quando nasce la cheesecake

Quando nasce la cheesecake: le origini olimpiche di un irresistibile dolce

Angela Caporale

Se diciamo cioccolato, frutti di bosco, frutta fresca, caramello, cosa vi viene in mente?

Quest’oggi parliamo di tutti questi ingredienti, insieme o separati, e di quel languorino che spesso ci resta dopo un buon pranzo o a metà pomeriggio, all’ora della merenda. Quel piccolo buco nello stomaco, di tanto in tanto, possiamo colmare con un buon dolce e, se ci troviamo in Gran Bretagna o negli Stati Uniti, non possiamo che scegliere un’ottima cheesecake. E non serve più nemmeno andare così lontano, infatti la “torta al formaggio” è sempre più diffusa anche in Italia con tutte le sue varianti.

Dolce tipico del mondo anglosassone, non tutti sanno quale sia la vera origine e siamo sicuri che scoprirla vi sorprenderà. Dov’è nata la cheesecake e chi dobbiamo ringraziare per questa dolcissima invenzione?

Quando nasce la cheesecake: Antica Grecia o Stati Uniti?

Cheesecake, la ricompensa per le fatiche degli atleti

cheesecake origini

Proprio così: la prima torta al formaggio di cui abbiamo memoria veniva servita proprio agli atleti durante i giochi olimpici. Ma non stiamo parlando delle Olimpiadi moderne di Atlanta o Londra, ma di quelle antiche che si svolgevano in Grecia. Infatti, nell’ottavo secolo avanti Cristo, secondo quanto ci tramanda Callimaco, vi era un tale, Egimio, che si era dilettato con la stesura di un testo interamente dedicato all’arte di fare torte al formaggio.

La passione dei greci per la cheesecake, però, ci viene confermata anche dagli storici che tramandano che, nel 776 a.C., nell’isola di Delos gli atleti venivano rifocillati con una torta a base di formaggio di pecora e miele. Un po’ come succedeva anche nell’antica Roma quando veniva servita la placenta, un dolce realizzato con due dischi di pasta e del formaggio in mezzo, almeno secondo la ricetta raccontata da Catone il Censore nel suo De Agri Cultura.

Dall’Antica Grecia al mondo

Come si sia tramandata la tradizione della cheesecake dall’antichità al mondo moderno è, in parte, un mistero. Ma si tratta di un dolce talmente diffuso che è stato adottato come torta simbolo dagli esperantisti, un gruppo di persone che parlano l’Esperanto, una lingua che unisce tutti i popoli.

cheesecake caramello

Non ci deve sorprendere, allora, trovare varianti di questo gustosissimo dolce in quasi tutti i continenti. La versione oggi più famosa, quella con il fondo croccante e la crema al formaggio, è frutto della creatività e del probabile errore di un produttore lattiero-caseario statunitense, James L. Kraft che, nel 1872, voleva provare a riprodurre il celebre formaggio francese Neufchatel. L’esperimento in sé e per sé fallì, ma nel tentativo è stata scoperta una ricetta alternativa altrettanto gustosa, quella della crema al formaggio, registrata come Philadelphia e base della moderna cheesecake.

Da qui deriva la comune attribuzione di questo dolce al mondo anglosassone che ne ha fatto, negli anni, una vera e propria bandiera.

New York cheesecake e le altre varianti

new york cheesecake

La ricetta “originale”, se così la possiamo chiamare, prevede una base di biscotti sbriciolati e burro, una crema mista al formaggio con zucchero e panna e una copertura a base di frutta di vario genere. Esiste una versione di questo dolce anche cotto, in particolare la più celebre è la versione newyorkese che prevede l’impiego di crema di latte e uova, insieme allo zucchero, per preparare il ripieno. In questo caso, la cheesecake viene sì servita fredda, ma dopo essere stata cucinata in forno.

In Irlanda c’è chi ama integrare la preparazione con il Baileys, mentre in Nuova Zelanda si utilizzano rigorosamente gli afghan cookies, un tipo di biscotti tipici. C’è anche chi utilizza la panna acida al posto di quella tradizionale, oppure chi utilizza la vaniglia per aromatizzare il formaggio.

Asia, Scandinavia, Polonia e Francia: a ciascuno la sua torta al formaggio

Chi ama, poi, sperimentare in cucina rimarrà sorpreso dalle varianti della ricetta più diffuse in altre parti del mondo. In Asia, per esempio, la cheesecake viene preparata con polvere di té matcha, latte e mango: il risultato è una torta meno dolce rispetto a quella a cui siamo abituati e leggermente più spugnosa. In Mongolia si usa addirittura lo zenzero!

In America Latina si prepara con la marmellata, in Somalia la base e la crema al formaggio vengono mescolate. Gli islandesi utilizzano lo skyr, un formaggio tipico a base di latte acido, i finlandesi non rinunciano mai ai frutti rossi, mentre per gli svedesi la cheesecake è rigorosamente cotta.

sernik

La “torta al formaggio” fa parte della tradizione culinaria anche della Polonia. La sernik, infatti, è uno dei dolci più amati e viene preparata con il formaggio twarog e accompagnata con l’uva sultanina.

Nemmeno nella patria del formaggio, la Francia, poteva mancare una ricetta tradizionale. Oltralpe, infatti, vanno matti per la tarte au fromage blanc, una torta a base di questa tipologia particolare di formaggio che può assomigliare ad uno yogurt, ma è di fatto caglio.

Cos’è rimasto della cheesecake in Italia?

A ciascuno la sua cheesecake, insomma, ma se è vero che al tempo di greci e romani già veniva gustata, è possibile che non sia rimasta traccia nei territori dove vivevano? Basta riflettere su alcuni dei dolci più tipici e amati della cucina del Belpaese per accorgerci che la cheesecake non è certo una torta importata, ma fa parte anche della nostra tradizione.

Infatti, che cos’è la buonissima pastiera napoletana se non una ottima torta a base di ricotta? In fondo, anche la cassata siciliana può essere definita come un dolce al formaggio, così come la torta alla robiola, la torta laurina tipica del Lazio oppure lo sfogghiu tipico di Polizzi Generosa, nel palermitano.

cassata siciliana

Ora che abbiamo svelato ogni arcano che si nasconde dietro all’origine della “torta al formaggio” e abbiamo scoperto dove è nata la cheesecake, non ci resta che portarla in tavola. Che soluzione migliore che scegliere una delle ricette per cheesecake selezionate da Il Giornale del Cibo, compresa la versione senza lattosio?

Raccontateci qual è la vostra variante preferita!

Angela Caporale

Nata a Udine, vive e lavora a Bologna come giornalista freelance. Il suo piatto preferito è la pasta alla carbonara, perché le viene proprio bene in tutte le sue varianti. In cucina, per lei, non può mai mancare una compagnia ciarliera, un dolce da condividere e un buon bicchiere di vino bianco.

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