cosa mangiare in barca a vela

I consigli per un pranzo o una cena a prova di… barca a vela

Angela Caporale
2

     

    Lasciarsi cullare dalle onde del mare, fare il bagno nell’acqua cristallina e condividere le vacanze con pochi amici, lontani dalla calca delle spiagge, è il sogno – non per forza proibito – degli italiani. Sempre di più optano per le vacanze in barca, o anche semplicemente per affittare un’imbarcazione per una giornata marittima diversa dal solito. Ma sia per chi trascorrerà diversi giorni in mare aperto sia per solo qualche ora si pone la stessa domanda: come organizzarsi per i pasti? Abbiamo raccolto alcuni consigli su cosa mangiare e cucinare in barca a vela!

    Cosa mangiare e cucinare in barca a vela

    Preparare da mangiare in barca è molto diverso che in casa. Innanzitutto, spazi e attrezzature non possono essere gli stessi, la dispensa non può contenere la stessa varietà di cibi a cui siamo abituati e quelli freschi deperiscono più facilmente. Inoltre, si trascorre molto tempo sotto il sole, per cui anche il tipo di alimenti può fare la differenza: c’è chi non rinuncerebbe mai a una braciola con un bicchiere di vino rosso, ma forse durante la navigazione potrebbe essere una cattiva idea…

    Prima di dedicarci ai consigli più prettamente culinari, è importante partire dalle basi: la spesa e l’organizzazione della cambusa, ovvero la parte dell’imbarcazione dove stoccare le scorte e gestire la dispensa.

    Come organizzare la cambusa?

    Per organizzare al meglio gli spazi e le scorte di cibo in barca dobbiamo considerare alcuni elementi: quanti giorni di viaggio sono previsti, quante e quali tappe, quante persone saranno a bordo, qual è l’attrezzatura e lo spazio a disposizione, e anche eventuali allergie o intolleranze della “ciurma”.

    cambusa barca

    Myphotojumble/shutterstock.com

    Dopo aver raccolto queste informazioni, possiamo occuparci della spesa. Gli spazi, naturalmente, sono molto limitati per cui il consiglio è di scegliere contenitori piccoli che non occupano molto spazio e, soprattutto, possono incastrarsi tra loro con facilità.

    Per quanto possibile, è preferibile evitare di abbondare con i cibi con confezioni di vetro e scegliere invece confezioni di alluminio, metallo, plastica o carta. Oltre al fatto che aumentano il peso delle scorte, un’onda particolarmente violenta o qualche ora di mare mosso potrebbero far cadere i barattoli, rompendoli e spargendo pericolosi frammenti di vetro per la cambusa.

    Ultimo consiglio per organizzare al meglio la dispensa riguarda le date di scadenza. In generale è importante evitare gli sprechi, in barca lo è ancor di più perché buttare il cibo rischia di lasciare qualcuno a bocca asciutta nonché di danneggiare l’ambiente. Prima di partire, dunque, vanno calcolati bene i tempi e i prodotti vanno posizionati nelle scansie con ordine, mettendo davanti quelli con la scadenza più ravvicinata e in fondo quelli da consumare a fine vacanza.

    Ingredienti e ricette a prova di barca

    Una volta organizzata al meglio la cambusa, è tempo di iniziare a pensare a cosa mangiare. Un’idea è quella di applicare alla vacanza in barca i principi della “batch cooking, la tecnica che consiste nella pianificazione in anticipo di quali saranno i pasti da consumare e per quante persone. Una volta definite queste informazioni, ci si può muovere per tempo preparando a casa alcune preparazioni e si può organizzare quindi la spesa di conseguenza.

    cibo barca a vela

    Somkiat.H/shutterstock.com

    La tentazione è di portare con sé moltissimi cibi freschi. Gli spuntini a base di frutta durante la navigazione sono un sogno, ma attenzione perché, come dicevamo, gli alimenti deperiscono più velocemente ed è bene non esagerare. Portiamo con noi in barca a vela frutta, verdura e altri cibi freschi per al massimo 2 o 3 giorni. Dopo ci fermeremo in qualche porticciolo per fare rifornimento. Da evitare anche prodotti che soffrono le alte temperature. Nonostante la brezza da navigazione mitighi la percezione del calore, in barca molto spesso fa molto caldo. Perciò cioccolato, formaggi e altri cibi che tendono a sciogliersi meglio lasciarli a casa!

