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Il Cha A Palermo, Piccolo Santuario Del The

Redazione

di Martino Ragusa. All’avanguardia come sa spesso essere, Palermo ora ci regala un locale che si propone come un piccolo santuario del the. E’ il Cha, dove si può scegliere tra un centinaio di pregiatissime miscele in un ambiente pensato nei minimi particolari alla valorizzazione di questa bevanda. Una chicca da non perdere per gli estimatori, per i quali, siamo sicuri, non vale solo una sosta, ma anche il viaggio.Abbiamo incontrato il patron del Cha Franco Savoca, ed ecco il resoconto della visita guidata.Mario: Com’è nata l’idea di questo locale?Franco: Tutto è nato dalla mia passione, anche se amatoriale, per questo prodotto con cui ho una certa dimestichezza. Quindi ho cercato di puntare su qualcosa di diverso. Inoltre in Italia, a livello di consumo, il the è in forte crescita. Le sale da the iniziano a spuntare in giro per le città, ma a Palermo erano una realtà ancora sconosciuta. Qui esiste un bagno turco nel quale vengono proposti anche dei the, circa venti o trenta tipi, ma non viene offerto un servizio particolarmente specifico. C’è anche un altro locale che propone diversi tipi di the, ma anche questo non offre un servizio particolare. Perciò ho cercato di proporre qualcosa di differente e di originale. Comunque, il mio è un locale poliedrico. Oltre a essere sala da the, infatti, è anche wine bar e caffetteria..M: Tornando al the, quali sono i tipi che offri nel tuo locale, e quali quelli maggiormente richiesti?F: Nel mio locale sono presenti più di cento tipi di prodotti tra the, infusi e tisane, provenienti da tutto il mondo. In più, oltre alla degustazione è possibile acquistare i vari tipi di prodotti, tutti a peso in quanto si tratta di prodotti sfusi. Inoltre vendiamo anche diversi accessori legati al the. La clientela del mio locale apprezza molto le miscele, sia con fiori che con aromi. Anche qualche tipo di thè verde è molto apprezzato, in particolare un tipo di thè verde giapponese aromatizzato al mandarino. Ma anche gli infusi attirano molto. In generale posso dire che rispetto al the classico, la maggior parte della clientela punta maggiormente su qualcosa di più estroso.M: Qual è il rapporto della tua clientela con la tradizione del the?F: La tradizione del the, come può essere quella inglese di prendere il the in un determinato orario, non esiste. Il pomeriggio, intorno alle 17 viene a bere il the solo qualche coppia. La mia clientela viene a gustare il the soprattutto in seconda serata, e anche in tarda nottata, visto che il fine settimana chiudiamo intorno alle due. Il the sembra piacere sempre di più e viene gustato anche negli orari più inconsueti. Inoltre, seguendo un po’ la moda milanese, ormai consuetudine in tutta Italia, noi proponiamo anche l’aperitivo con buffet dopo le 19:30, e ho notato che molta gente preferisce fare l’aperitivo con una buona tazza di the. Dopo essere usciti dall’ufficio molte persone preferiscono, rispetto a un calice di vino o un cocktail, una tazza di the con i nostri biscotti artigianali. Infatti sia i dolci che le torte sono di nostra produzione. Molte persone mi spiegano che preferiscono fare l’aperitivo con il the, per non appesantirsi, poi magari andare subito al cinema e cenare in seconda serata.M: Il tuo locale aderisce all’iniziativa ‘addiopizzo’ contro la mafia.F: Io ho aderito subito all’iniziativa ‘addiopizzo’, da quando ho aperto il mio locale. Si tratta di un’iniziativa molto importante che ha come scopo la lotta alla mafia, e in particolare al racket delle estorsioni. Prima di aprire il mio locale ero capo barman in un locale che aderiva all’iniziativa, quindi già la conoscevo e, naturalmente la approvavo. Penso che gli ideali alla base di ‘addiopizzo’ siano quelli giusti, quindi credo e spero che anche la strada per far uscire questa città dal vortice malavitoso sia quella corretta. L’indirizzo è:Chavia Velasquez, 28PalermoTel. 091-58 01 27Ha collaborato Mario Palma

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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