varietà di carote

Riconoscere, coltivare e cucinare tutti i tipi di carote

Monica Face

“Mangia le carote che in estate ti viene una bella abbronzatura!” Non lo avete sentito dire anche voi? Oppure, le carote “fanno bene alla vista”. E poi, “è vero o no che fanno ingrassare?” Quanta confusione! Vi abbiamo già parlato dettagliatamente di quali siano le proprietà di questi ortaggi, mentre oggi vogliamo descrivervi le principali varietà di carote e le loro caratteristiche.

3 curiosità sulle carote

Prima elencare le diverse tipologie, soffermiamoci su alcune piccole curiosità che riguardano questi ortaggi.

  • Quando si compra un mazzo di carote fresche, è importante ricordare di tagliare sempre la parte verde; altrimenti succhierà via le vitamine della radice.
  • Solitamente la carota si coglie quando il suo diametro supera il centimetro e non oltre i due. Se si lascia troppo nel terreno, infatti, si indurisce il cuore, ovvero la parte centrale di colore tendente al bianco, che diventerebbe legnoso e decisamente sgradevole da mangiare.
  • Le carote vengono probabilmente dall’Egitto ed erano originariamente di colore viola. L’arancione si ottenne in Olanda grazie ad alcuni innesti creati dagli abitanti locali per omaggiare gli Orange, ovvero i regnanti.

Varietà di carote: conoscerle e cucinarle

Benché le carote comuni sono solitamente arancioni, ne esistono di ogni tipo e verità. Ecco quali.

carote arancioni

Carote arancioni

Sono le classiche, le più usate e versatili. Sono ricche di vitamina A e aiutano mente e corpo. Si possono gustare crude, tagliate a julienne o cotte al vapore con olio e aceto.

Carote rosse

Sono ricche di licopene, un elemento che aiuta a contrastare i radicali liberi che causano l’invecchiamento della pelle. Inoltre, questo tipo di carota aumenta le difese contro le malattie dell’apparato cardiaco e rappresenta un’ottima scelta per prevenire alcuni tipi di tumore, come quello della prostata. Risultano perfette nell’insalata assieme alla barbabietola.

carote gialle

Carote gialle

Dette anche carote di Polignano, perché la coltivazione è effettuata in un’area piuttosto ristretta, in prossimità di Polignano a Mare, in provincia di Bari, e in particolare nella frazione di San Vito. Questa carota ha ottenuto il riconoscimento dei presidi Slow Food in quanto esempio di un nuovo modello di agricoltura, basata sulla qualità, sul recupero dei saperi e delle tecniche produttive tradizionali. Contiene una percentuale di glucosio e saccarosio notevolmente inferiore alla carota comune, e risulta, pertanto, perfetta per chi deve seguire diete ipoglicemiche. Sono ottime al vapore.

Carote nere

Sono ricche di antociani, sostanze antiossidanti  che contrastano l’attacco alle cellule da parte dei radicali liberi. Il consumo di carote nere è utile anche per tenere a bada il colesterolo cattivo nel sangue. Da provare lesse insieme alle patate.

carote nere

Carote bianche

Ottimo antitumorale, il consumo di questo tipo di carote è utile per contrastare l’accumulo di grasso all’interno delle arterie. Quindi sono un buon ortaggio da consumare spesso. Buonissime crude, ma anche al forno con le patate o nelle zuppe assieme a un po’ di coriandolo.

Carote viola

 Sono in grado di rallentare la coagulazione del sangue e possiedono proprietà antinfiammatorie. Provatele per fare i dolci.

Trucchi per la coltivazione

coltivare carote

Ora che abbiamo visto quante varietà di carote esistono, magari vi sta venendo voglia di provare a coltivarle nell’orto famigliare. Vi sarà utile sapere che questi ortaggi hanno un ciclo colturale di 75-120 giorni a seconda della varietà, per cui il raccolto avviene a circa due mesi dalla semina. Questo significa che, scaglionandole, potrete avere carote di stagione praticamente tutto l’anno.

Le piantine andranno diradate il più possibile e , dal momento in cui le carote iniziano a crescere, può essere utile eseguire una zappettatura o rincalzo del terreno, soprattutto se le radici iniziano a emergere, onde evitare che la luce faccia rinverdire il colletto. La parte verde, infatti, non è buona da mangiare. Se ciò dovesse verificarsi, sappiate che non occorre buttare tutta la carota raccolta, ma sarà invece sufficiente eliminare quella danneggiata. In alternativa alla zappettatura o rincalzo del terreno si può eseguire una pacciamatura, utile soprattutto se il vostro orto è soggetto a venti forti, che potrebbero far seccare il terreno in superficie.

Questi ortaggi non hanno bisogno di costante umidità e basta irrigare quando il terreno diventa secco. Le annaffiature non devono mai creare ristagno che potrebbe provocare malattie alla pianta.

carote colorate
Altra curiosità: le carote amano avere dei “vicini di casa”. Mettendole in un terreno con delle cipolle, entrambe le piante traggono reciproco vantaggio, infatti l’una allontana i parassiti dell’altra: la carota scaccia la mosca della cipolla e viceversa la quest’ultima respinge la mosca della carota. Si può sostituire la cipolla anche con porro, aglio, scalogno o ravanello.. Infine, non conviene ripetere la coltivazione della carota per più anni di seguito, ma è utile alternarle con piante quali pomodoro, patata o legumi, come ad esempio i piselli, mentre è da evitare la successione con cavoli e asparagi.

La raccolta delle carote si fa estirpando la radice. I giorni precedenti, è opportuno ammorbidire il terreno innaffiandolo abbondantemente. Per conservare le carote raccolte, occorre lasciarle asciugare in un ambiente ventilato e poco umido e mantenerle al fresco.

Se vi è piaciuto questo articolo, provate a cucinare le carote in questa vellutata o magari provatele glassate all’arancia. Provatele e fateci sapere qual è la vostra varietà di carote preferita.

Monica Face

Di origini napoletane, è nata e vive a Roma. In passato ha collaborato con vari settimanali, tra cui "Di più"; "Di piùTv Cucina"; "RadioCorriere Tv"; "Onda Tv"; "Messaggero Tv". Oggi invece si dedica anima e corpo al suo blog, "Che cavolo cucino, oggi?". Il suo piatto preferito è la parmigiana di melanzane, "perché è un ricordo d'infanzia e perché", dice, "quando aspettavo il mio bambino avevo sempre voglia di melanzane". Nella sua cucina non possono mancare il pane (che prepara in casa) la frutta e il caffè, "perché altrimenti... il pasto non è finito".

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *