dove mangiare a malaga

Dove mangiare a Malaga: i migliori locali (secondo noi)

Roberto Caravaggi
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    Prendiamo oggi il volo verso una terra baciata da un sole generoso, tanto da valerle l’appellativo di Costa del Sol, e della sua città di riferimento: Malaga. Ambita meta turistica, soprattutto per le sue spiagge e per la movida notturna, è anche ricca di locali e di ristoranti dove assaporare sia le specialità della tradizione andalusa, sia quelle di una cucina influenzata dall’essere una città portuale. Andiamo, dunque, a scoprire quelli che sono, a nostro modesto parere, i migliori posti dove mangiare a Malaga.

    Dove mangiare a Malaga, la città dai due volti

    plaza de la merced

    Frank Fell Media/shutterstock.com

    Poco più di 500mila abitanti per una città dominata dalla collina di Gibralfaro, in cima al quale sorge l’omonimo castello. Da qui, si può avere una splendida vista su questo lembo di mar Mediterraneo prossimo a sfociare nell’Oceano Atlantico (lo stretto di Gibilterra dista, infatti, 135 km) e sulla città, a partire dall’Alcazaba, la fortezza araba che s’incontra scendendo la collina, e dall’antico teatro romano. 

    Malaga è una città dai due volti. Da un lato, c’è il porto e la lunga passeggiata che lo costeggia e che conduce sino alla spiaggia di Malagueta: qui, è tutto un susseguirsi di ristoranti e locali da serata, all’ombra degli imponenti palazzi di uffici e alberghi. Dall’altro, invece, abbiamo il grazioso centro storico, sviluppato intorno alla cattedrale e all’ariosa Plaza de la Merced (dove si trova la casa natale di Pablo Picasso), e da cui si dipanano vicoli e piazzette, che aprono scorci inattesi e regalano sorprese. È qui che si concentra la maggior parte di negozi, bar e locali buoni per qualsiasi momento della giornata: dalla colazione al pranzo, dallo sfizio goloso all’aperitivo, e ancora dalla cena alla bevuta serale. Mangiare a Malaga offre tante opportunità di vario genere. Ecco, di seguito, qualche suggerimento…

    Granier, colazioni da campioni

    granier malaga

    facebook.com/pg/pansgranier/photos

    Per iniziare la giornata al meglio, bisogna partire da una buona colazione. E il consiglio, in questo senso, è cercare l’insegna di Granier, presente in città con ben sei punti vendita. Granier sa attrarre e conquistare già dalla vetrina, dove sono esposti croissant, pain chocolat, torte e paste, sia dolci che salate. Dentro, poi, si viene accolti dal profumo delizioso del forno caldo, sempre in funzione, da cui prende forma ogni genere di pane, dalle versioni classiche a quelle con farine speciali e arricchite con cereali e semi. Restando però alla colazione, se siete da dolce, non perdetevi i croissant, dorati e sfogliati a puntino, fragranti e dal buon sentore di burro, oppure date un’occhiata alle golose torte del giorno. Se, invece, preferite il salato, sbizzarritevi con le mini quiche o con una delle sfoglie salate, dove croccanti strati di pasta si aprono su saporite farciture a base di spinaci e feta o cipolla e salsiccia, giusto per fare due esempi. Anche i cappuccini sono fatti ad arte, dalla schiuma morbida e compatta e con un buon equilibrio tra latte e caffè.

    Il pesce alla brace sulla spiaggia di Malagueta

    pesce alla brace

    JAVIER LARRAONDO/shutterstock.com

    Malaga è, come abbiamo detto, una città dai due volti, cosa che si ritrova anche nella sua proposta gastronomica. Se da un lato è logico aspettarsi che in una città portuale il pesce non manchi, dall’altra c’è il legame con la tradizione andalusa, di stampo soprattutto contadino, e qualche spinta all’innovazione. Un’ottima idea per l’ora di pranzo è incamminarsi verso Malagueta, la spiaggia cittadina. Qui, c’è spazio a sufficienza per godersi il generoso sole della Costa del Sol o per un po’ di relax all’ombra delle palme. E se il mare non è granché, si trova invece facile consolazione guardando nella direzione opposta. 

