Dieta del gelato

Come funziona la famosa dieta del gelato?

Matteo Garuti
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    Anche se potrebbe sembrare un ossimoro, la dieta del gelato esiste davvero, e promette il dimagrimento senza rinunciare al peccato di gola più amato dell’estate. Come abbiamo visto occupandoci della dieta Weight Watchers, le privazioni severe tipicamente associate ai regimi ipocalorici sono uno dei principali fattori che ne determinano l’abbandono. Ma cosa prevede la dieta del gelato? È davvero un piano credibile e salutare? Con questo approfondimento cercheremo di saperne di più.

    Dieta del gelato basi

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    Dieta del gelato: quali sono le basi?

    L’idea di perdere peso mangiando gelato, soprattutto in questa stagione, non può che essere allettante, anche se alla maggior parte dei lettori susciterà dubbi. A questo proposito, però, bisogna subito sciogliere l’equivoco che può nascere dall’interpretazione errata di un nome così invitante per i golosi. Infatti, si tratta di una dieta ipocalorica, che non supera le 1200 kcal al giorno, all’interno della quale sono concesse modeste – seppur frequenti – porzioni di gelato, aspetto che comunque non toglie interesse per la sua formulazione. La presenza di pasti a base di gelato, come vedremo, in parte la associa alle diete liquide, delle quali ci siamo occupati di recente, con la consulenza del professor Enzo Spisni.

    Concepito dal professor Pietro Migliaccio, presidente onorario della Società italiana di Alimentazione e sostenuto dalla figlia Silvia, anch’essa nutrizionista e segretaria della medesima associazione, questo piano alimentare si propone come un’opzione invitante per non rinunciare a un grande piacere per il palato. Secondo questa visione, infatti, il gelato sarebbe eccessivamente demonizzato nel contesto di un’alimentazione sana, perché, oltre a essere gratificante sul piano emotivo e psicologico, apporta nutrienti preziosi per l’organismo. Da sottolineare, inoltre, che le differenze tra le diverse preparazioni possono essere molto rilevanti, con i gusti a base di frutta e senza latte o uova, nettamente più poveri di grassi.

    Se le creme contengono maggiori quantità di proteine ad alto valore biologico, i preparati a base di frutta fresca apportano soprattutto vitamine e minerali, zuccheri a parte. Quando le materie prime sono di qualità e le ricette ben assemblate, comunque, tutti i gusti possono avere un discreto profilo nutrizionale, mentre le cialde contengono essenzialmente amidi. Nella dieta del gelato, ad ogni modo, questo alimento rappresenta un sostitutivo ai pasti tradizionali, e non un’aggiunta per concluderli in dolcezza.

    Il gelato nell’alimentazione quotidiana

    Nella dieta del gelato, l’amato cono sostituisce uno dei pasti principali – il più indicato è il pranzo – e uno spuntino nell’arco della giornata. Nel primo caso, sarà adatta una porzione da circa 200 grammi, anche a base di latte e uova, per un valore energetico di 350-400 calorie, mentre per merenda sarà sufficiente una dose più piccola, da 100-150 calorie. In generale, i gelati a base di frutta e i sorbetti, più leggeri e meno calorici, dovrebbero essere consumati più spesso rispetto a quelli con latte e uova. Avendo la possibilità, si potrà scegliere di preparare in casa il gelato, magari utilizzando ingredienti di stagione da selezionare con cura.

    Gusti gelato

    Oleksandra Naumenko/shutterstock.com

    Che gusto scegliere?

    Orientarsi fra i tanti gusti senza dimenticare le calorie può non essere immediato, e all’interno dei gusti di frutta o alla crema ci sono differenze. Ecco alcuni esempi di contenuto calorico indicativo per 100 grammi di prodotto.

    • Soia: 102 kcal.
    • Fragola: 120 kcal.
    • Limone: 130 kcal.
    • Pistacchio: 200 kcal.
    • Panna: 218 kcal.
    • Cocco: 240 kcal.
    • Cioccolato: 240 kcal.

