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La regina della bella stagione: la ciliegia di Vignola IGP

Alessia Rossi
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Indice

     

     

    L’avvicinarsi dell’estate non solo è sinonimo di maniche corte, spiaggia e abbronzatura, ma anche – e soprattutto – di alberi carichi di frutti e della loro raccolta. E quale zona migliore della campagna emiliano-romagnola per ammirare vasti campi di pesche, albicocche, pere, kiwi, e ovviamente, ciliegie? Così buone che una tira l’altra! Il mese di giugno porta sulle nostre tavole questi piccoli, deliziosi frutti, ricchi di sapore e di sostanze nutritive benefiche.

    Proprio dall’Emilia-Romagna, più precisamente dei territori della provincia di Modena, è originaria un’eccellenza che è famosa non solo in Italia, ma in tutta Europa: la ciliegia di Vignola IGP. Ma prima di scoprire tutte le caratteristiche che rendono unico e perfetto questo prodotto, siete avvisati: la lettura dell’articolo vi farà venire immediatamente una voglia matta di mangiare queste ciliegie!

    L’origine della ciliegia di Vignola

    Il territorio di Vignola è una delle zone frutticole più rinomate dell’Emilia-Romagna, e le prime tracce della presenza del ciliegio risalgono già a metà Ottocento. Ma il comune emiliano non è sempre stato la capitale di questi frutti: infatti, era conosciuto per le coltivazioni di cereali, della vite e, in particolare, del gelso, le cui foglie erano finalizzate all’allevamento dei bachi da seta e, perciò, la bachicoltura era una delle attività più redditizie. All’inizio del Novecento, questo tipo di allevamento entrò in crisi a causa della concorrenza internazionale e il territorio, poco a poco, cambiò: i gelsi scomparvero e, al loro posto, vennero piantati meli e ciliegi. Quest’ultimo, Ma il ciliegio, più longevo e adatto alle peculiarità pedoclimatiche della zona, ebbe la meglio e, in breve tempo, i suoi frutti diventarono il prodotto principe del Mercato Ortofrutticolo che fu istituito dal Comune di Vignola nel novembre del 1926, simbolo dell’importanza di quel territorio come centro delle produzioni agricole.

    caratteristiche ciliegia di vignola

    Il Consorzio e il riconoscimento del marchio IGP

    Per promuovere e tutelare al meglio la produzione delle varietà della ciliegia di Vignola, particolarmente apprezzate per il loro sapore dolce e la polpa croccante, nel 1964 è stato istituito il Consorzio della Ciliegia Tipica di Vignola (il quale poi, nel ‘92, ha esteso la sua azione di tutela anche alla susina e alla frutta tipica del comprensorio). Ma è solo con l’avvento degli anni Duemila che il Consorzio avvia il processo per l’ottenimento del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) che terminerà dopo dodici anni, nell’ottobre 2012, con la pubblicazione del riconoscimento “Ciliegia di Vignola IGP” sulla Gazzetta Ufficiale europea. Il comprensorio comprende ben 28 comuni che fanno parte delle province di Modena e Bologna, ed è proprio in questi territori che il Consorzio tutela i frutti che dovranno essere riconoscibili – rispetto a quelle provenienti da altre zone – per lucentezza, brillantezza e, ovviamente, qualità.

    tipologie ciliegia di vignola

    La ciliegia di Vignola: quante varietà?

    Ma cosa rende perfetta questa eccellenza emiliana?

    Innanzitutto, occorre fare una precisazione, perché con la denominazione “ciliegia di Vignola IGP”, in realtà, secondo il disciplinare, si intendono varietà di frutti delle di diverse cultivar che si possono distinguere per la consistenza della polpa, per il colore e per la maturazione.

    Per quanto riguarda la polpa, abbiamo due tipi di varietà, una a polpa tenera (le “tenerine”) e l’altra a polpa soda (i “duroni”). Invece, per quanto riguarda la distinzione cromatica dei frutti, esistono tre gruppi: le nere, le rosse e le bianche.

    • Tenerine: l’unica varietà del comprensorio è la Mora di Vignola, una varietà autoctona leggermente acidula, ma molto succosa e profumata, e dal piccolo calibro, che spicca per le sue eccellenti qualità organolettiche.

    Le altre ciliegie del comprensorio fanno parte della categoria “duroni”, e si dividono in:

    • Gruppo nere: Durone Nero I e II, tipiche del vignolese, e altre varietà come le Bigarreau Moreau, Van e Samba. All’esterno, presentano un’inconfondibile buccia quasi nera, mentre all’interno la polpa è scura, soda, e dalle intense qualità gustative.
    • Gruppo rosse: Anella, Anellone, Giorgia, originarie del territorio, mentre altre tre varietà non autoctone (ma che in quel territorio acquisiscono caratteristiche organolettiche equiparabili alle altre) sono le Lapins, Ferrovia e Sweet Heart. Questi frutti sono caratterizzati da una buccia rosso fuoco e dalla polpa croccante e dolcissima.
    • Gruppo bianche: è rappresentato da una sola varietà di origine locale, il Durone della Marca. La buccia è bianco-giallastro, appena arrossata dall’insolazione, e la polpa si presenta altrettanto chiara, ma molto soda e consistente.

