ricette con pane raffermo

Ricette con Pane Raffermo: 8 gustose idee antispreco

Ilaria De Lillo

Soffice o croccante, all’olio, al latte, con farina di semola, di segale o integrale: sono tantissime le varietà di pane e i modi per mangiarlo: come street food e quindi farcito, o in accompagnamento a secondi piatti e insalate. Quando però ci avanza per più giorni e diventa raffermo è davvero un peccato doverlo buttare. È vero che secco e duro perde il suo appeal, ma la cucina antispreco della tradizione “povera” regionale ci insegna che nulla va sprecato e che dagli avanzi si possono ottenere manicaretti deliziosi.
Ebbene sì, anche il pane raffermo può essere protagonista in cucina se trattato a puntino. Vi sveliamo 8 trucchi per riciclarlo e preparare ricette golosissime. Non ve ne pentirete!

pane raffermo

Ricette con Pane Raffermo: come riutilizzarlo in Cucina

Pangrattato

Lo spreco sia bandito dalla nostra cucina, proprio come facevano le nonne: quando il pane perde la sua fragranza uno dei modi per poterlo riciclare è fare il pangrattato. Basta lasciare chediventi completamente secco riponendolo in un cestino a temperatura ambiente. Una volta essiccato: tritatelo e conservatelo in un contenitore ermetico, oppure congelatelo. In questo modo avrete dell’ottimo pangrattato sempre pronto per l’uso e sano, privo di conservanti, per potervi sbizzarrire con cotolette e sformati.

Dal Pangrattato alle polpette

Oltre a conoscere tutti i segreti della cucina antispreco, le nonne sanno anche come viziarci e ci insegnano un altro modo sfizioso per riciclare il pane. Quante volte vi capita di predisporre il pangrattato e l’uovo per impanare e friggere, ma vi avanza quel po’ di preparato che vi dispiace buttare? Nessun problema, c’è un modo per riciclare anche questi ingredienti: versate il pangrattato avanzato nella terrina con l’uovo sbattuto e aggiungete un cucchiaio di parmigiano. Quando l’impasto è compatto preparate delle palline e immergetele nell’olio della frittura. Avrete delle golosissime polpette di pane, e una tira l’altra!

Crostini

crostini di pane raffermo

Durante l’inverno si ha sempre più spesso voglia di mangiare piatti caldi come zuppe di legumi e passati di verdure per riscaldarci. Accompagnare questi piatti con i crostini di pane li rende dei cibi completi e nutrienti. Possiamo ricavare i crostini anche dal pane raffermo che abbiamo già in casa: tagliatelo  a cubetti e fatelo rolosalre in una padella con un po’ di olio extravergine di oliva, rosmarino, prezzemolo e sale. Oltre alla cottura in padella potete anche optare per il  forno: predisponete i cubetti di pane su una teglia con carta forno e condite con olio, rosmarino, prezzemolo e sale, amalgamando bene; poi infornate a 200°. Quando arrivano a doratura, i vostri crostini per la zuppa sono pronti.

Bruschetta

Un evergreen della cucina zero sprechi, nonché un metodo per riciclare il pane raffermo, è la mitica bruschetta. Tagliate il pane raffermo a fettine spesse un centimetro, disponetelo in una teglia e infornate a 200° fino a che non diventa dorato. Potete cuocerlo anche in una padella antiaderente precedentemente riscaldata, oppure sulla brace. Quando il pane è pronto sfregatelo con uno spicchio d’aglio per aromatizzarlo e aggiugete i pomodorini pachino. Condite con olio, sale, origano. Una bontà genuina che vi salverà ogni volta che vi mancherà l’ispirazione in cucina.

Mozzarella in carrozza

mozzarella in carrozza

Un’altra alternativa deliziosa per riutilizzare il pane raffermo è lasciarlo sposare con la mozzarella. Un irresistibile mix di sapori semplice e veloce da preparare. Tagliate a fette spesse il pane raffermo, passatelo in una terrina con il latte e poi nell’uovo. Fate attenzione che il passaggio dal latte all’uovo sia veloce, così che il pane non si ammorbidisca troppo. Poi posizionate sul pane una fetta di mozzarella e ricoprite con un’altra fetta di pane in modo da formare un panino. Infornate a 200° il tutto e avrete la vostra mozzarella in carrozza.

Pancotto

Possiamo riciclare il pane raffermo anche senza trattarlo e usarlo così al naturale. Ad esempio preparando il pancotto. È un piatto semplicissimo e genuino, conosciuto da nord a sud Italia con diversi modi di preparazione. Nella tradizione contadina pugliese, ad esempio, si prepara il pan cotto con le cime di rapa: fate lessare in acqua bollente le patate insieme alle cimette e salate. Una volta scolata la verdura e le patate, versatele nel piatto e poco prima di servire immergetevi il pane raffermo. In questo modo il pane sostituirà il cucchiaio come “supporto” per mangiare la verdura e renderà il piatto ancora più nutriente.

Frittelle di pane

Vi piace abbondare con le cose golose? Allora con il pane avanzato potete preparare delle buonissime frittelle di pane. Mettete a riscaldare in una pentola l’olio di semi a fiamma alta e quando l’olio è ben caldo, immergetevi il pane duro. Quando diventa dorato e croccante, è pronto per arricchire di sfizi la vostra tavola.  E un’alternativa simile a questa arriva anche dalla cucina siciliana con questa ricetta del pane fritto.

Pappa al pomodoro

pappa al pomodoro

Questo piatto arriva dalla tradizione toscana, invece, ma continua a far innamorare grandi e piccini: la pappa al pomodoro. Tagliate i pomodori a cubetti e fateli cuocere in padella con olio d’oliva, aglio e basilico. Durate la cottura aggiungete il pane raffermo e il brodo vegetale per ammorbidire il composto. Piatto povero ma golosissimo. Viva la pappa al pomodoro!

Sapere come riutilizzare gli avanzi in cucina non solo è importante per poter ottimizzare il cibo, ma anche per cimentarsi in alcune ricette delle tradizione, quelle semplici e genuine che non bisogna dimenticare. In questo articolo abbiamo elencato quali sono le maggiori bestemmie culinarie che hanno stravolto alcune ricette italiane conosciute in tutto il mondo.
E voi conoscete altri trucchi per riciclare il pane raffermo?

Ilaria De Lillo

Nata a Foggia, vive a lavora a Bologna. Per il Giornale del Cibo scrive di approfondimenti, eventi e scuola di cucina. Il suo piatto preferito sono le polpette al marsala di nonna Francesca, perché “più che un piatto sono un correlativo oggettivo di montaliana memoria: il profumo di casa, le chiacchiere con papà, la dolcezza di mamma che prepara da mangiare, le risate con mia sorella e i cugini. Insomma, un tripudio di ricordi ed emozioni a tavola”. Per lei in cucina non possono mancare gli ospiti, “altrimenti per chi cucino?”

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