Panzanella

Perché la “Panzanella” si chiama così?

Deborah Ascolese

Semplice e fresca, la Panzanella è un tipico piatto dell’Italia Centrale amato e consumato da molti secoli. Addirittura una versione simile alla classica Panzanella, il così detto “pan lavato”, sembra essere già presente nelle citazioni del Boccaccio nel XIV secolo. Si tratta di un piatto umile, nato dal recupero del pane raffermo, ma che delizia ancora oggi i nostri palati, soprattutto durante il periodo estivo.

 

Come è nata la Panzanella?

 

Storia della Panzanella
Esistono varie versione sull’origine di questo piatto: alcuni ritengono che l’origine della Panzanella vada rintracciata nell’abitudine dei contadini a bagnare il pane secco, per poi condirlo con le verdure disponibili nell’orto. Altri, invece, pensano che la Panzanella sia nata a bordo delle barche da pesca. Pare, infatti, che i marinai utilizzassero l’acqua di mare per bagnare il pane raffermo e che poi lo consumassero inseme a verdure e ortaggi.

 

L’origine del nome

Anche sull’origine del nome di questo piatto non si hanno fonti certe e, se da un lato pare che il nome derivi dai termini pane e zanella, ovvero zuppiera, dall’altro lato è forse il termine “panzana” (che originariamente significava “pappa”), ad aver dato vita al nome del piatto.

 

Le versioni del piatto

 

Panzanella la ricetta
Le ricette della Panzanella sono moltissime e variano a seconda della regione d’origine e, in alcuni casi, anche da città a città.

La base classica della ricetta prevedere l’uso di: pane raffermo, cipolla, basilico, cetriolo, pomodoro, olio d’oliva, aceto e sale e, in certi casi, anche tonno e uovo. Tuttavia, ciò che cambia più spesso in base alla regione di provenienza e il modo in cui viene utilizzato il pane raffermo.

Infatti, se in Toscana e nel Lazio il pane viene prima lasciato in ammollo e poi strizzato e spezzettato, in Umbria e nelle Marche si preferisce unire le fette di pane intere ai restanti ingredienti, senza sbriciolarle.

Insomma, resta il fatto che, comunque vogliate prepararla, la Panzanella resta un piatto unico davvero squisito e semplice da realizzare. E non è un caso che, nonostante le sue umili origini, nel corso dei secoli abbia incantato poeti, pittori e personaggi di spicco della società. Un esempio di ciò è dato da una poesia del Bronzino, pittore del manierismo fiorentino alla corte de’ Medici nel XVI secolo, il quale esprime il suo amore per la Panzanella in questo modo:

 

“Ma chi vuol trapassar sopra le stelle,

Di melodia, v’aggiunga olio e aceto

E’ntinga il pane e mangi a tira pelle.” …

…  “Un insalata di cipolla trita

Colla porcellanetta e citriuoli

Vince ogni altro piacer di questa vita.

Questo trapassa l’amor de’ fagiuoli,

E d’amici, e di donne, che con essi

T’ammazzeresti per due boccon soli.

Considerate un po’ s’aggiungessi

Basilico e ruchetta, oh per averne

Non è contratto che non si facessi”…

[“In lode delle cipolle: capitolo di Agnolo Allori, Detto il Bronzino” ]

 

E voi, conoscete la Panzanella? Come amate prepararla? Raccontatecelo in un commento!

Deborah Ascolese

Nata a Napoli vive e lavora a Bologna. Per "Il Giornale del Cibo" segue le rubriche Cibo & Cultura e Curiosità. Il suo piatto preferito sono gli spaghetti al pomodoro fresco perché le cose semplici sono spesso le migliori. A domanda cosa non può mancare in cucina, risponde "qualcuno che cucini per me".

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