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Dieta Weight Watchers: perché è considerata una delle migliori per perdere peso?

Matteo Garuti
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    La dieta Weight Watchers (controllo del peso), tra le più note e consolidate a livello globale, è tornata alla ribalta negli ultimi anni, a discapito di altri regimi alimentari che promettono miracoli, ma sono più improvvisati e, di conseguenza, dannosi. Come abbiamo visto nella nostra intervista al professor Enzo Spisni, ad esempio, le diete liquide – oggi in voga – nuocciono sia alla salute che alla perdita di peso, soprattutto a lungo termine. Ma come funziona la Weight Watchers e quali risultati può dare? Con questo approfondimento cercheremo di saperne di più.

    Dieta Weight Watchers: quali sono le origini?

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    Sundry Photography/shutterstock.com

    Oggi è un sistema imprenditoriale strutturato e ampiamente diffuso nel mondo, ma la dieta Weight Watchers, concepita nel 1963 a New York, ha una genesi e una storia peculiare. A idearla fu la casalinga statunitense Jean Nidetch – diventata in seguito imprenditrice – sulla base empirica della propria esperienza personale, dopo aver sperimentato diversi metodi per dimagrire. Avendo molti chili da perdere, si trovò a che fare con i disagi tipici di chi si mette a dieta, ovvero la fame cronica e la frustrazioni dovuta a un’alimentazione non appagante, con il nervosismo, la mancanza di motivazione e le difficoltà sociali che ne derivano.

    Per non doversi piegare a tutto questo, Nidetch iniziò a riunirsi settimanalmente con conoscenti nella sua stessa situazione, creando un gruppo di ascolto e sostegno – chiamato appunto “Weight Watchers” – come accade per il recupero dalle dipendenze più gravi. Dopo questo primo passaggio, venne coinvolto un team di medici statunitensi, che formulò un regime alimentare, partendo proprio dalle richieste di chi si impegnava per perdere peso. Il risultato fu una dieta che voleva essere alla portata di tutti e non stressante, come invece accade per la maggior parte dei piani dimagranti. Questo “club” del dimagrimento si specializzò ed ebbe sempre più successo, affinando un monitoraggio del peso specialistico e multidisciplinare, in continua evoluzione.

    Oggi Weight Watchers è un marchio leader nel ricco business mondiale del dimagrimento. Secondo U.S.News & World Report, nel 2020 WW è risultata prima nella classifica delle “migliori diete commerciali” e delle “migliori diete dimagranti”, mentre ha ottenuto il terzo posto nel ranking delle “diete per perdere peso velocemente” e delle “diete più facili da seguire”.

    Dieta Weight Watchers: cosa prevede?

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    Refat/shutterstock.com

    La dieta Weight Watchers mira a un dimagrimento a lungo termine, con il mantenimento del peso ideale, da raggiungere con un ritmo piuttosto veloce ma senza eccessi o false promesse. Il piano prevede il pagamento per l’iscrizione a un gruppo di supporto, secondo un metodo e una gestione alimentare sostanzialmente standardizzati – in questo senso è chiara la differenza rispetto alla dieta dei biotipi – per i quali è stato elaborato un sistema di valutazione matematica delle calorie introdotte, basato sugli SmartPoints.

    Questo “punteggio”, che funge da indicatore e da limite al quale attenersi, dipende dalle caratteristiche soggettive – età, sesso, altezza, attività fisica, peso attuale, peso target – e al deficit calorico finalizzato a indurre il calo di peso desiderato. A ogni cibo è associata una cifra (indicativamente, ad ogni punto, corrispondono 50 calorie), più alta per quelli ricchi di grassi e carboidrati, più bassa per gli alimenti ipocalorici ricchi di fibre e vitamine e per le fonti proteiche magre. La somma totale, corretta per le relative variabili individuali, non dovrà superare i punti previsti. La maggior parte delle verdure, ad esempio, hanno valore pari a zero, e pertanto possono essere consumate a piacimento.

    Il punteggio individuale può essere integrato con dei bonus, come una sorta di jolly da spendere come si preferisce nell’arco della settimana, mentre ulteriori aumenti sono previsti per chi pratica attività fisica, in base alla sua intensa e durata. È anche possibile risparmiare punti in un giorno, per utilizzarli in un’occasione speciale che merita uno strappo alla regola.

    Dieta Weight Watchers: regole e valutazione dei progressi

    peso forma

    maggee/shutterstock.com

    Questa dieta, quindi, teoricamente non prevede l’eliminazione totale degli alimenti – con alcune eccezioni, come vedremo fra poco – ma fissa delle regole che portano a limitarli o, di fatto, a cancellarli, per favorirne altri più salutari. Lo schema della dieta Weight Watchers consente di costruire un’alimentazione sostanzialmente equilibrata e funzionale al dimagrimento, anche se è richiesta una certa attenzione per seguire attentamente cifre e punteggi. I piani, inoltre, possono consigliare l’utilizzo di integratori o di prodotti sostitutivi a ridotto contenuto calorico.

