documentari sul cibo

Il cibo nei documentari e nelle serie tv

Erica Di Cillo
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Indice

     

    Il cibo è protagonista di tanta letteratura e di tanto cinema, e in entrambi il suo ruolo è vario, proprio come lo è nelle nostre giornate. Non solo nutrimento, ma anche cultura, tradizione, convivialità: l’alimentazione è un aspetto talmente importante della nostra vita da influenzare (ed essere contemporaneamente influenzato da) tutto il resto. Anche il cinema del reale ha approfondito molte questioni legate alla nutrizione, spesso parlando di sicurezza e salute, ma anche raccontando il lavoro dei grandi chef, delle cucine di vari angoli del mondo. Ecco allora una selezione (non certo esaustiva) di alcuni documentari sul cibo che meritano la visione.

    Documentari sul cibo: quando la cucina incontra la cinepresa

    Moltissimi registi si sono occupati del legame tra cibo e cucina: alcuni hanno preferito approfondirne l’aspetto sociologico, altri hanno evidenziato la perfezione dei gesti di preparazioni impegnative e tradizionali. Ci sono poi le inchieste di taglio giornalistico, che portano allo scoperto come vengono lavorati i cibi e quanto (o quanto poco) fanno bene alla nostra salute. Spesso, poi, il filone viene approfondito attraverso una serie: ecco i nostri consigli su alcuni titoli da non perdere.

    I Villani di Daniele De Michele

    Daniele De Michele, conosciuto con lo pseudonimo di Don Pasta, propone uno spaccato della cucina popolare e della tradizione agricola italiana attraverso le giornate lavorative di quattro personaggi e delle loro famiglie, tra pesca, allevamento e produzione casearia, tutto secondo ritmi lenti, rispettosi della terra e a essa legati. I Villani ha riscosso un grande successo di pubblico, grazie a un racconto semplice ma coinvolgente, che dà voce a uomini e donne che agiscono fuori dagli schemi e dalle convenzioni.

    “Questa gente mi raccontava il suo stare al mondo, il suo rapportarsi alla terra e alla storia del luogo che le aveva dato nascita. Era in questo intessersi delicato, talvolta ironico, talvolta doloroso tra i racconti intimi del loro vissuto e il loro cucinare con perizia, intelligenza, senso dell’osservazione che veniva fuori il senso più profondo della cucina italiana: il suo essere saggia, gustosa, parsimoniosa, rispettosa dei prodotti della terra e del mare”, afferma il regista, interessato alla cucina italiana come patrimonio di riti e tradizioni, alla sua conservazione e alla sua valorizzazione. 

    Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2018 nella Settimana Internazionale della Critica, il documentario ha vinto la menzione speciale Fedic – Il Giornale del Cibo

    Jiro e l’arte del sushi

    Appassionati di sushi, ecco per voi un documentario imperdibile. David Gelb racconta la vita e la carriera di Jiro Ono, proprietario del Sukiyabashi Jiro di Ginza, a Tokyo, un locale che vanta bene 3 stelle Michelin e soltanto 10 coperti. 

    City of Gold

    In tanti sono convinti di fare “il lavoro più bello del mondo”, e forse non avrebbe senso stilare un elenco delle professioni più belle e appaganti, perché una parte di queste opinioni è decisamente soggettiva. Quel che è certo, però, è che il protagonista di questo documentario (regia di Laura Gabbert), Jonathan Gold, finirebbe nella lista piuttosto in fretta. Quest’uomo, infatti, è il critico gastronomico al Los Angeles Times.

    Cuban food stories

    Cibo, cultura e società cubana raccontati da Asori Soto, filmaker cubano che decide di tornare sull’isola dopo dieci anni negli Stati Uniti. Nasce così un viaggio unico, ricco di colori e incontri, per portare sullo schermo l’anima più autentica della cucina cubana e le storie che porta con sé, dalle strade della capitale ai luoghi sperduti.

