Leone d’Oro a Pietà del regista sud-coreano Kim Ki-Duc

Redazione

scena del film Pietà

di Giuliano Gallini.

Domenica 9 settembre

I premi delle giurie della Mostra dell’arte cinematografica di Venezia sono spesso contestati e di difficile comprensione.
Quest’anno il Leone d’Oro e’ andato al film Pietà del regista sud-coreano Kim Ki-Duc (di cui in Italia abbiamo visto Primavera, estate, autunno nel 2000 e Ferro3 nel 2004).
Non l’ho recensito nei giorni passati non perché non sia andato a vederlo ma perché l’ho visto solo per metà data la violenza insopportabile di molte scene. E’  un film di critica al capitalismo, se non siete sensibili come me alle scene di sangue non perdetelo.
Molto premiato (giustamente) l’americano The Master, molto deluso il cinema italiano che ha avuto solo premi di “consolazione”.
E stata una bella edizione della mostra. Forse poco spettacolare: ma non bisogna mai dimenticare che è  la “mostra dell’ARTE cinematografica” e non del cinema che fa botteghino.
P.S.
Tra le delusioni il mancato premio al film di Marco Bellocchio, Bella Addormentata. Non so se il maestro Bellocchio potrà trarre consolazione dall’aver ricevuto il premio collaterale “Brian” dalla giuria di cui quest’anno ho fatto parte.
Ecco la motivazione:
“il film affronta il tema del fine-vita con spirito laico, sottolineando l’importanza del rispetto delle scelte individuali…la rappresentazione rende conto della complessità del problema del termine della vita in maniera non riduttiva ne ideologica.”

 

 

Giovedi 6 settembre

– Ma tu hai fatto la terza media?
– Come no! 2 volte.
Lo scambio di battute tra i due adolescenti prosegue: lei gli chiede cosa vuole fare da grande e lui risponde il cuoco. Ma per ora ha un carretto ambulante di granite, “La Vera Limonata”.
Non va piu a scuola, Salvatore, e vive in un quartiere di Napoli dominato dalla malavita. Il bel film L’intervallo di Leonardo Di Costanzo racconta l’incontro di due adolescenti il cui futuro è gia deciso da chi comanda nel loro quartiere.
Dopo un regista giovane, merita la citazione il decano del cinema: il portoghese Manuel de Oliveira. Anche quest’ anno è alla mostra del cinema portando benissimo i suoi 104 anni. Davvero di buon auspicio per tutti!
Ha presentato Gebo e la sua ombra, un “teatro al cinema” che ci parla della povertà e della verità.

Mercoledì 5 settembre

Capita, alla Mostra del Cinema, di vedere con piacere film di 60 anni fa. Restaurato dalla cineteca spagnola ieri il pubblico della mostra ha potuto ammirare Campanadas a medianoche di Orson Welles con Orson Welles nella parte di Falstaff.

La storia unisce due opere di Shakespeare – Enrico V e le Allegre Comari di Windsor – in un unico capolavoro del cinema che se vedete passare in qualche cinema d’essai non potete perdere. Un gigantesco (sotto ogni punto di vista) Orson Welles se la spassa nelle taverne con il suo pupillo il principe di Galles figlio dell’austero re Enrico lV. Quando verrà chiamato a succedere al padre, il giovane erede però abbandonerà l’amicizia con il crapulone Falstaff, non piu adeguata agli obblighi morali del potere. Falstaff ne morirà di dolore e delusione.

Scene di guerra, di burle, drammi con grande ritmo e sapiente regia. Quanto al cine-cibo qui la taverna e il vino sono grandi protagonisti.

 

Martedì 4 settembre

Oggi non parlo di cinema ma di cibo vero. Ho letto le preziose indicazioni di Martino sui bacari veneziani. Ve ne propongo due al lido. Si tratta di bacari autentici (cioè frequentati da veneziani, lidensi in questo caso) che durante la mostra del cinema vengono presi d’assalto dai cinefili.

Il primo, Tiziano, in via Sandro Gallo e anche una buona pizzeria. Gradevole la terrazza davanti alla chiesa di Sant’Antonio, ottimi i soutè di pevarasse e peoci; sempre all’altezza spaghetti alle vongole e i baccalà.

Piu avanti, ma poco, sulla sinistra guardando Malamocco, troverete Cri-Cri e Tendina che merita una visita anche solo per il nome dell’insegna. La vulgata dice che deriva dai soprannomi dei due titolari: Cri-Cri perche non tase mai, Tendina perche prima di buttarsi nella ristorazione vendeva tende. Qui mangiate sicuri gli spuncioni e i risotti.
Ambienti tradizionali, no design. Prezzi per tutti.

Domenica 2 e lunedi 3 settembre

Anche quest’anno il cinema americano è  piu avvincente, professionale ed emozionante di tanto cinema europeo. Fino a ora abbiamo visto tre film.

Iceman di Ariel Vromen è la storia di un killer dalla doppia personalità: tanto cinico e spietato nel “lavoro” quanto affettuoso e devoto a moglie e figlie. Tanta suspense e azione: un film notevole ispirato alla vera vita di Richard Kuklinsky che tra il 1954 e il 1985 uccise 250 persone!

The Master di Paul Thomas Anderson (Magnolia, Il petroliere) è un film perfetto nel rappresentare il rapporto tra un reduce segnato nell’anima dalla seconda guerra mondiale e il capo di una setta filosofica e mistica che allude a Ron Hubbard di Scientology. Interpretazioni splendide sia di Joaquin Phoenix che di Philip Seymour Hoffmann.