    Lungo la passeggiata di Malagueta, infatti, si susseguono bar/ristoranti dotati di bracieri, dove, da una certa ora in poi, iniziano a sfrigolare calamari, gamberi, polpi, spiedi di sarde e altre varietà di pesce fresco. E se il profumo della brace apre facilmente breccia negli stomaci affamati, si può assecondare l’istinto senza temere esperienze deludenti. In fatto di cotture e di marinature di pesce ci sanno davvero fare, dal La Malagueta Beach Bar al Chiringuito Chacalote. L’unico consiglio è, quindi, di lasciarvi guidare dal vostro fiuto, magari osservando i fuochisti all’opera: nella maggior parte dei casi, infatti, i bracieri sono esterni alla struttura e il pesce viene dunque cotto alla luce del sole. 

    Le tapas creative della Taberna Monroy (Calle Moreno Monroy, 6)

    Se non siete amanti del pesce e volete puntare su altri sapori, i vicoli che si snodano all’interno del centro città offrono una proposta talmente vasta da creare l’imbarazzo della scelta, col rischio d’imbattersi anche in qualche trappola per turisti. Tra i tanti locali, mi sento di suggerire Taberna Monroy, gestito da una giovane coppia, che propone soprattutto tapas creative. Tra queste, i cannelloni di salmone affumicato ripieni di crema di formaggio e pesto, con l’insolita copertura a base di miele e scaglie di cioccolato fondente. O ancora, gli originalissimi tacos di rabo de toro: uno spezzatino di carne di toro e verdure, su cui spicca la cipolla caramellata, servito su piccoli tacos a cerchio e coperto da una sottile fetta di ravanello crudo, che regala un riuscito contrasto di consistenze e sapori. Chi preferisce un pranzo leggero ma gustoso potrà optare per una delle insalate della casa, come quella con queso de cabra, dove il formaggio di capra (solitamente il classico rulo, di pasta semimolle, crosta fiorita e forma cilindrica) scottato e glassato con aceto balsamico dà una spinta di gusto, che va a completarsi con la freschezza delle verdure e il tocco zuccherino della mela. Ottime alternative sono, inoltre, il tagliere misto di affettati e formaggi iberici, la braciola d’agnello e il classico gazpacho andaluso

    Dove la paella è di casa: El Patio Bodega (Calle Granada, 39)

    paella malaga

    facebook.com/pg/BodegaElPatioMalaga/photos

    Tra le tentacolari vie che portano verso il centro città, troviamo questo locale, indicato soprattutto se volete togliervi la voglia di una buona paella. Nonostante non sia una specialità andalusa, quella de El Patio è una versione di tutto rispetto. Anche se sarebbe meglio parlare al plurale: oltre alla classica paella valenciana, con pomodori, taccole, bocconcini di pollo e di coniglio e lumache, il menù prevede anche la paella de mariscos (con calamari, gamberi, vongole e scampi), la mista (dove carne e pesce si mischiano in un riuscitissimo connubio a tutto gusto) e numerose altre varianti, come ad esempio la paella con baccalà, cavolfiori e peperoni. Altre specialità della casa sono l’arroz negro una sorta di paella a base di riso bianco, ma dal caratteristico colore rilasciato dal nero di seppia e la fideuà, altra specialità valenciana del tutto simile alla paella, ma che prevede l’uso di una pasta corta e sottile al posto del riso.

    Qualità dei piatti e menù flessibile: El Mesòn de Cervantes (Calle Álamos, 11)

    meson de cervantes

    Spostandoci in Calle Alamos, appena fuori dal centro cittadino, ecco la nostra proposta per concludere la giornata con una buona cena. Fondato nel 2008 dal ristoratore argentino Gabriel Spatz, El Meson de Cervantes ha saputo conquistare una crescente clientela grazie alle sue specialità, che spaziano dalla carne al pesce alle preparazioni a base di verdure. Uno dei punti forti di questo locale è poter scegliere, per ogni portata, la razione intera, la mezza razione o la versione tapa. Una formula flessibile che viene incontro sia a chi ama il tapear tipico spagnolo, con tanti assaggi di varie specialità, sia chi preferisce puntare su una o due portate. 