    Per quanto riguarda la maturazione, invece, possiamo distinguerle in: precoci, ovvero, dal primo maggio al 30 giugno (Bigarreau Moreau, Mora di Vignola); medie, dal 15 maggio al 15 luglio (Durone dell’Anella, Anellone, Giorgia, Durone Nero I, Samba, Van); tardive, che maturano dal 25 maggio a metà luglio (Durone Nero II, Durone della Marca, Lapins, Ferrovia, Sweet Heart).

    Ma non è finita qui, perché il Consorzio ha presentato una richiesta di modifica del disciplinare per far aggiungere alla lista altre importanti varietà che mancavano in precedenza, come le Early Bigi, Lory, Celeste, Giant Red – Primegiant, Carmen, Grace Star e altre ancora.

    fiori di ciliegio

    Ciliegia di Vignola IGP: caratteristiche e disciplinare

    Come abbiamo visto spesso, parlando di altre eccellenze alimentari del nostro territorio, il disciplinare è molto rigido.  Le caratteristiche del frutto devono rispettare le seguenti specifiche qualitative:

    • la polpa deve essere sempre consistente e soda (eccetto per la Mora di Vignola);
    • la buccia è liscia e lucente, con una colorazione che varia dal rosso brillante al rosso scuro (tranne che per la varietà Durone della Marca);
    • per quanto riguarda il sapore e la grandezza dei frutti, devono essere dolci, fruttati, con un buon equilibrio tra zuccheri e acidi, e i calibri minimi sono di 20-23 mm a seconda della varietà, mentre i massimi possono superare i 28 mm;
    • inoltre, le ciliegie devono poi presentarsi integre e pulite, ancora provviste di peduncolo,  e prive di sostanze estranee visibili e di parassiti.

    Metodo di raccolta e confezionamento

    Per garantire e tutelare l’eccellenza del prodotto, il disciplinare è molto chiaro anche sul metodo di raccolta e confezionamento. Infatti, le ciliegie vanno raccolte a mano e subito confezionate negli imballaggi appositi, direttamente in azienda o presso le cooperative del comprensorio. In questo modo, non si compromettono l’integrità e le proprietà qualitative di questi frutti delicati, che arrivano al consumatore in tempi brevissimi e senza altre ulteriori manipolazioni. Su ogni confezione di vendita deve essere apposto il logo della Ciliegia di Vignola IGP, accompagnato obbligatoriamente dal simbolo grafico europeo per la Indicazione Geografica Protetta.

    zona produzione ciliegia vignola

    La zona di produzione della ciliegia di Vignola IGP

    Insieme a Puglia, Campania, Veneto e Lazio, l’Emilia-Romagna è una delle regioni top per la produzione di ciliegie e, per quanto riguarda la ciliegia di Vignola IGP, il disciplinare indica in maniera precisa la zona di coltivazione e produzione. L’area si estende tra le province di Modena e Bologna, comprendendo, oltre a Vignola, 28 comuni delle zone pedecollinari e consiste nella fascia sinistra del fiume Panaro, tra i 100 e i 950 metri di quota.

    Ma la ciliegia è coltura molto fragile, che soffre l’eccessiva pioggia, la grandine e i forti sbalzi di temperatura; e predilige, invece, zone fresche e terreni neutri o subacidi. E in quest’area specifica, il frutto ha trovato delle condizioni perfette, grazie alla terra resa fertile dalle passate inondazioni del Panaro, e al clima fresco, con la giusta quantità di precipitazioni primaverili ed estati mai troppo secche.

    In questi anni, nonostante alcune difficoltà legate a periodi di siccità e alle grandinate, la Ciliegia di Vignola IGP è diventata la regina della bella stagione e il motore di varie sagre ed eventi, come la “Festa dei Ciliegi in Fiore” oppure “A Vignola, è tempo di ciliegie”. E come dimenticare che queste varietà di frutti rosso rubino hanno ottenuto più volte il premio nazionale del Concorso “Ciliegie d’Italia”, organizzato dall’Associazione Nazionale “Città delle Ciliegie”?

    Perciò, state pronti a un giugno cald50502o e dedicato proprio alla Ciliegia di Vignola IGP: perfetta come dessert a fine pasto, per essere messa sotto spirito, per preparare confetture o altre ricette inedite e creative, come preferite gustarvela?

    Alessia Rossi

    È nata vicino a Bologna, ma dopo l'università si è trasferita a Torino per due anni, dove ha frequentato la Scuola Holden. Adesso è tornata a casa e lavora come ghost e web writer. Non ha molta pazienza in cucina, a parte per i dolci, che adora preparare insieme alla madre: ciambelle, plumcake e torte della nonna non hanno segreti per lei. Sta imparando a tirare la sfoglia come una vera azdora (o almeno, ci prova).

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