evidentemente uno dei vini più famosi al mondo, se non “il” più famoso. Ed è molto apprezzato anche (e soprattutto in Italia) dove vengono organizzati diversi appuntamenti a tema, tra cui l’importante evento da poco andato in scena, molto esclusivo e decisamente ambito: “Un Mare di Champagne”, giunto all’ottava edizione e organizzato dal Consorzio Macramé ad Alassio nel mese di settembre. Oltre 120 etichette di 40 maison francesi, bontà gastronomiche da abbinare, cena di gala firmata da chef stellati, masterclass con i guru del mondo dello Champagne. Insomma, un appuntamento in pieno stile champenoise. Per questo, ora vi suggeriamo 8 etichette dei migliori Champagne da assaggiare, alcune (ri)scoperte proprio durante la manifestazione ligure dedicata alle prestigiose bolle francesi.

    Essentiel Piper-Heidsieck

    Essentiel Piper-Heidsieck

    ChampagnePiperHeidsieck/facebook.com

    L’Essentiel è una tra le etichette più complesse della maison Piper-Heidsieck, materica e profonda: composta da 50-55% di Pinot Noir, 30-35% di Meunier, 15-20% di Chardonnay e un minimo del 20% di vini di riserva. Un “extra-brut” pensato per la tavola, ampio, ricco, delineato da note prima di agrumi e poi di frutta secca. Agile in bocca, richiama la frutta a polpa bianca e le note di mandorle e nocciole. Le intense note di sentori terziari come quelli di panificazione accompagnano le portate, uno champagne certamente gastronomico

    Amour de Deutz 2009 – Deutz

    Fondata ad Ay da Wiliam Deutz e Pierre Geldermann nel 1838, la Deutz oggi è reputata una maison d’eccellenza. L’80% della produzione (circa due milioni di bottiglie) è rappresentato dal Brut Classic che matura 36 mesi sui lieviti e riposa nelle cantine che vanno dai 20 ai 55 metri di profondità. Sempre gradevole, ma per approfondire bisogna stappare il Brut Amour de Deutz 2009, un Blanc de Blancs millesimato dal lungo affinamento di 9 anni sui lieviti e dalla complessa personalità, da cui emergono toni rotondi e avvolgenti di agrumi, pasticceria, frutta secca e tostata. 

    Clos Du Mesnil 2006 – Krug

    Krug Champagne

    Maison Krug

    Appena presentato in Italia da Olivier Krug in carne e ossa, finalmente tornato nel nostro Paese dopo il lungo lockdown. È il gioiello della maison, proviene dal leggendario vigneto di 1,84 ettari protetto da mura sin dal 1698, nel cuore di uno dei paesi più famosi della regione della Champagne per lo Chardonnay, Le Mesnil-sur-Oger. È la diciannovesima etichetta ricavata da questo singolare appezzamento (la prima è stata creata dalla vendemmia del 1979). Freschezza ed eleganza colpiscono subito, la bevuta è chiaramente fuori dal comune: gli aromi di agrumi si alternano a quelli caramellati e di lievitati, frutta sotto spirito e miele. Formidabile. 

    Brut Reservè Pouillon – R. Pouillon

    Brut Reservè Pouillon

    Maison R. Pouillon

    Quasi settant’anni di storia familiare giunta alla terza generazione e a una produzione di vini dal tratto fortemente distintivo, tutti provenienti da agricoltura biologica e biodinamica. Non sarà difficile incontrare i cavalli a lavoro tra i quindici ettari, ma considerato che ad oggi viaggiare è un tantino complicato, ci si limita a farlo tramite le numerose etichette di Pouillon, e che viaggio! Se il Brut Reservè si esprime con sentori di acacia, biancospino e marmellata di mela cotogna, il Les Valnons Grand Cru Extra Brut si distingue per i suoi aromi di fiori e agrumi freschi, le note vanigliate e di brioche. Buona struttura, presenza in bocca prolungata e tanta eleganza.

    Charles Heidsieck 2008 – Charles Heidsieck

    Champagne Charles Heidsieck

    charlesheidsieck.com

    Riconosciuti per la loro altissima qualità e prestigio, gli Champagne di questa maison sono amati da tutti gli appassionati.

    Il millesimato 2008 assicura una grande esperienza: assemblaggio di dieci grands crus, profilo del grande Champagne, austero e invogliante. Spiccata acidità bilanciata da una struttura notevole e ampia ricchezza aromatica. Agrumi canditi in bocca, accompagnati da sfumature tostate che si evolvono in note minerali, caramellate e di frutta matura. È questo il caso della perfezione anche anche senza abbinamento.

    Blanc des Blancs Champagne Frerejean Freres 

    Blanc des Blancs

    ChampagneFrerejeanFreres/facebook.com

    Ci si sposta ad Avize, il piccolo villaggio della Champagne dei grands crus. Frerejean Freres utilizza solo varietà di uva proveniente dalla famosa Côte des Blancs e si concentra nell’esaltare l’unicità di questo speciale terroir. Il suo Blanc des Blancs invecchia in cantina per cinque anni e ogni volta che viene stappata una bottiglia dimostra di avere energia da vendere. È una continua evoluzione, ma il tratto distintivo è dato dalle linee aromatiche di frutta esotica come mango, passion fruit e papaia. La bocca gioca invece tra mineralità e acidità con un risultato sempre appagante.

    Champ Caïn Avize Grand Cru 2009 – Jacquesson

    Meriterebbe un articolo a parte, non solo questa etichetta ma tutto il lavoro e l’approccio svolto da Jacquesson. Il Millesimé 2009 Champ Caïn Avize Grand Cru proviene da una vigna di Chardonnay di circa sessant’anni e riesce a dimostrare tutta la sua carica di eleganza e godibilità insieme. Profondità aromatica notevole tra frutta secca e miele a far da contraltare alla parte minerale. Potente, cremoso e fresco: un vero fuoriclasse che regala emozioni ed è predisposto per invecchiare e maturare. Come tutti gli Champagne Jacquesson dimostra lo spiccato carattere vinoso. Fortunato chi lo berrà.

    Blanc de Blancs – Ruinart

     

    Ruinart Blanc des Blancs

    Ruinart/facebook.com

    Avevo già parlato di Ruinart con un approfondimento dedicato, ma l’antica e prestigiosa maison ha da poco portato sul mercato una novità degna di nota… Non parliamo di contenuto ma di contenitore: le bottiglie sono state vestite da unasecond skin case”, eco-compatibile e 100% riciclabile. Un packaging totalmente privo di materiale plastico, elegantemente sagomato per riprendere la silhouette della bottiglia di Champagne (e quella delle crayères, ossia le lunghe cattedrali sotterranee dove riposano i vini). Quanto al contenuto, invece, trattasi del Blanc de Blancs vibrante e sempre perfetto per essere bevuto in diversi momenti della giornata. È versatile e sapido con sentori di ananas, mandarino, yuzu, e sensazioni di pane e morbidezza in bocca. Intensa e con una punta sapida che fa salivare.

     

    E le vostre etichette preferite di Champagne quali sono?

    Giornalista e gastronomo, collabora con numerose riviste e quotidiani che si occupano di cibo e viaggi tra le quali spiccano La Stampa, Dove e la Gazzetta dello Sport. I suoi piatti preferiti sono gli arrosticini (ma che siano di vera pecora abruzzese) e gli agnolotti del plin con sugo di carne arrosto. Dice che in tavola non può mai mancare il vino (preferibilmente Trebbiano Valentini o Barbaresco Sottimano).

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