    La qualità dei piatti è davvero elevata, difficile individuare una specialità della casa. Tra quelli provati personalmente, mi sento tuttavia di consigliare il misto grigliato carciofi, asparagi e porcini, i tenerissimi calamari saltati in padella con gli spinaci e i pimientos del piquillo, peperoni con ripieno di baccalà e salsa di pomodori. Tra i grandi classici della cucina spagnola, non mancano le patatas bravas, ossia le tipiche patate tagliate a cubetti o a tronchetti larghi, fritte in olio e servite con salsa piccante, e i pimientos del Padròn, varietà di peperone verde dalle piccole dimensioni tipico dell’omonima cittadina galiziana. Valida anche la scelta di vini e apprezzabile la disponibilità alla spina della birra Alhambra, marchio autoctono con sede a Granada. Pur essendo sempre piuttosto affollato, motivo per cui è consigliabile la prenotazione, è un locale che garantisce una discreta intimità, coi tavoli sufficientemente distanziati e una saletta laterale più appartata.

    Malaga, nel nome del gelato

    Non possiamo concludere il nostro viaggio su dove mangiare a Malaga, senza citare il suo particolare legame con una specialità di casa nostra, ovvero il gelato. Se il buon gelato artigianale è un vanto della tradizione italiana, non è raro trovare qualche fortunata eccezione all’estero, persino dall’altra parte del mondo, come abbiamo visto nell’articolo sulle specialità della Nuova Zelanda. E anche Malaga offre, da questo punto di vista, ottimi spunti. Tra l’altro, è proprio questa città a dare il nome all’omonimo gusto gelato, tanto in voga soprattutto negli anni ‘80: una crema a base di latte, panna, zucchero e uova, con l’aggiunta di una sultanina e imbevuta di vino Malaga, appunto, da cui il nome. Con un presupposto del genere, non sorprende che per le vie cittadine s’incontrino diverse gelaterie artigianali. Tra le tante, ve ne segnaliamo due.

    La gelateria storica della città: Casa Mira (Calle Lirios, 5)

    casa mira

    Roberto Sorin/shutterstock.com

    Lungo la principale via dello shopping s’incontra la gelateria storica della città, fondata nel 1890. Si chiama Casa Mira ed è spesso affollata soprattutto di turisti, oltre che di clienti abituali, curiosi di provare il gelato più famoso di Malaga. Nelle ore di punta occorre addirittura prendere il bigliettino col numero e aspettare il proprio turno per essere serviti. La pecca è che i gusti non sono visibili perché conservati nei pozzetti, anziché nelle classiche vaschette da esposizione. Tra quelli che si possono considerare grandi classici della casa: torrone, mantecado (un’avvolgente crema a base di vaniglia e panna), tarta de la abuela (torta della nonna, che in Spagna è a strati alternati di biscotti e crema con copertura al cioccolato) e, naturalmente, Malaga.

    Gli specialisti delle creme: Gioelia Cremeria (Calle Strachan, 14)

    Gioelia Cremeria, che ha di recente cambiato il suo nome originale Giolatto, vanta l’utilizzo di ingredienti di prima scelta: latte di alta qualità, zucchero di canna, materie prime locali e soprattutto niente coloranti, conservanti e grassi idrogenati. Le creme sono il punto forte di questa gelateria, che propone sempre gusti diversi. Tra questi, sono rimasto favorevolmente impressionato dal cremino al pistacchio: una base di cioccolato bianco ricoperta da glassa e granella di pistacchio, per un connubio di consistenze e gusto che sa conquistare il palato. Niente male anche il dark chocolate, il grancrù café con chocolate (una base al caffé con copertura di fondente) e la classica nocciola (con nocciole intere all’interno). Ottime anche le cialde, con una consistenza croccante che si conserva piacevolmente fino alla fine.

     

    E col gusto dolce del gelato ancora in bocca, possiamo degnamente concludere questo ideale viaggio su dove mangiare a Malaga. Siamo riusciti a farvi venire almeno un po’ d’acquolina?

     

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    Nato a Milano, vive da sempre a Locate di Triulzi, nella provincia sud del capoluogo lombardo. Oltre a collaborare con alcune testate giornalistiche locali è food blogger per storiedifood.com, dove racconta soprattutto di specialità e piccole realtà artigianali. Il suo piatto preferito è la piadina romagnola perché, nella sua semplicità, sa appagare come poche altre cose.

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