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Valori nutrizionali e benefici del cavolfiore: alleato di salute

Federica Portuese
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    Non ci sono dubbi: il cavolfiore è il protagonista indiscusso dell’inverno. Tra i cavoli, è anche quello di cui esistono più varietà, che si distinguono per il colore dell’infiorescenza. Il nome, infatti, deriva dal latino caulis (cavolo) e flos (fiore), perché la parte commestibile è costituita proprio dal fiore. Come tutti i suoi “cugini”, questo ortaggio è un vero e proprio alleato della salute grazie ai suoi elementi nutrizionali, che lo rendono un alimento prezioso soprattutto nella stagione fredda. In questo articolo vogliamo farvi conoscere tutte le proprietà del cavolfiore e darvi anche qualche consiglio su come gustarlo al meglio.

    Cavolfiore: un fiore invernale ricco di benefici

    cavolfiore

    shutterstock – Nick with his Pic

    Il cavolfiore non è altro che una varietà di Brassica oleracea, una pianta della stessa famiglia a cui appartengono tutti i cavoli, quella delle Crucifere, di cui fanno parte anche broccoli, verza, cavolo cappuccio e cavoletti di Bruxelles. Si tratta di un vegetale tipico dell’autunno – inverno, che cresce bene e matura quando le temperature sono inferiori ai 20°C. Il periodo di raccolta, infatti, inizia a ottobre e termina a maggio per le colture più tardive. 

    Il cavolfiore, come il broccolo, si riconosce per la sua particolare infiorescenza, detta corimbo, che corrisponde alla parte commestibile della pianta. Questa caratteristica lo differenzia da altri tipi di cavolo, come il cavolo verza, il cavolo cappuccio, la rucola o il cavolo nero, di cui invece si consumano solo le foglie. Esistono diverse varietà di cavolfiore che si distinguono non solo per le dimensioni, ma soprattutto per il colore dell’infiorescenza, che può essere:

    • bianca, come quella del cavolfiore noto anche con il nome di “palla di neve”;
    • verde, del romanesco;
    • viola, tipica del cavolfiore violetto catanese;
    • arancione, più rara rispetto alle altre varietà;

    Il cavolfiore deve essere raccolto quando raggiunge il giusto grado di maturazione, quando il bocciolo è sodo e compatto e non presenta crepe, ossia piccole aperture tra una cima e l’altra, che invece si formano quando il cavolo è troppo maturo. Va poi tagliato dallo stelo, o torsolo, e privato delle foglie più esterne: in questo modo si conserva più a lungo. In realtà, anche le foglie più piccole e tenere sono commestibili, per cui non andrebbero eliminate. 

    Per valutare la freschezza del cavolfiore occorre guardare le foglie, che devono essere verdi e non ingiallite, e l’infiorescenza, che deve essere turgida e priva di macchie nerastre, segno della presenza di funghi e muffe. 

    Un alto profilo nutrizionale 

     

    Il cavolfiore è composto principalmente da acqua che costituisce il 90-92% del suo peso. È praticamente privo di grassi e il suo contenuto di zuccheri e di fibre è molto basso, ma può diventare rilevante nelle raccolte più tardive. Rispetto ad altri cavoli, questo ortaggio contiene una notevole percentuale di tiamina (vitamina B1) e acido pantotenico (vitamina B5) e, come i broccoli e i cavoletti di Bruxelles, anche un alto contenuto di vitamina C. In generale, è una fonte preziosa di altre vitamine e sali minerali, tra cui:

    • sodio
    • potassio
    • rame
    • calcio
    • fosforo
    • ferro
    • acido folico
    • vitamina A.

    Significativa anche la presenza di amminoacidi essenziali, come la valina, la metionina, la treonina e il triptofano, ovvero sostanze che il nostro corpo non è in grado di sintetizzare e che quindi deve assumere attraverso gli alimenti. 

    Proprietà del cavolfiore: un prezioso antiossidante naturale

    mangiare cavolfiore

    shutterstock – NADKI

    Ma vediamo adesso in dettaglio quali sono le proprietà del cavolfiore e perché andrebbe inserito all’interno di una dieta variegata e sana nei mesi più freddi dell’anno. 