     

    Sale, acidi, grassi, calore

    Samin Nosrat, chef e scrittrice gastronomica, conduce questa miniserie documentaria in 4 parti adattata dal suo omonimo libro. Un viaggio in giro per il mondo, un’esplorazione dei principi della cucina, dei quattro elementi alla base di ogni preparazione, che tira in ballo termini scientifici ma solo quando strettamente necessario: l’intento (non sempre riuscito, purtroppo) è una sorta di ritorno alle origini, in cui l’elemento personale prende spesso il sopravvento.

    Tutto sull’asado

    L’asado argentino è una vera e propria istituzione. Questo documentario (di Gastón Duprat, Mariano Cohn, disponibile su Netflix), che comincia con un invito a casa per una grigliata formato “wide screen”, racconta con uno stile familiare e leggermente irriverente la nascita di questa tradizione in Argentina.

    Caffè sospeso

    La tradizione napoletana del caffè sospeso dà il titolo al documentario dei registi Fulvio Iannucci e Roly Santos. Il racconto si sviluppa sulle storie di vita dei tre personaggi: Elisabeth, un’imprenditrice di New York che vuole trasformare il fallimenti in successo; Giancarlo, un rumeno che vive a Napoli in libertà condizionale; Glodier, un barista di Buenos Aires. A fare da collante e da pretesto narrativo c’è il caffè, elemento comune che gioca un ruolo fondamentale nelle esistenze di tutti e tre.

    Wa-Shoku: beyond sushi

    Chiamata a raccolta per tutti quelli che amano il cibo giapponese, vogliono saperne qualcosa in più o si limitano a consumarlo di tanto in tanto: in questo documentario (che trovate su Amazon Prime Video) partirete alla scoperta di un mondo scandito da gesti che affondano le radici in un passato remoto. Perché la cucina giapponese non è soltanto sushi, ma è un universo ricco, elegante e affascinante.

    Old but gold: alcuni documentari sul cibo da recuperare

    Food INC.

    Premiato agli Oscar del 2010 come Miglior documentario, Food Inc. (di Robert Kenner, 2008) analizza alcune delle produzioni più consolidate negli Stati Uniti: l’allevamento bovino e la coltivazione di mais e soia. Muovendosi tra tavole calde, supermercati e supportato da filmati di archivio, Kenner intraprende un viaggio nell’industria alimentare di massa per mostrarne i retroscena e spiegarne i meccanismi.

    Supersize me

    Con un budget molto basso e un impegno fisico non indifferente, Morgan Spurlock affronta il problema del sovrappeso e dell’obesità negli Stati Uniti con un approccio piuttosto particolare. Mentre gira il paese per intervistare 20 diversi esperti, il regista decide infatti di consumare per un mese intero tutti i pasti in una nota catena di fast food, monitorando i cambiamenti che questo tipo di alimentazione induce nel suo organismo.

    Theater of life 

    Diretto da Peter Svatek, Theater of life racconta l’esperienza del Refettorio Ambrosiano, nato dall’idea e dalla collaborazione tra Massimo Bottura e altri colleghi internazionali, per riutilizzare il cibo avanzato e destinato a essere gettato via in occasione dell’Expo 2015. Il Refettorio, situato all’interno di un teatro abbandonato, ha offerto riparo e cibo ai senzatetto di Milano durante la manifestazione e il documentario che lo racconta ha voluto mettere un forte accento sul problema dello spreco e degli scarti alimentari, con cui, secondo lo chef italiano, si potrebbero nutrire molte altre persone affamate nel mondo.  

    Docuserie sul cibo

    Negli ultimi tempi, con la complicità delle piattaforme di streaming come Netflix e Amazon Prime Video, le docuserie sono diventate un prodotto piuttosto comune e in voga. Eccone alcune in cui il cibo è la cucina sono grandi protagonisti. 