    Durante le riunioni periodiche del gruppo di supporto, che possono svolgersi anche online, vengono valutati e confrontati i risultati degli iscritti, con il giudizio degli specialisti e dei partecipanti, sia sul gruppo che sui singoli membri. La psicologia e la motivazione collettiva, perciò, sono un tassello determinante per il successo dei piani.

    Alcune prescrizioni: i cibi con i punteggi più alti

    Nel contesto di un apporto calorico ridotto, l’impostazione basata sugli SmartPoints offre una certa libertà di scelta, che però viene limitata dai punteggi molto alti per alcuni cibi. Fra questi – comprensibilmente – i più penalizzati, in ordine crescente, sono:

    • uova;
    • pane;
    • formaggi e latticini;
    • oli e grassi, da usare con estrema moderazione;
    • fritti, alcolici e bibite zuccherate, da eliminare.

    Anche se mancano raccomandazioni ferree sulle porzioni, quindi, lo schema a punti di fatto fissa dei paletti precisi per orientare le scelte alimentari.

    La dieta WW è affidabile?

    dieta efficacia

    Rosie Apples/shutterstock.com

    Il deficit energetico della dieta Weight Watchers punta a raggiungere un dimagrimento di 0,5-1,0 chilogrammo a settimana, un quantitativo accettato dal punto di vista medico per una perdita di peso realistica e a lungo termine. Anche se le preferenze individuali possono determinare differenze significative, a grandi linee la WW porta a una composizione ipocalorica, simile a quella dei regimi alimentari a basso contenuto di grassi e carboidrati. Ma vediamo insieme quali sono i pro e i contro.

    I pro

    • In sostanza, i piani sono equilibrati e discretamente vari, e non vengono proposte formule stravaganti e nocive, come abbiamo visto nella nostra intervista al professor Spisni sulle diete dannose da evitare.
    • La struttura a punti, pur essendo abbastanza macchinosa, è comunque utile per orientarsi nelle scelte.
    • Rispetto ad altri piani caratterizzati dalle privazioni, la flessibilità della Weight Watchers permette di ridurre i sacrifici per il palato.
    • Secondo una ricerca del 2014, il tasso di abbandono della WW è risultato pari al 35%, inferiore rispetto ad altri piani che raggiungevano il 50%.
    • Due review – la più recente del 2019 – l’hanno riconosciuta come la dieta commerciale più economica.
    dieta pro e contro

    Logra/shutterstock.com

    I contro

    • La dieta Weight Watchers, concentrandosi molto sul fattore energetico dei cibi e penalizzando molto i grassi, tende a porre in secondo piano la ripartizione dei nutrienti nell’arco della giornata.
    • La sua flessibilità, pur essendo un punto di forza, presenta un risvolto negativo rilevante, perché non promuove un percorso chiaro di educazione alimentare. L’idea di una dieta leggera finalizzata all’estetica, quindi, prevale sul concetto di alimentazione sana, con il rischio, a dimagrimento raggiunto, di scivolare di nuovo nelle vecchie cattive abitudini. Innanzitutto, perciò, sarà importante non trascurare questo aspetto, imparando a controllare le proprie voglie e ad associare correttamente gli alimenti, oltre a fare attenzione alle quantità.
    • L’inserimento all’interno dei gruppi d’ascolto può non essere semplice, e in questo senso focalizzarsi troppo sull’aspetto estetico rappresenta un ostacolo. Per i soggetti affetti da dipendenza da cibo, a maggior ragione, è fondamentale rivolgersi a strutture e a professionisti specializzati nel trattamento dei disturbi alimentari.

    Come consigliamo sempre in questi casi, prima di intraprendere questo o altri piani alimentari occorre consultare il proprio medico o un nutrizionista. Anche se spesso chi vuole dimagrire si affida al fai-da-te, come abbiamo visto occupandoci di vegan part time, è sempre meglio non privarsi di un parere professionale, per evitare errori dannosi per la salute.

    Conoscevate la dieta Weight Watchers?

     

    Fonti:

    weightwatchers.com

    U.S.News & World Report

    Clinical Obesity

    Obesity Research Journal

    Gastroenterology

    Nutrition in Clinical Practice

    Matteo Garuti

    Matteo è nato a Bologna e vive a San Giorgio di Piano (Bo), è giornalista e sommelier e ha collaborato con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari dell'Università di Bologna. Per Il Giornale del Cibo si occupa di attualità, salute, cultura e politica alimentare. Il suo piatto preferito è il salmone, purché di qualità, "perché è un ingrediente nobile, versatile e dal gusto unico". Per lui in cucina non può mancare la creatività, "perché è impossibile farne a meno!"

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