Sfincione palermitano
Pane, pizze e focacce

Sfincione modicano

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  • Difficoltà: 2
  • Costo: 1
  • Preparazione: 2
  • Dosi: 4

Lo sfincione è tipicamente palermitano e la sua origine si perde nel tempo. È sicuramente un piatto povero. La madre di mia nonna che era originaria di Ganci (un paesino in provincia di Palermo) lo preparava ed ha tramandato la tradizione a figli e nipoti i quali hanno apportato varianti secondo il gusto personale e dei familiari.Io la riporto per come la ricordo e preparo.

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Ingredienti

Istruzioni

Per la pasta
  1. Sciogliete il lievito di birra in poca acqua tiepida e mescolate sino a quando non si sia formata la schiuma.
  2. Sulla spianatoia fate la classica fontana di farina al cui centro verserete la soluzione di acqua e lievito.
  3. Incorporate il liquido alla farina, aggiungete poco alla volta la restante acqua, sempre continuando ad impastare, aggiustate di sale e continuate ad impastare a lungo.
  4. Quando avrete ottenuto una pasta compatta ed elastica, lasciatela lievitare coperta con un canovaccio per circa tre ore.
  5. Quando la pasta si sarà raddoppiata di volume, prendetela ed adagiatela in una teglia unta con 3 cucchiai di olio di oliva e con i bordi alti.
  6. Spianate la pasta all’interno della teglia in maniera che lo abbia almeno un’altezza di 3 cm. Questo è il motivo per cui la teglia deve essere alta: permetterà all’impasto di raddoppiare la sua lievitazione durante la cottura e la pasta risulterà così morbida e soffice.
Per il condimento
  1. Nel mortaio pestate il prezzemolo, l’aglio, un po’ dell’origano ed i pomodori secchi versando a filo l’olio d’oliva.
  2. Quando avrete ottenuto un composto omogeneo e cremoso (potete comunque usare sempre il mixer), incorporatelo nella pasta a piccole prese avendo cura che entri proprio dentro la pasta quasi a toccare il fondo della teglia.
  3. In corrispondenza di ogni foro in cui è stato inserito il condimento infilate nella pasta un tocchetto di caciocavallo.
  4. Compiuta questa operazione infornate la teglia in forno preriscaldato a 180-200° per 20 minuti.
  5. A questo punto della cottura tirate fuori la teglia per pochi secondi, giusto il tempo di praticare dei fori sulla pasta con la forchetta, spolverarci sopra il restante origano e versare sull’impasto un filo d’olio.
  6. Rimettete in forno ed ultimate la cottura per altri 20 minuti sempre a 200°.
  7. A casa mia si pestavano nel mortaio anche 3 o quattro filetti d’acciuga, ma poiché io detesto le acciughe, le ho eliminate dalle mie preparazioni o – quanto meno – le utilizzo con infinita moderazione.
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