sicurezza alimentare domestica

Le buone regole per una corretta sicurezza alimentare domestica

Francesca Rogolino
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    Il concetto di ‘qualità’, in particolare nel settore alimentare, presuppone tanti aspetti e possiede diversi significati. Ad esempio, il consumatore pretende che vengano rispettati specifici requisiti qualitativi, che il processo produttivo osservi determinati parametri, tenendo conto di ambiente e lavoratori, e che, soprattutto, l’alimento finito sia sicuro.

    Il termine ‘sicuro’ fa parte del concetto più ampio di sicurezza alimentare, con cui si intende “la garanzia che un alimento non causerà danno dopo che è stato preparato e/o consumato secondo l’uso a cui esso è destinato”. Quando si parla di sicurezza alimentare si fa riferimento, in particolare, alla qualità igienico-sanitaria dei cibi, quell’aspetto che più di tutti, se non rispettato, può causare delle conseguenze al consumatore. Fortunatamente, i numerosi controlli lungo la filiera produttiva ci rassicurano che ciò che arriva sulle nostre tavole sia sicuro, dal momento che i produttori sono tenuti a rispettare precise norme igieniche, obbligatorie e volontarie, che permettono di ridurre al minimo l’insorgenza di un potenziale problema.

    Ma cosa succede dopo, ad esempio durante la spesa al supermercato e quando i prodotti che abbiamo acquistato arrivano in casa e nelle cucine? In queste situazione, gli alimenti possono comunque subire delle trasformazioni anche pericolose, soprattutto se non vengono rispettati alcuni accorgimenti che ci garantiscono che il prodotto sarà commestibile fino alla sua data di scadenza, in particolare gli alimenti freschi.

    Vediamo quindi in questo articolo alcune raccomandazioni per far sì che sia assicurata la sicurezza alimentare domestica dei cibi che portiamo sulle nostre tavole.

    Consigli utili per un acquisto sicuro

    Come accennato poco, la qualità e la sicurezza degli alimenti dipende da una serie di aspetti diversi. Esistono infatti degli accorgimenti che possiamo adottare già durante l’acquisto dei prodotti alimentari e che, insieme a tutte le strategie messe in atto nella fase produttiva, ci fanno stare ancora più tranquilli al momento del consumo.

    Sicuramente, tra i consigli che stiamo per elencare, ce ne saranno alcuni che già abitualmente fate e altri invece che possono essere una novità. Ma vediamoli tutti.

    scadenza cibi data etichetta

    Ruslan Galiullin/shutterstock.com

    • Controllate sempre la data di scadenza e il termine minimo di conservazione dell’alimento, soprattutto se fresco.
    • Se acquistate cibi surgelati, dotatevi di buste figo, soprattutto in estate, e cercate di riporli nel freezer di casa il prima possibile.
    • Sempre in merito agli alimenti surgelati, la confezione che acquistate deve essere priva di ghiaccio; inoltre, se è possibile al tatto sentire la consistenza del prodotto, tutti gli alimenti che lo compongono devono essere separati, non devono quindi presentarsi come un ammasso unico: in questo caso l’alimento avrà subito uno scongelamento per poi essere ricongelato.
    • Ponete particolare attenzione all’integrità della confezione, sia dei prodotti a lunga conservazione che degli alimenti freschi, come lo yogurt: ad esempio, se il vasetto che lo contiene è gonfio, significa che probabilmente ci saranno dei microfori nella confezione cha causano l’esposizione del prodotto all’aria con conseguente formazione di microrganismi.
    • Controllate, se sono visibili, i display che riportano la temperatura del frigorifero e dei congelatori dei prodotti a libero servizio: i prodotti da frigo devono essere conservati a temperature non superiore a 6° C, mentre quelli surgelati entro i -18° C.

    Per finire, dare un’occhiata generale alla pulizia e all’igiene del punto vendita in cui ci si trova è un aspetto importante per capire se vengono rispettati tutti i requisiti richiesti dall’HACCP.

    Sicurezza alimentare domestica: i comportamenti corretti da tenere in casa

    E in casa, dopo aver fatto la spesa, cos’altro ancora si può fare per avere cibi sicuri, privi di contaminanti e che risultino idonei per essere ingeriti? Ecco un elenco di passi e azioni da fare!

    cibo sicuro

    New Africa/shutterstock.com

    • Primo punto fondamentale, riponete tutto al posto giusto: ci saranno prodotti che andranno in dispensa in luoghi freschi e asciutti, lontani da fonti di calore, e altri in  frigorifero.
    • Fate attenzione a come conservare correttamente i cibi nel frigorifero, distinguendo la diversa origine del prodotto (pesce, carne, frutta o verdura, e così via) e non ponete a contatto alimenti cotti con quelli crudi per evitare contaminazioni crociate.
    • Utilizzate contenitori chiusi ermeticamente e idonei alla loro conservazione, oppure, isolate i singoli alimenti con l’utilizzo della pellicola trasparente, riducendo così la possibilità di contaminazione crociata e l’esposizione all’aria e a odori che alterano l’alimento.
    • Preferite le pellicole che non siano in PVC: infatti, non tutte le pellicole possono essere utilizzate ugualmente per qualsiasi prodotto. Alcune di esse, a contatto con determinati alimenti (per esempio, ricchi di grassi o acidi), rilasciano sostanze tossiche che, se ingerite in quantità superiori a quelle stabilite dalla legge, possono causare danni alla salute.
    • Se per la conservazione utilizzate invece il foglio di alluminio, è bene sapere che un ambiente acido o salino potrebbe provocare il rilascio di particelle di metallo sull’alimento.
    • Tutti gli imballaggi usati per conservare devono riportare la dicitura “idonei per gli alimenti”.
    • Non scongelate mai niente a temperatura ambiente, ma solo nel frigorifero, oppure, cuocendo direttamente il prodotto a temperature elevate.
    • Se ciò che si andrà a cucinare prevede materie prime diverse, come per esempio verdure, pollo e uova, è bene usare taglieri e utensili distinti per le differenti; se non è possibile, si consiglia di sanificare il piano di lavoro ogni volta che cambia l’alimento.
    • Se si andrà a cuocere una pietanza già cotta, è necessario riscaldarla per 10 minuti a temperature elevate, in modo da uccidere gli eventuali microrganismi che si sono sviluppati.
    • Lavate spesso le mani e usate carta usa e getta.

     

    E dopo aver preparato le diverse pietanze è ora di pulire la cucina, eliminando lo sporco superficiale, lavando con acqua calda, detergere e sanificare i vari piani di lavoro, risciacquare per eliminare i residui del prodotto usato e, infine, asciugare il tutto.

    Per concludere, possiamo dire che, anche se non nella sua totalità, così facendo sostanzialmente si metet in pratica a casa il sistema di autocontrollo a cui tutte le aziende alimentari sono sottoposte, dalle ditte produttrici ai ristoranti, bar e pasticcerie.

    Conoscevate già queste buone regole?

    Laureata in Scienze e Tecnologie alimentari, nasce a Reggio Calabria dove attualmente vive e lavora come consulente per la sicurezza alimentare e ambientale. Per Il Giornale del Cibo approfondisce i temi trattati nella rubrica Spesa consapevole e sicurezza alimentare. Non riesce ad immaginare una cucina senza spezie e il suo piatto preferito è il risotto con la zucca.

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