conservazione degli alimenti

Conservazione degli Alimenti: è corretto usare l’Alluminio?

Elisabetta Pacifici

L’ alluminio è un elemento chimico molto importante per l’ intera economia mondiale, è il terzo per diffusione sulla terra e grazie alle sue proprietà di leggerezza, resistenza e durata, trova applicazione in innumerevoli settori, dall’ ingegneria aerospaziale alla conservazione del cibo nelle nostre cucine.  Questo metallo riveste attualmente un ruolo di primo piano per la cottura e il mantenimento delle pietanze, ad esempio se dopo aver concluso il nostro pasto ci siamo resi conto di aver preparato troppo cibo, basta coprirlo con dell’ alluminio per poi riporlo in frigorifero, semplice no? Ma dietro questi gesti entrati ormai a far parte della nostra quotidianità esiste un mondo chiamato conservazione degli alimenti.

Conservazione degli Alimenti: dalle antiche tecniche all’alluminio

Scopi della conservazione degli alimenti

Ciò che si prefigge la conservazione degli alimenti è di contrastare il più possibile la normale tendenza del cibo al deterioramento, difatti a causa di reazioni chimiche, biologiche e fisiche del tutto naturali , all’ interno dei vari alimenti vengono a formarsi batteri, funghi, muffe ed altri microorganismi che producono sostanza tossiche per l’ uomo, inoltre i lipidi presenti a contatto con l’ aria si ossidano e producono il fenomeno dell’ irrancidimento.

alluminio per conservare gli alimenti

La conservazione del cibo dagli Egizi a noi

La conservazione degli alimenti è un’ esigenza che assume le connotazioni di una vera e propria rivoluzione e ci fa tornare indietro nel tempo fino al 5000 a.C. circa, epoca in cui l’ uomo comincia a sperimentare la possibilità di dilazionare il cibo da lui cacciato o raccolto per poter conservare tutti gli sforzi del proprio lavoro. In quest’ era l’ agricoltura diventa sempre più importante e lentamente viene abbandonato il nomadismo a favore delle riunioni in clan, pertanto gli uomini divengono più stanziali e non sono costretti a spostarsi continuamente per procurarsi da mangiare.

I primi documenti scritti sulla conservazione degli alimenti risalgono all’ antico Egitto da cui apprendiamo che i metodi inizialmente utilizzati per aumentare la durata della freschezza del cibo erano la cottura, la salatura e l’ affumicatura, mentre dal  II sec. a.C, i Romani raccomandavano l’ uso di oli e grassi per conservare il vino nelle anfore, oltre che l’ uso di miele e aceto per mantenere commestibile la carne o le olive. A partire dal medioevo, grazie alla neve,  vennero scoperte anche le proprietà del freddo di rallentare tutte le reazioni di deterioramento del cibo, principio che viene utilizzato anche dai nostri moderni frigoriferi.

La temperatura ambientale infatti contribuisce al deperimento del cibo e questo processo è più accentuato con l’ aumentare della temperatura e dell’ umidità, tuttavia anche solo con l’ aria, i cibi si possono guastare a causa dei processi di ossidazione. Motivo per cui nella conservazione degli alimenti l’alluminio ricopre un ruolo molto importante, infatti i fogli di alluminio sono molto comodi e pratici per avvolgere il cibo da mantenere, in maniera che all’ interno dell’ involucro passi il minor quantitativo possibile di aria.

alluminio alimenti

L’ alluminio è sicuro?

Tuttavia ci si interroga da tempo se questo materiale così diffuso nelle nostre cucine possa risultare tossico a contatto con gli alimenti. L’ alluminio innanzitutto è presente in natura in minuscole parti nell’ aria, nell’ acqua e nel suolo, pertanto è normale per l’ uomo ingerirlo inconsapevolmente, tuttavia il problema nasce quando le dosi di questo elemento superano la soglia di sicurezza. L’ organizzazione mondiale della sanità ha fissato questa soglia al valore di 60 mg al giorno, quantità massima non rischiosa per l’ essere umano.

C’ è da dire che l’ alluminio ha la proprietà di ossidarsi immediatamente a contatto con l’ aria, ciò prende il nome di passivazione ed è valida per alcuni metalli, tuttavia nel caso dell’ alluminio questo processo permette di creare una patina protettiva e solida che protegge il metallo sottostante da ulteriori ossidazioni e forma una barriera che blocca con più efficacia l’ ossigeno.

Inoltre sono state condotte delle indagini scientifiche per stabilire se vaschette, pellicole e pentolame in alluminio trasmettessero il metallo dal contenitore al contenuto che hanno stabilito come la migrazioni di alluminio nei cibi sia pressoché nulla. A conferma di ciò l’ Istituto Nazionale della Nutrizione ha realizzato uno studio su un campione di diecimila famiglie per appurare l’ entità delle ingestioni potenziali e reali di alluminio, comprovando che tali valori rientrano ampiamente nella fascia cosiddetta di sicurezza attestandosi su quantità che vanno dai 3 ai 6 mg al giorno, quindi molto lontani dal limite stabilito dei 60 mg.

alluminio

Tuttavia bisogna fare attenzione a come viene utilizzato l’ alluminio specialmente se parliamo di conservazione dei cibi, infatti è stato rilevato che questo materiale non è indicato per gli alimenti molto acidi o molto salati come ad esempio i pomodori, i limoni, le arance, i capperi, le acciughe ecc. poiché la forte acidità o salinità favoriscono il trasferimento di particelle di alluminio nelle pietanze.

La conservazione degli alimenti è una cosa seria, per togliervi tutti, ma proprio tutti, i dubbi, vi consigliamo leggere anche il parere di Gianluigi Storto, esperto in materia. 

Se avete altre domande non esitate a lasciarci un commento!

Elisabetta Pacifici

Elisabetta è nata a Roma, dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo si occupa di cultura, cibo, cinema e curiosità. Il suo piatto preferito è il risotto, perché si può fare in moltissimi modi e non annoia mai. In cucina non posso mancare le erbe e le spezie, perché sono il tocco in più che rende unica qualsiasi preparazione.

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