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Dove mangiare in centro a Torino: i nostri locali preferiti

Giovanni Angelucci
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    La bella e sontuosa Torino, la città sabauda con i lunghi portici costruiti per il passeggio del re durante le giornate di pioggia. L’antica capitale fatta di magia ed esoteria di certo non è per tutti, ma sicuramente la sua offerta enogastronomica continua a richiamare tanti appassionati che la scelgono per visitare i luoghi del buono, tra osterie vecchio stampo, insegne stellate, locali fusion. Ecco allora quali sono alcuni ristoranti dove mangiare a Torino in centro: tutti assolutamente da provare.

    Dove mangiare a Torino in centro, tra nuove aperture e storici nomi

    L’ho detto e lo ripeto, questa città è sorprendente, in pieno fermento e offre una gran scelta per tutti i gusti. Se poi si considera tutto ciò che di goloso ha a corredo, dal cioccolato ai caffè storici, fino al cuore vinicolo mondiale nelle vicine Langhe, allora non c’è altra città in cui andare per un tour enogastronomico tra le migliori tavole.

    Del Cambio

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    Facebook.com/DelCambioTorino

    Volete cenare in uno dei luoghi incantevoli della più affascinante città italiana? Prenotate un tavolo al ristorante Del Cambio in Piazza Carignano, luogo dal passato leggendario che oggi si propone con un’anima contemporanea e poliedrica nella mani del talentuoso Matteo Baronetto.

    Tutto è ripartito nel 2014 ed oggi è un luogo che non solo offre la possibilità di mangiare nel famoso ristorante, ma si compone anche della Farmacia Reale riconvertita in bistrot-pasticceria, del Bar Cavour per un buon drink e della cantina storica con tavolo privato tra corridoi seicenteschi e pareti a botte di mattoni rossi. Insomma, un’esperienza da fare provando le versioni tradizionali dei grandi classici reinterpretate da Baronetto, dal vitello tonnato agli agnolotti 2.0, fino alle acciughe al verde.

    La Madia

    A due passi dal Po (Corso Quintino Sella 85/A) Ded Gaci è chef e patron de La Madia, dove propone la sua cucina il più possibile territoriale e sempre di grande personalità. Usa la materia prima di assoluta qualità e gli piace spaziare proponendo piatti innovativi fatti di sperimentazione e tecnica. Se tarte tatin di cipolla, baccalà mantecato e ortica o il polpo arrosto, crema di peperone bruciato e burrata (una volta lo provai con nocciole e crema di castagne) fanno impazzire, con il petto d’anatra e mirtilli non c’è scampo.

    Casa del Barolo

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    Facebook.com/enotavolacasadelbarolo

    Un’eno-tavola degna di nota nel centro cittadino (via dei Mille 10), dove andare anche ogni giorno. Informale, ma con tutte le attenzioni verso il cliente, e una proposta particolarmente variegata che spazia oltre la cucina piemontese. Il brasato al Barolo o i ravioli del plin ovviamente non mancano mai, così come gli abbinamenti con i migliori vini della regione, e non solo. Durante la bella stagione prenotate un tavolo nel cortile adibito a dehors, si sta benissimo.

    La Grande Muraglia

    Chiunque sia un minimo appassionato di cucina cinese (ma anche orientale in generale) conosce la Grande Muraglia, fuori dal centro di Torino. Stufi dei soliti involtini primavera? Un cinese con la “C” maiuscola dove ordinare quasi cento piatti diversi. Il locale lascia il tempo che trova, ma i tavoli tondi e roteanti vi permetteranno di cenare e condividere meduse, zampe di gallina, testa d’anatra arrosto, ravioli brasati, spaghetti saltati, verdure cinesi, bambù, carni alla piastra. Se vi piace il genere, apprezzerete (Corso Emilia, 2)

    Cot’ Cos

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    Facebook.com/pg/cotcosgriglieria

    C’entra forse poco con i ristoranti finora citati, ma non possiamo non inserirlo per tutti gli amanti, come me, della carne. Cot’Cos è un ristorante specializzato in carni esotiche, il menù recita infatti: “specialità: canguro, cammello, zebra, bisonte, black angus, picanha, vicciola…”. che goduria eh? E dunque ravioli ripieni di angus, rane fritte, filetto di renna e struzzo, bistecca di bisonte, oltre alle altre succulente bestiole già annunciate. Per quanto possa contare, c’è anche un menù vegano. In via Nizza, 129/B

    Unforgettable

    È la nuova apertura per cui c’è trepidante attesa. La giovane promessa della cucina italiana, Christian Mandura, sarà operativa da aprile. Dopo aver riscosso parecchio successo con il suo Geranio a Chieri, stavolta dedicherà anima e corpo ad Unforgettable: dieci posti in un palazzo del Quattrocento e una sola esperienza che prevede un menù degustazione della durata di un’ora e mezza. Il percorso verrà servito su un bancone, niente tavoli. Curiosi, nhé? Andate in via Lorenzo Valerio al civico 5/B.

    Cos’altro aggiungereste a questi consigli sui ristoranti di Torino?

    Giovanni Angelucci

    Giornalista e gastronomo, collabora con numerose riviste e quotidiani che si occupano di cibo e viaggi tra le quali spiccano La Stampa, Dove e la Gazzetta dello Sport. I suoi piatti preferiti sono gli arrosticini (ma che siano di vera pecora abruzzese) e gli agnolotti del plin con sugo di carne arrosto. Dice che in tavola non può mai mancare il vino (preferibilmente Trebbiano Valentini o Barbaresco Sottimano).

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