Liguria: martino turista per cibo a levanto (sp)

Redazione

di Martino Ragusa. Levanto, in provincia di La Spezia, è una cittadina che ha deciso di puntare non solo sul mare ma anche, e in modo speciale, sulla gastronomia. Il piatto locale sono i Gattafin, dei ravioloni ripieni di erbette selvatiche (bietoline, borragine, tarassaco, ecc.). Pare che siano nati dall’abitudine degli scalpellini (i “picchettini”) di una vicina cava di pietra serena di raccogliere le erbe selvatiche nei pressi del luogo di lavoro. Una volta fra le mani delle mogli degli scalpellini, le erbe erano usate per farcire grandi ravioloni che poi venivano fritti in abbondante olio di oliva. Versioni sulle origini del loro strano nome ne ho sentite più d’una.   La più ufficiale lo traduce come “la delizia della Gatta” facendolo risalire alla “Cava della Gatta”, dove i picchettini raccoglievano le erbe, un’altra ipotesi prende in causa l’animale, la gatta, e la faina abituali ladri di leccornie domestiche. Quella che più mi convince è la derivazione da “gattafura”, un termine trecentesco che indica proprio una torta di erbe. Tornado alla gola, i gattafin di oggi sono fatti ancora come quelli delle mogli dei picchettini. La dritta buona è il negozio di Annamaria, titolare del negozio “La Pastaia”. Oltre ai gattafin, potete trovare le trofie, o “troffiette”, una pasta fresca di frumento addizionato a farina di castagne. Sono antichissime e forse le vere antenate del maccherone, il primo formato di pasta modernamente intesa. A questo proposito una delle più probabili origini del termine “maccherone” sia “maccus”, parola con quale si indicava una purea di legumi simile a una polenta. Da un maccus fatto con farina si cominciarono a ricavare dei piccoli gnocchi antenati della pasta attuale. Allungando con il palmo della mano questi gnocchetti si ottengono le trofie, o “troffiette”, che quindi sono un punto di passaggio dalla forma dello gnocco a quella allungata dei maccheroni e quindi degli spaghetti. Le trofie, o “troffiette”, non sono gli unici formati sullo spartiacque tra gnocco e pasta, lo sono anche i maccheroni al ferro diffusi nell’Italia meridionale. Ma proprio per il fatto di essere confezionate con le sole mani, senza alcuno strumento, verosimilmente sono le prime. Si condiscono con il pesto. Avevate dubbi? L’entroterra di Levanto è costellato da 18 antichi borghi medioevali rimasti intatti nell’architettura originale e soprattutto di grande atmosfera. Sono molto piccoli e con pochissimi abitanti, spesso non più di una dozzina, che vivono in case disposte a formare un paese in miniatura, con la piazza, la chiesa, spesso un mulino o un frantoio. I borghi sono disposti a ventaglio sul golfo di Levanto, godono tutti di una vista strepitosa e sono collegati fra loro da una strada percorribile in auto. Chi ama camminare può divertirsi con i settanta chilometri della fitta rete di sentieri tracciati tra un borgo e l’altro. In uno di questi, a Dosso, sono stato ospite del Bed & Breakfast di Cecilia Pilotti, appassionata del suo mestiere come spesso solo i giovani sanno essere e bravissima a creare un’atmosfera familiare, amichevole e rilassata. Deliziosa al pari della padroncina è l’antica casa restaurata con grande gusto e con una splendida terrazza affacciata sul golfo. Non posso che consigliarvi una sosta e suggerirvi di chiedere a Cecilia dritte su tutto, è una vera esperta del territorio. L’indirizzo del B&B di Cecilia è: L’Antico Borgo Bed and Breakfast Loc. Dosso – 19015 Levanto (SP) Tel/Fax: 0187/ 80 26 81 – Cell. 349 75 76 085 antico_borgo@hotmail.com http://www.anticoborgo.net   Il negozio “La Pastaia” è in via del Mercato a Levanto. Per cenare a Lavaggiorosso, uno dei 18 borghi, vi consiglio l’“Antica Ustaia Zita” che offre la cucina casalinga preparata da Nadia. L’indirizzo è: Antica Ustaia Zita 19015 Lavaggiorosso Levanto (Sp) Tel. 0187/ 80 01 58   Per ogni informazione attinente il turismo enogastronomico rivolgetevi all’“Associazione Sapori di Levanto” che riunisce istituzioni e operatori turistici impegnati nell’ospitalità. Il recapito è Sapori di Levanto P.zza Cavour 10 19015 Levanto (SP) Tel. 0187/ 80 221 http://www.saporidilevanto.it E-mail Presidente: presidente@saporidilevanto.it E-mail Segretario: segretario@saporidilevanto.it   Per assaggiare i famosi canestrelli, vi consiglio la Pasticceria Bianchi. L'indirizzo è: Bianchi Pasticceria Drogheria Via Vinzoni 19015 Levanto (SP)   Se farete una gita nel golfo del Tigullio, a Santa Margherita Ligure troverete pesce freschissimo, piatti tradizionali e una piacevole atmosfera familiare in un piccolo ristorante piacevolmente pop nell’ambiente snob del promontorio di Portofino. Ecco l’indirizzo: “La Lampara”, Via Maragliano, 33 16038 Santa Margherita Ligure (Ge) Tel. 0185/ 28 89 26 Due volte all’anno, in Maggio e Ottobre, a Levanto si svolge “A Mangialunga” una passeggiata enogastronomica attraverso i sentieri della vallata con sosta nei borghi dove si degustano i prodotti del territorio. Per informazioni rivolgetevi al consorzio “Occhio blu” Tel. 0187/ 80 25 62 E-mail ospitalia@libero.it

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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