L’attesissimo To the wonder di Terrence Malick (ricordate Tree of life?) ha invece deluso per la completa mancanza di trama e di ritmo.

Cosa hanno in comune questi tre film americani? Parlano di sentimenti. Non ci sono guerre, crisi economiche, ma l’individuo e le sue relazioni affettive.

Sabato 1 settembre

Ore 15.30. Palabiennale. Sezione orizzonti.
Film: Wadjda di Haifaa al Mansour

Uno dei piu bei film visti fino a ora, opera di una regista saudita. Già questa è una notizia, data l’oppressione che subiscono le donne in quel paese. Ma per il cinema la notizia è anche che il film è appassionante, divertente, commovente. E’ la storia di una ragazzina che vorrebbe una bicicletta, ma in Arabia Saudita una donna che va in bicicletta è  cosiderata immorale. Non perdete questo film che dovrebbe senz’altro arrivare nelle nostre sale.

Citazione cine-cibo: un gigantesco cous cous che le donne preparano per una cena famigliare. Ma dopo averlo preparato mettono il gran piatto davanti a una porta chiusa, gli uomini lo ritireranno. Solo quando se ne saranno andati le donne potranno mangiare gli avanzi. Ma alla fine del film…

Venerdi 31 agosto

Ore 16. Sala perla 2. Evento collaterale.
Film: Mare Chiuso di Andrea Segre.

Andrea Segre è un giovane regista autore di ducumentari – il suo unico lungometraggio e il bel film “Io sono lì'” uscito l’anno scorso – e ha ricevuto un riconoscimento dal Consiglio d’Europa per aver messo in luce con il documentario “Mare chiuso” la barbarie dei respingimenti dei migranti nel Canale di Sicilia e della loro consegna al regime di Gheddafi.La mostra del cinema di Venezia ha voluto rendergli omaggio ripresentando il documentario alla presenza di numerose autorita e giornalisti tra cui Gianantonio Stella. Vi consiglio di seguire la carriera di Andrea Segre, non sarete delusi dai suoi film.

La mostra parte piano. I primi due film in concorso (Izmena del russo Serebrennikov e Superstar del francese Giannolli) non convincono. Meglio finora i film visti alla settimana della critica. Water, di cui ho detto ieri, e oggi il primo film come regista di Luigi Lo Cascio.

 

Ore: 14,00. Luogo: Sala Darsena.
Luigi lo Cascio

Film: La citta ideale. Regista e attore protagonista: Luigi Lo Cascio. Il regista e gli altri attori erano presenti in sala e sono stati a lungo applauditi.

Un personaggio che pensa di vivere in modo ideale entra in un incubo dove la legge interiore (e un po autistica) si scontra con la giustizia della societa. In equilibrio tra dramma e commedia, ha momenti molto forti. Qualche incertezza da opera prima. Attori siciliani bravissimi, piacerà senz’altro a Martino.

Citazioni cine-cibo: purtroppo poche. Ma bella la scena in cui un grande avvocato lava i piatti alla fine di una cena da amici perché “lavare i piatti aiuta a chiarirsi le idee.”

Giovedi 30 agosto

Luogo: Sala Darsena. Rassegna: la settimana della critica (film selezionati dai critici cinematografici)

Film: Water. Nazionalità: israele-palestina. Registi e attori israeliani e palestinesi.

Sette cortometraggi dove l’acqua è uno spunto per parlare dei rapporti difficili tra due popoli che devono convivere nello stesso territorio. Mi è piaciuto in particolare l’episodio “il venditore d’acqua” che racconta della mancanza d’acqua a Betlemme. Dice il venditore: “la colpa della scarsità d’acqua è dell’occupazione israeliana e della corruzione dei palestinesi”. Il film è molto piaciuto al pubblico presente e se arriverà nelle nostre sale non mancatelo: aiuta a capire attraverso una rappresentazione non ideologica il conflitto tra israeliani e palestinesi.

Citazione cibo-cinema: una bottiglia d’acqua minerale passa di mano in mano tra giovani israeliani e palestinesi che non possono bere da una fonte naturale perchè inquinata.

Cronache dal Lido

Una storia italiana (è una storia vera e ancora non è diventata un film)

Tre anni fa viene presa la decisione di costruire un nuovo palazzo del cinema al lido di Venezia tra quello vecchio e il Casino. Viene abbattuta una bellissima pineta e scavato un enorme buco di migliaia di mq per fare le fondamenta. I finanziamenti sono reperiti con le risorse dei 150 anni dell’unità di Italia e gestiti con procedure speciali per “far prima”. Fatto il buco, però, poi per due anni più niente. Venivo al lido e si vedevano solo alte transenne attorno alla voragine e nessun operaio al lavoro. Problemi di amianto? Soldi improvvisamente finiti? Corruzione?

Quest’anno il buco non c’è più: hanno parzialmente rinunciato al progetto e quindi lo hanno ricoperto.

Risultato: soldi sprecati e dove c’era una pineta in riva al mare ora c’è una lastra di cemento. E il nuovo palazzo del cinema?

Invito ai lettori

Se qualcuno di voi si trova al Festival del Cinema di Venezia e vuole inviarci le sue recensioni, saremo ben lieti di pubblicarle.
 

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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