A Primavera Sboccia La Yurta

Redazione

La tenda yurta di Syusy Blady si trasforma in giardino in occasione del Green Social Festival 2011. Di Isabella Guerrini. L’orto come luogo di condivisione e di incontro. L’orto come metafora di cura, impegno e dedizione. L’orto come obiettivo di Syusy Blady impegnata nella realizzazione dell’Orto dei Giusti, sui colli bolognesi. Un luogo aperto a quanti vorranno dedicarsi all’orticoltura, e goderne i frutti, a due passi dalla città. ‘L’Ortolano è trasversale – L’Orto dei Giusti: un progetto di giardino simbolico e nomade’, questo il tema principale del Green Social Festival 2011, ma non certo l’unico del quale si è discusso il 9 marzo Bologna in piazza Re Enzo, nel cuore della città. Insolito e molto ammirato luogo di incontro è stata la Yurta mongola di Syusy Blady, dove per cinque giorni consecutivi si è svolta una ‘maratona eco-talk’ con esperti in orticoltura, in giardinaggio, in erbe spontanee e ancora filosofi, architetti e politici. Si è parlato anche di gastronomia verde, a base di erbe spontanee e verdure dell’orto, argomento trattato dal gastronomo del gruppo ‘per caso’ Martino Ragusa nell’incontro Orto e Mangiato. Ma anche di progetti legati alla sostenibilità per un futuro più verde e più sano. La Yurta – ‘un grande utero’ come la definisce Syusy – è diventata un contenitore di semi che, si spera, germoglieranno con vigore. Tanti progetti concreti volti alla costruzione di un futuro più verde e più sano. Un ‘futuro arcaico’, probabilmente l’unico sostenibile e non a caso tema del primo talk ‘Nomadizziamoci verso un futuro arcaico’. Hanno partecipato molti ospiti che hanno parlato di giardini e orti condivisi, nuove ‘strutture arcaiche’ dedicate alla sana alimentazione, alla creazione di nuovi mestieri, all’apprendimento di antichi saperi, a migliorare le relazioni fra persone. Carla Corradi Musi (1), autrice del libro ‘Flora Sacra degli Ugrofinni’, ha narrato le simbologie dall’origine cosmica del giardino primordiale fino alle tradizioni contadine popolari. La vivaista Cristiana Betti/Naiade (2), che ha creato il Vivaio delle Naiadi, coltiva da sempre per passione e ora anche per mestiere le cosiddette ‘erbacce’, meglio dette erbacee spontanee commestibili, quelle che le nostre nonne andavano a raccogliere nei campi. Per tutti i giorni del Festival il Vivaio delle Naiadi, davanti alla Yurta, ha tenuto un banchetto espositivo e didattico delle piantine erbacee che Naiade coltiva nel suo vivaio a Vidracco, in provincia di Torino. Simona Ventura (3) ha presentato al numeroso pubblico della tenda il progetto Ortalon nel parco della Chiusa di Casalecchio di Reno: sono orti coltivati da una trentina di famiglie armate solo di rastrello e tanta buona volontà, che abbinano la coltura alla filosofia con il metodo dell’agricoltura biodinamica dell’antroposofo Rudolf Steiner. Il giorno seguente, Patrizio Roversi ci ha aiutato a comprendere meglio la ‘Green Economy ed il suo significato’, interrogandosi sul denaro investito per fini etici oltrechè economici e chiedendo ai suoi ospiti, rappresentanti di Ethical Banking (realtà associative che si occupano di esperienze sociali ed esperti) se e come si finanzino e soprattutto come sopravvivano le imprese che si occupano di agricoltura biologica e di mercato equo e solidale. A seguire Syusy Blady ha condotto un talk show dal titolo ‘Il sentiero della salute: il giardino terapeutico’. Gli ospiti hanno raccontato esperienze di come i visitatori traggano beneficio dalle forme presenti nei giardini. Marco Nieri, creatore della bioenergetic landscapes, è entrato nei dettagli scientifici delle forme energetiche che si utilizzano per creare giardini capaci di donare benessere e insieme energia di guarigione. Erus Sangiorgi (4) ha parlato diffusamente della storia delle piante medicamentose, sottolineando che la terapia medica può essere molto articolata ed efficace se si usano bene le piante. Il suo intervento è stato lungamente applaudito e le persone che ascoltavano da fuori della tenda cercavano continuamente di entrare nella Yurta per seguire la serata. Per concludere la giornata, l’ultimo talk show dal titolo ‘Esperienze artistiche e land art’ condotto da Syusy Blady. Gli ospiti, tutti artisti, esperti di simbologie, appassionati ed educatori, hanno illustrato come la Natura abbia da sempre influenzato l’Arte e viceversa, dalla prima impronta dell’uomo sulla terra. Progetti e realtà museali o laboratoriali creati da artisti amanti della natura, installazioni territoriali per segnalare, riposare e riparare. La Land Art è stata definita una dimensione pratica e concettuale dell’arte che avvicina ai luoghi, alla gente e al paesaggio. Infine è stata proiettata l’intervista allo scrittore e sceneggiatore Tonino Guerra, in occasione del suo novantunesimo compleanno, che ha ha parlato di protezione della natura attraverso il ritorno all’antico passato, sostenendo che un futuro può essere sostenibile solo ritornando all’uomo selvaggio. Il venerdì sono ripresi i lavori con la proiezione del filmato: ‘Una moltitudine inarrestabile – Benedetta irrequietezza’ di Paul Hawken che parla di come è nato il più grande movimento al mondo e perchè nessuno se ne è accorto. A seguire, Patrizio Roversi si è occupato appunto dei movimenti silenziosi, ma nemmeno troppo, e dei network emergenti in Italia e nel mondo con un talk dal titolo ‘Social Network sostenibili: dal virtuale al reale? Esperienze di una moltitudine inarrestabile’. Sono intervenuti i responsabili dei maggiori social network italiani e internazionali che si occupano di sostenibilità e dei nuovi fenomeni di comunicazione sociale. Tutti gli ospiti hanno raccontato come questo sia così difficile da realizzare nella cosiddetta ‘vita reale’, sia da un punto di vista di risorse che di abitudini, e diventi molto più facile grazie all’aiuto della cosiddetta ‘vita virtuale’. Quindi, ciascuno con i suoi mezzi e tutti in una rete di condivisione, si è concluso che -se nel quartiere altre persone sognano o progettano un mondo Nuovo, o anche solo desiderano scambiare conserve di ‘pummarola’ con uova di giornata- bisogna dirselo e farlo in modo efficace. A finire il talk-show condotto da Syusy Blady e Roberto Maci (5) sulle città sostenibili: ‘Le città sostenibili che cosa significano? Una soluzione… il Neo-Nomadismo’. Oggi la vita dell’intero pianeta si sviluppa e cresce attorno al bisogno economico. Siamo ancora nell’epoca del mattone e dell’energia benchè sia largamente riconosciuto l’impatto negativo che i sistemi attualmente utilizzati hanno sul nostro ambiente. Maci ha parlato dei progetti architettonici e sociali in armonia con il concetto di nomadismo realizzabili in qualsiasi parte del mondo senza danneggiare l’ambiente e la natura. Un esempio fra tutti: la Yurta! Le giornate si sono avvicendate fra film come il Pianeta Verde e Futur by design, documentari e corti sul futuro delle società sostenibili ed i momenti di approfondimento… nonostante il freddo pungente all’esterno nella Yurta c’era sempre un bel calore e gli incontri erano molto affollati tanto che si è dovuto mettere un impianto di amplificazione all’esterno della Tenda su via Rizzoli. A chiusura del Festival, la domenica si è svolto all’Orto dei Giusti sui colli bolognesi il mini-raduno con gli amici del Giornale del Cibo, in parte compromesso dal maltempo, ma comunque riuscito! Note: (1) Prof. ordinario di filologia ugro-finnica – Facoltà di Lingue e Letterature Straniere – Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Laboratorio Sciamanesimo (2) Arch. Paesaggista -Vivaio delle Naiadi (3) Arch. Paesaggista bolognese – Progetto Ortalon (4) Docente di medicina complementare all’Università di Milano – Direttore del Centro di Metodologie Naturali delle Terme di Riolo – autore del libro Fitoterapia, Principi di Fitoterapia Clinica tradizionale, energetica, moderna – Casa Editrice Ambrosiana. Distribuzione esclusiva Zanichelli 2007 (5) Architetto e naturalista – Fondatore del CEDAN (Centro di Documentazione per l’Abitare Naturale) e LAB+, iniziative che mirano alla diffusione della cultura dell’abitare naturale. Per ulteriori approfondimenti leggi il programma completo del Green Social Festival 2011.

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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