    Alleato contro raffreddore e influenza

    Grazie al suo contenuto di sali minerali e vitamine, soprattutto vitamina C, il cavolfiore ha effetti benefici in caso di sindromi influenzali ed è un vero e proprio toccasana in caso di raffreddore.

    Proprietà diuretiche e drenanti

    Soprattutto se consumato crudo o bollito, il cavolfiore ha un effetto diuretico e drenante che lo rende adatto in caso di ritenzione idrica. Inoltre, essendo ricco di fibre e povero di grassi, contribuisce a mantenere stabile la glicemia, a ridurre il colesterolo e ad aumentare il senso di sazietà.

    Antinfiammatorio e antiossidante naturale

    Come tutti i cavoli, anche i cavolfiori sono una fonte preziosa di sostanze antiossidanti, come polifenoli, vitamine e sali minerali, in grado di contrastare lo stress ossidativo cellulare. Inoltre, come dimostrato da diversi studi, sembrano avere un effetto antitumorale, come tutte le verdure appartenenti a questa famiglia.

    Amico del sonno

    Il cavolfiore è ricco di bromuro, una sostanza con effetto sedativo, che rilassa e migliora la qualità del sonno, perciò è ideale consumato durante il pasto serale. Inoltre, sembra avere anche proprietà analgesiche in grado di alleviare la cefalea.

    Controindicazioni ed effetti collaterali

    Alcune persone manifestano una vera e propria intolleranza al cavolfiore, lamentando una scarsa digeribilità, che si manifesta principalmente con gonfiore addominale e meteorismo. Questo effetto collaterale è causato non soltanto dal notevole contenuto di fibre e cellulosa, che per alcuni soggetti sono difficili da digerire, ma anche dalla presenza dei tiocianati, sostanze che però hanno anche un importante effetto antiossidante e antitumorale. In questi casi, si è visto che il cavolfiore crudo o ripassato in padella con olio risulta essere molto più digeribile del cavolfiore lesso. Inoltre, poiché il cavolfiore è tra gli alimenti che hanno un elevato contenuto di purine, se ne raccomanda un consumo moderato a chi soffre di gotta e iperuricemia.

    Cavolfiori: come si cucinano?

    riso cavolfiore

    shutterstock – AS Food studio

    È un ortaggio molto versatile in quanto si presta bene a essere cucinato in vari modi, ma che spesso risulta poco “appetitoso” o non apprezzato per via del forte odore. Innanzitutto, per ridurre l’odore sgradevole causato dai composti solforati di cui è ricco, è sufficiente posizionare sul coperchio della pentola, in cui viene lessato, un pezzetto di pane imbevuto d’aceto per tutto il tempo della cottura.

    Il cavolfiore si può consumare anche crudo, tagliato a fettine sottili e condito, ed è molto apprezzato anche nelle preparazioni più semplici, come ad esempio bollito oppure cotto a vapore e condito con olio, sale e limone. Come abbiamo detto, conserva però al meglio le sue proprietà nutrizionali e risulta più digeribile quando è ripassato in padella. Ottimo come contorno, abbinato alla carne, al pesce o alle uova, ma è meglio evitare l’associazione con i legumi per evitare fastidiosi effetti collaterali, come meteorismo e gonfiore addominale. Perfetto con la pasta o come base per minestre e vellutate.

    In generale, è un vegetale difficile da fare amare ai bambini che spesso lo rifiutano. Tuttavia esistono diverse ricette gustose per portarlo in tavola in maniera appetitosa e originale: ad esempio, fritto in una pastella semplice con acqua e farina, diventa una vera delizia anche per i più piccoli. In Sicilia il cavolfiore affogato è una ricetta tipica della stagione invernale, soprattutto durante le feste: si prepara in un tegame con cipolla, acciughe, olive nere, pepato fresco e si “affoga” nel vino rosso. 

    E voi come lo cucinate? Conoscevate tutte le proprietà del cavolfiore?

    È nata e vive a Catania ed è una biologa nutrizionista. Il suo piatto preferito è la pasta con le vongole: semplice e buonissima, fa sorridere tutti quelli che la trovano nella dieta; in cucina, per lei, non possono mancare: l'olio di Agira, perché è unico e speciale, in quanto è frutto della raccolta che ogni anno fa con amici e parenti, e un cucchiaio di legno che, come una bacchetta magica, trasforma e unisce i sapori.

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