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Nestlé, McDonald’s e Unilever: il food delivery conquista le multinazionali del cibo

Erica Di Cillo
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Indice

     

    Non si mangia e non si compra più come una volta. Il ritmo frenetico della vita, soprattutto in città, spinge un numero sempre crescente di persone a comprare cibo online e ordinare pasti da asporto, consegnati a domicilio. Dopo il boom di varie piattaforme e app, come Just Eat, Deliveroo e più recentemente Uber Eats, presente in Italia soltanto a Milano, i colossi del food si mostrano sempre più interessati al business del food delivery, che cresce anche in Italia. Da McDonald’s a Unilever, sono diverse le multinazionali che investono su startup e implementano la possibilità di ordinare e ricevere pasti comodamente da casa, attraverso uno smartphone.

    Cibo a domicilio: cresce l’attenzione per qualità e ingredienti

    cibo a domicilio

    Secondo l’ultima rilevazione condotta da Focus/Mgmt, il food delivery soltanto in Italia ha un mercato potenziale di 7 milioni di persone, per un valore di 2,4 miliardi di euro, e registra una crescita annua dell’11%. Come vedremo analizzando più avanti le statistiche di Just Eat sul cibo a domicilio, sono gli individui tra i 18 e 35 anni (Millennials) a consumare una gran quantità di piatti da asporto. Le abitudini alimentari, però, stanno cambiando: come fanno la spesa i millennials? Semplice, con molta più attenzione per la provenienza degli ingredienti e per la freschezza e genuinità del cibo, scelta che si riflette anche nelle ordinazioni a domicilio. Non soltanto pizze e prodotti di fast food, quindi, poiché oggi chi ordina un piatto chiede la stessa qualità che si aspetta da un ristorante o dalla cucina di casa.  Il mercato in crescita e l’alto potenziale di sviluppo del food delivery spingono le multinazionali del cibo a tuffarsi in questo settore, come vedremo nelle esperienze di alcuni grandi marchi.

    Nestlé e il food delivery buono e sano

    Nestlé, la più grande azienda al mondo in ambito food, ha comprato una quota di minoranza di Freshly, società di food delivery e piatti salutari. Fondata nel 2015, la startup vende prodotti online cambiando il menù ogni settimana e propone cibo senza glutine, 100% naturale, senza coloranti né zuccheri raffinati. Inoltre, Freshly è attenta all’impatto ambientale e utilizza packaging completamente riciclabile.

    McDonald’s e il servizio di consegna a domicilio

    Negli ultimi 6 anni, McDonald’s ha perso circa 500 milioni di clienti e ha deciso di aprire il suo giro d’affari alle consegne a domicilio, per invertire il trend negativo. A occuparsi delle consegne è la ditta partner Glovo e il servizio, che si chiama McDelivery, è attivo in Italia a Milano, Roma, Catania, Palermo e Bologna.

    Unilever investe sui “meal kit”

    ingredienti biologici

    Nel 2017 il colosso anglo-olandese Unilever ha investito 9 milioni di dollari su Sun Basket, startup americana che consegna a domicilio dei kit per preparare un pasto in 30 minuti. Tutti gli ingredienti sono biologici, la carne proviene da allevamenti selezionati che non fanno uso di antibiotici e il pesce è pescato in mare nel rispetto dei cicli riproduttivi. Ci sono ricette per tutti i gusti e per tutte le esigenze alimentari: menù vegetariano, pescetariano, senza glutine.

    Nel nostro Paese, invece, l’Unilever Italia lean startup program ha visto al primo posto CozEat, servizio di delivery che permette agli ospiti di case vacanze di ordinare la colazione presso la struttura nella quale alloggiano.

    I “meal kit”

    Un trend in crescita, destinato a rivoluzionare le nostre abitudini alimentari: i meal kit sono l’ultima frontiera per quanto riguarda il food delivery in Italia, ma soprattutto negli Stati Uniti e in Nord Europa. Di cosa si tratta? Kit contenenti ricette e ingredienti predosati, freschi, per cucinare passo dopo passo piatti tradizionali, etnici o di grandi chef. C’è anche la possibilità di ordinare pasti per chi segue delle diete particolari, per esempio senza glutine. Negli USA le aziende al primo posto nell’offrire questo servizio sono Blue Apron, Plated e la tedesca Hello Fresh; in Italia è la startup piemontese Fanceat a dominare questo settore, con prodotti di qualità superiore per realizzare ricette della nostra cucina tipica.

    Food delivery in Italia: la mappa di Just Eat

    Anche nel nostro Paese sono sempre di più le persone che ordinano cibo tramite le piattaforme di food delivery. Just Eat ha analizzato i dati di 18 città italiane realizzando una mappa del cibo a domicilio, che contiene informazioni sia sui cibi più consumati per ogni luogo geografico, sia sulla tipologia di clientela che utilizza questo servizio. Cosa ordinano gli italiani? La pizza è al primo posto, ma anche hamburger e cucina tradizionale sono molto gettonati. Anche in questo caso, l’identikit di chi usa questa piattaforma corrisponde a giovani(18-36 anni), con una leggera prevalenza delle donne rispetto agli uomini e una spesa media di 700 euro all’anno.

    Chi mangia cosa

    Tra le preferenze dei milanesi al primo posto c’è il cibo giapponese; il sushi se la gioca però con gli hamburger, e anche il cibo indiano registra un alto indice di gradimento. A Roma, invece, è il cinese a guadagnarsi il primo posto, con una crescita costante per i piatti della cucina italiana. A Palermo i cibi più ordinati tramite Just Eat sono pollo e gelato, mentre a Bari vince il cibo greco. La città di Bologna resta affezionata alla cucina tradizionale, mentre i napoletani scelgono panini, dolci e giapponese.

    cibo giapponese

    Impiegati e studenti ordinano più cibo a domicilio

    Sono i Millennials (18-36 anni con il 70%) a guidare le classifiche del food delivery in Italia, seguiti dalla Generazione X (36-45, 22%) e dagli over 45 (8%). Nella fascia che va dai 18 ai 25 anni le preferenze ricadono sulla pizza, mentre i più adulti preferiscono sperimentare la cucina giapponese (14%) e il cibo asiatico (10%). L’amante del cibo da asporto è in prevalenza un impiegato (40%) o uno studente (34%), mentre la percentuale di liberi professionisti è stabile sul 14%: questi ultimi, però, variano di frequente le scelte e sperimentano cucine diverse, spendendo molto spesso cifre maggiori. Per quanto riguarda i dati di genere, le Millennials sono più propense a ordinare online rispetto agli uomini della stessa età, mentre il dato si capovolge analizzando la Generazione X, che vede gli uomini fruire più spesso del servizio (23%) rispetto al gentil sesso (17%). Nel complesso, anche in Italia i dati del food delivery raccontano un mercato in crescita e in grande fermento, che vedrà aumentare il giro di affari nel corso dei prossimi anni.

    E voi utilizzate i servizi di consegna a domicilio o preferite fare la spesa e cucinare? Quale cibo ordinate più spesso? Raccontatecelo nei commenti.

     

    Erica è nata in Molise ma da undici anni vive a Bologna, dove lavora come web writer, social media e content manager freelance. Il suo piatto preferito sono le polpette, perché prepararle la mette di buonumore. Nella sua cucina non devono mancare la salsa di soia e un wok per saltare le verdure e organizzare al volo una cena.

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