Azienda Agricola Colli Della Murgia (ba)

Redazione

di Maddalena Nuzzi.Lunedì 11 maggio, ore 16, sono in macchina e mi sto recando dai miei amici di Colli della Murgia. Franco Ventricelli mi aspetta, sono ansiosa di visitare la loro cantina. Sono sulla strada che da Altamura mi porta verso Gravina, viaggio in direzione bosco. Che strano, 40 anni di vita vissuta in questi luoghi e per la prima volta mi si palesa davanti agli occhi un paesaggio senza uguali. Distese verdeggianti e dolci colline.Siamo nella Murgia Barese, nel Parco dell’alta Mugia ai confini con la Basilicata, non una terra aspra, ma dolce, dolcissima. Dopo circa 12 km di armoniche curve e tanto verde (qui ci vedrei benissimo mio marito piegare con la sua 2 ruote) sono in contrada Zingariello e imbocco la stradina che mi porta da loro. Eccola, imponente, maestosa, armonicamente immersa nel paesaggio, sembra una cattedrale, ma è Colli della Murgia, la cantina.Davanti a tanta maestosità in tufo, un vigneto di fiano minutolo sembra quasi fungere da sala d’attesa. Eccolo, Michele il braccio destro dell’azieda mi aspetta davanti all’ingresso. Sono in ritardo, avevo dimenticato la macchina fotografica e sono tornata indietro a prenderla; non potevo non cogliere ed immortalare queste meravigliose immagini. Ecco, ci siamo.Con l’entusiasmo di una bambina e mossa da rispetto, varco la soglia della Cattedrale. Sono all’interno; tutta lastricata di cotto con splendide volte a crociera e disposta su tre livelli: al livello inferiore la zona di affinamento, sia in bottiglia che nelle grandi botti di rovere, dove riposa il Mazzaro. Il piano terra è il regno della vinificazione con le grandi cisterne a temperatura controllata, le autoclavi per la spumantizzazione, e la zona di imbottigliamento. Al piano superiore abbiamo l’ampia e suggestiva sala di ospitalità, che a 360° si affaccia su di un panorama mozzafiato. Da qui ammiro il vigneto di fiano minutolo; da poco è stata tagliata l’erba e la stessa è stata lasciata li a dimorare, servirà da nutrimento.Questa è un’azienda che lavora in agricoltura biologica, nel rispetto della natura, del territorio e dell’uomo. Nascono nel non lontano 1986, questi due allora ragazzi, Franco e Valentino, che decidono di produrre vini alternativi. Decisi ad allontanarsi dall’agricoltura convenzionale con molto coraggio e anche e soprattutto con molta onestà, produrranno le loro uve per realizzare vini integri, onesti, espressione del territorio e di quella terra dalla quale prendono nutrimento. Vado su e giù per la cantina, in compagnia di Michele ed Anna (il tecnico di laboratorio) quando veniamo raggiunti da Franco, sembra appena rientrato dai caraibi, abbronzatissimo. Calorosamente ci saluta, la sua stretta di mano è forte, decisa. Qualche simpatica battuta.Lui si definisce un contadino, ma mi chiedo… è ancora possibile chiamarli contadini quelli di oggi? Uomini così fortemente condizionati, schiavi di astratte decisioni altrui, dimentichi non solo della loro storia, del loro sapere, delle leggi di una natura alla quale sono state imposte umane leggi (Goffredo Fofi). Franco è un contadino, uomo libero di seguire i cicli naturali, capace di difendere e valorizzare la qualità dei prodotti della sua terra con eccellenti risultati. Lui e Valentino, ossequiosi della complessità della natura e nel pieno rispetto della stessa hanno deciso di salvaguardare il territorio producendo vini da vitigni che da sempre qui hanno dimora. Animati da carattere e caparbietà, sono stati i primi in Puglia, dopo un’attenta ricerca, a selezionare e rivalutare il Fiano Minutolo, mettendo a punto una tecnica di produzione e di vinificazione tale da esaltare le qualità e le potenzialità di questo eccellente vitigno a bacca bianca. 8 le loro creature, 8 espressioni della terra di Puglia.3 Rossi: Mazzaro igt: Ottenuto da uve di aglianico con piccola percentuale di cabernet sauvignon. L’unico che passa nel legno. Selvato igt: armonia di primitivo e aglianico. Palmento igt: da uve di aglianico e primitivo.2 Bianchi: Tufjano igt: da uve di fiano minutolo in purezza. Erbaceo igt: da uve di greco e fiano minutolo.3 Bollicine metodo charmat: Bughibughi igt: bianco da uve di verdeca a lunga fermentazione naturale. Mingo igt: lunga fermentazione naturale di uve di primitivo. Galetto igt: bollicine di aglianico.Saluto i miei amici, e mentre Franco mi stringe la mano mi sussurra ad un orecchio: ‘la potatura verde la iniziamo la prossima settimana’. Ed io ci sarò! L’indirizo è: Azienda Agricola Colli della MurgiaC.da Zingariello, Gravina in Puglia (BA)tel. 080/ 32 61 271web: http://www.collidellamurgia.it

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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