    Possiamo portare con noi, invece, cibi secchi nella quantità di cui abbiamo bisogno. Cereali, pasta, riso e legumi si conservano facilmente e si possono abbinare tra loro e con altri cibi con molta facilità. Per di più, crackers e grissini sono anche un ottimo antidoto contro l’eventuale nausea da mal di mare!

    Altrettanto utili sono tutti i prodotti confezionati. Da non dimenticare, dunque, l’olio (meglio in lattina), sale, zucchero, pelati e sughi pronti, biscotti, tonno in scatola oppure carne in scatola, sott’olio o condiriso. Saranno la base per la preparazione di tutte le ricette della vacanza!

    Piatti freddi, senza mettersi ai fornelli

    Cosa cucinare, però, con questi ingredienti? Mettersi ai fornelli durante la navigazione o prendersi l’impegno di preparazioni lunghe è fortemente consigliato. Il mare è pur sempre imprevedibile e la cucina può essere pericolosa. Meglio aspettare di fermarsi in una zona tranquilla e approfittarne per cucinare per più pasti.

    Ottime soluzioni anche per la barca a vela sono abbondanti insalate di riso condite con tonno, mais, verdure sottolio e altri ingredienti che possiamo conservare facilmente e si abbinano bene tra di loro. Anche cous cous e terrine di pasta fredda condite con pomodori e mozzarella (nei primi giorni di navigazione) possono deliziare il palato senza creare problemi.

    Se proprio non si vuole rinunciare alla carne o al pesce, il consiglio è di programmare la cottura in un momento di mare calmo, oppure addirittura attraccati al porto, e nel primo giorno di navigazione. Così saremo sicuri di consumare cibo di qualità e di non esporci a rischi.

    Attenzione a non sprecare acqua!

    cucinare pasta in barca

    Sveta Y/shutterstock.com

    Organizzarsi su cosa mangiare e cosa cucinare in barca a vela non è impossibile. Richiede, certo, un po’ di esperienza e di buon senso. Lo stesso necessario per ricordare che, sebbene in mezzo al mare, l’acqua dolce è un bene scarso e prezioso.

    Cucinare con troppa acqua può essere un problema, per questo gli esperti suggeriscono ad esempio di preparare la pasta o il riso con ⅔ di acqua dolce e il resto con acqua di mare, senza quindi salarla. E, una volta pronto il cereale, non vale la pena buttare l’acqua, ma piuttosto riutilizzarla per un’altra cottura – ad esempio di uova o verdure – o addirittura per lavare i piatti.

    In questo modo, si agisce concretamente sulla riduzione degli sprechi e si ottimizzano le risorse in barca. Come abbiamo visto, infatti, il segreto della cucina in barca a vela è tutto nell’organizzazione degli spazi e dei pasti. Ci vuole tempo per immaginare quali saranno le esigenze, ma una volta pianificato andrà tutto liscio e sarà un piacere trascorrere qualche giornata tra le onde.

    Avete altri consigli per chi è in partenza per una splendida vacanza in barca a vela? Scrivetecelo nei commenti!

    Passaporto friulano e cuore bolognese, Angela vive a Udine dove lavora come giornalista freelance. Per Il Giornale del Cibo scrive di attualità, sociale e food innovation. Il suo piatto preferito sono i tortelloni burro, salvia e una sana spolverata di parmigiano: comfort food per eccellenza, ha imparato a fare la sfoglia per poterli mangiare e condividere ogni volta che ne sente il bisogno.

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *