Leone d’Oro a Sacro Gra di Gianfranco Rosi

Giuliano Gallini

il sacri gra di gianfranco rosi

di Giuliano Gallini

La giuria della 70. Mostra d’Arte Cinematografica presieduta da Bernardo Bertolucci ha premiato con il Leone d’Oro il film di Gianfranco Rosi “Il Sacro Gra” dove Gra sta per il grande raccordo anulare di Roma.
Era da quindici anni che un regista italiano non riceveva il maggiore dei premi. Ma questa non è l’unica eccezionalità della pellicola: il film è infatti un documentario che ruota attorno a personaggi reali che vivono o lavorano ai bordi del Gra.
Alla mostra si sono visti anche tanti altri documentari o “docufilm” evidenziando un interesse a raccontare il reale anzichè la finzione. Da “Unknown known” di Errol Morris, lunga intervista al “mago della guerra” Donald Rumsfeld a “At Berkeley” di Wiseman dedicato all’ ultima prestigiosa università pubblica degli States. Ma anche molti film di fiction precisano, come ad esempio “Philomena“, il mio personale Leone d’Oro, che il film è “basato su una storia vera”.

la prima nevePerchè questa rivincita della realtà sulla fiction? Forse perchè viviamo cosi immersi nella “realtà virtuale” da provare ormai nostalgia per la realtà vera che non riusciamo più a riconoscere?

Sono stati premiati anche altri film che però non raccomanerei a un non cinefilo. Miss violence, la moglie del poliziotto, Stry dogs sono film duri e un po’ noiosi. Qualcuno li ha definiti film da museo. Vorrei invece raccomandare la visione del vincitore della sezione orizzonti: “Still life” dell’italiano Uberto Pasolini, un film profondo e insolito sulla solitudine.
Infine non mancate il film di Andrea Segre ” La prima neve”. Andrea Segre e’ un documentarista che due anni fa ha presentato il suo primo lungometraggio “Io sono lì” che è stato molto amato da un folto pubblico. Anche “La prima neve” sarà, ne sono certo, altrettanto amato per le emozioni che sa suscitare.

Un caro saluto a tutti,
Giuliano Gallini
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Giuliano Gallini

Direttore marketing strategico di CIRFOOD, vive a Padova e lavora tra Reggio Emilia e molte altre città italiane dove CIR ha le sue cucine. Ama leggere e crede profondamente nel valore della cultura. In cucina non può mancare un buon bicchiere di vino per tirarsi su quando sì sbaglia (cosa che, afferma, a lui succede spesso).

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