    El Bulli – Storia di un sogno (2011 – 1 stagione)

    La storia di un’esperienza di vita e della ricerca, personale e creativa, condotta da Ferran Adrià, lo chef catalano del ristorante El Bulli, vera e propria leggenda della gastronomia mondiale. Dalle origini al successo, avvenuto proprio grazie ad Adrià, fino alla chiusura nel 2011, il documentario segue puntualmente le tappe di El Bulli, anche prima dell’arrivo di Ferran, un semplice aiuto cuoco che da grande voleva fare il calciatore. 

    Street Food (2019)

    A Bangkok, Jay Fay lavora da più di quarant’anni nello street food, e oggi ha un piccolo locale dove c’è sempre una lunga fila, perché tutti vogliono provare i piatti rivisitati dalla sua sapienza, come le famose omelette di granchio. Da Osaka, in Giappone, a Nuova Delhi, da Seul a Singapore, passando per la capitale del Vietnam, questa docuserie si immerge nell’anima delle città asiatiche attraverso una delle espressioni più forti e tipiche della loro cultura: lo street food. Raccontato in buona parte dalle voci dei protagonisti, i cuochi – alcuni famosi ben oltre i confini dei rispettivi Paesi – Street Food è un viaggio tra suggestioni, colori e sensazioni del “cibo di strada”, fino alla sua essenza più autentica. 

    Chef’s table

    Continua il successo della serie dedicata ai grandi chef di fama mondiale (la prima puntata parlava proprio di un italiano, Massimo Bottura): dopo quattro stagioni e un intermezzo dedicato alla pasticceria, nel 2019 Chef’s table propone le storie di Mashama Bailey, che a Savannah, in Georgia, rivisita e omaggia i piatti della tradizione; del macellaio italiano Dario Cecchini, della chef londinese Asma Khan, nata a Calcutta e da sempre impegnata al fianco delle donne per i loro diritti, di Sean Brock e della sua esperienza nel Southern food, la cucina del Sud degli Stati Uniti.

    Rotten

    Che i consumatori siano più attenti alla provenienza del cibo, negli ultimi anni, è un dato di fatto, supportato dai risultati di sondaggi e ricerche. Ma è altrettanto vero che tra gli scaffali dei supermercati abbondano prodotti lavorati industrialmente di cui è difficile, a una prima occhiata, dire con precisione se è quanto possano essere dannosi per la nostra salute. Tra nuove allergie e frodi alimentari, la docuserie Rotten mette sotto i riflettori alcuni prodotti presenti sulle tavole, come il miele, le arachidi, l’aglio, ma anche la carne di pollo, i latticini e il pesce, attraverso opinioni e testimonianze di esperti. Il risultato è un quadro inquietante, nel quale contadini, allevatori e pescatori ricevono cifre irrisorie, mentre i guadagni delle grandi industrie aumentano sempre più, così come la distanza tra il cibo vero e ciò che finisce nel piatto quotidianamente.

    Date da mangiare a Phil (2018 – 12 episodi)

    Da Città del Capo a Venezia, da Dublino a New York, Lisbona, Tel Aviv: l’attore statunitense Phil Rosenthal, co-produttore della famosa serie televisiva Tutti amano Raymond, visita alcune grandi città per scoprirne la cucina e la cultura. Mentre procede nella sua ricerca delle origini di alcuni piatti, incontra ospiti come Massimo Bottura e altri grandi nomi dell’arte culinaria.

    Tutto sul taco (2019 – 6 episodi)

    6 episodi per raccontare altrettanti modi di preparare, farcire e servire il taco: da quelli a base di maiale, a quelli cotti in stile barbacoa, ovvero all’interno di un buco scavato nel terreno, è facile intuire come attraverso questa semplice tortilla sia passata la storia di un popolo.

     

    Avete visto già qualcuno di questi documentari sul cibo? Cosa ne pensate?

    Erica Di Cillo

    Erica è nata in Molise ma da undici anni vive a Bologna, dove lavora come web writer, social media e content manager freelance. Il suo piatto preferito sono le polpette, perché prepararle la mette di buonumore. Nella sua cucina non devono mancare la salsa di soia e un wok per saltare le verdure e organizzare al volo una cena.

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