    Nel programma sono indicate le porzioni e non le quantità precise di gelato, considerando che l’apporto calorico per 100 grammi può variare da 100 a 300 calorie, in base al gusto. Chiaramente, non bisogna eccedere né aggiungere altri dolci. Il gelato artigianale o autoprodotto è sempre da preferire rispetto a quelli industriali o confezionati, che in genere contengono grassi e aromi poco salutari. Per saperne di più sulle differenze tra le due tipologie di produzione, consigliamo il nostro recente approfondimento dedicato a questo tema.

    Gelato a parte, questa dieta prevede di mangiare leggero a colazione e a cena, scegliendo alimenti di stagione freschi, cereali integrali e la giusta quantità di proteine e grassi. Come vedremo, però, si potranno notare alcuni aspetti poco convincenti nella composizione complessiva.

    Un esempio di menù giornaliero

    Per comprendere meglio l’impostazione della dieta del gelato, come esempio, riportiamo la proposta per il menù del martedì:

    • Colazione: uno yogurt da 125 grammi, anche alla frutta da latte parzialmente scremato; 20 grammi di cereali.
    • Metà mattina: una banana o una pesca.
    • Pranzo: una coppa di macedonia con gelato alla crema e/o con panna; una, due cialde.
    • Pomeriggio: un frozen yogurt piccolo alla frutta.
    • Cena: pesce arrosto con patate, un’orata o una spigola o un rombo con 200 grammi di patate, con condimento e spezie secondo i propri gusti.

    Quanto si dimagrisce con la dieta del gelato?

    Rispettando le prescrizioni, questo regime alimentare porterebbe a perdere fino a tre chili in pochi giorni, promettendo anche di contribuire all’idratazione, grazie al contenuto di acqua dei preparati. Un aspetto molto importante, inoltre, è il limite temporale da non superare, in quanto la dieta del gelato non dovrebbe essere protratta per più di una settimana, anche se può essere poi ripetuta in seguito, sempre ciclicamente.

    Dieta del gelato limiti

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    Limiti e controindicazioni

    Come si può intuire, chi soffre di diabete o è in forte sovrappeso dovrebbe prudenzialmente astenersi dalla dieta del gelato, che risulta piuttosto sbilanciata su latticini e zuccheri, e carente di verdure. Al pari tutti i piani di breve durata, inoltre, non può essere considerata una soluzione stabile e rischia di avere risultati effimeri, con un calo concentrato più sulla massa magra che sull’adipe e un recupero rapido dei chili persi.

    In termini di educazione alimentare, tutti i regimi dimagranti drastici, momentanei o troppo diversi rispetto a un normale assetto nutrizionale difficilmente aiutano ad aumentare conoscenze e consapevolezza ai fine della salute. Per dimagrire in modo duraturo, senza commettere errori potenzialmente dannosi per l’organismo, è sempre preferibile seguire la vera dieta mediterranea e perdere chili progressivamente, facendo attività fisica ed evitando i grandi sbalzi di peso. Pensare alla linea solo in vista dell’estate e affidarsi a piani shock non è mai la scelta migliore, come abbiamo visto nei nostri approfondimenti insieme al professor Enzo Spisni.

    Prima di intraprendere piani dimagranti o alimentazioni particolari, come sempre, consigliamo di rivolgersi a un medico o a un nutrizionista, che potrà aiutare a orientarsi e a evitare le diete dannose, valutando i casi individuali.

    La della dieta del gelato vi attira? Ne avevate già sentito parlare?

    Matteo Garuti

    Matteo è nato a Bologna e vive a San Giorgio di Piano (Bo), è giornalista e sommelier e ha collaborato con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari dell'Università di Bologna. Per Il Giornale del Cibo si occupa di attualità, salute, cultura e politica alimentare. Il suo piatto preferito è il salmone, purché di qualità, "perché è un ingrediente nobile, versatile e dal gusto unico". Per lui in cucina non può mancare la creatività, "perché è impossibile farne a meno!"

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