all'oro roma

A Roma è tutto All’Oro quel che luccica

Giovanni Angelucci
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Indice

     

     

    Impostate il navigatore su via Giuseppe Pisanelli, civico 25, arriverete di fronte a un bell’hotel. C’è un cancello, di solito aperto, e diverse targhe dalla rossa della Michelin alla JRE (Jeunes Restaurateurs, l’associazione che riunisce i migliori e i più giovani rappresentanti dell’alta gastronomia). Una sontuosa scalinata e ci sarete quasi. Entrando vi troverete all’ingresso del The H’All Tailor Suite, notevole chicca dell’ospitalità capitolina, e dovrete chiedere del ristorante (a meno che non voglia pernottare nell’elegante dimora), dove sarete accompagnati arrivando al piano inferiore. Più facile a farsi che a dirsi: benvenuti nel ristorante All’Oro di Roma, tra gli imperdibili nella lista di qualunque appassionato a cui piaccia la qualità a tavola. Parola di gastronomo, prima che di giornalista.

    quaglia

    Foto: Andrea Di Lorenzo

    All’oro Roma: un ristorante imperdibile 

    Tra le tavole migliori e più in forma del momento, All’Oro dà lustro alla cucina italiana e soprattutto all’inarrestabile decadenza romana. Se Milano continua a farla da padrona, Roma si difende con luoghi di interesse in grado di elevare la cucina nella sua forma più alta. Ve ne abbiamo dato recentemente una prova con questo valido itinerario in giro per la capitale, ora abbiamo scelto di approfondire un luogo dove poter vivere un’esperienza degna di nota.

    Il fattore umano

    A chi scrive piace partire sempre dalle persone, da ciò che dietro una ricetta. Oggi l’omologazione è tanta ed  è necessario andare “oltre il piatto”. In questo caso compare una coppia che ha preso e dato molto alla cucina: lo chef Riccardo Di Giacinto insieme alla socia e responsabile di sala, nonché moglie, Ramona Anello. Un’unione autentica e viva. Si percepisce facilmente, non bisogna avere un palato fine per cogliere questi aspetti umani che non possono che rendere ancor più speciale l’esperienza che comincia appena ci si accomoda al tavolo. Sintonia, empatia e intensità sono gli ingredienti principali quando una coppia decide di avere un proprio ristorante e su questo i due hanno energia ed esempi da vendere.

    riccardo di giacinto e ramona

    Foto: Andrea Di Lorenzo

    Il Ristorante All’Oro di Roma: una vera esperienza gastronomica

    È senza dubbio uno dei ristoranti assolutamente da visitare a Roma. Non soltanto perché è il progetto di una coppia che prende forma, ma anche perché rappresenta una valida esperienza gastronomica da vivere. Soprattutto se si pensa che All’Oro è la punta di diamante di un prezioso insieme di qualità diffusa in città: Riccardo e Ramona, infatti, hanno in mano anche Madre – Ceviche, Spirits & Pasta Madre e al sesto e settimo piano della Rinascente i MadeITerraneo – Terrace Restaurant e Up Sunset Bar.

    Ma torniamo nell’elegante All’Oro, dove si respira aria di casa senza però mai allontanare il savoir-faire di un’insegna stellata (un macaron de La Rossa dal 2010) che ammalia, oltre a divertire. L’atmosfera è assolutamente degna di nota, con una zona bar arredata con bancone di legno scuro, la sala con la grande cantina a vista in cui compaiono le 600 etichette in carta, l’arredo che richiama le suggestioni newyorkesi. E ancora i tendaggi, le scelte stilistiche del tovagliato, le sedute, le luci, si sta bene e l’esperienza enogastronomica è garantita.

    linguina con seppia e limone

    Foto: Andrea Di Lorenzo

    L’alta cucina e l’appagamento

    Una cucina di tecnica e precisione, lo chef abruzzese Di Giacinto coccola i suoi clienti e lo fa in maniera del tutto personale, con creatività, sapore e polso (non dimentichiamo, e anzi sottolineiamo, che alle spalle ha un vissuto con Marco Pierre White, Ferran Adrià da elBulli e lo storico italiano Don Alfonso). Non rinuncia ai richiami primordiali della pancia, con una prodigalità tutta romana che riesce sempre ad appagare. 

    ramen

    Foto: Andrea Di Lorenzo

    Accanto ai grandi classici quali il “Rocher” di coda alla vaccinara con gelée di sedano, e il “Tiramisù” di baccalà e patate con lardo di cinta senese, convivono piatti come il “riassunto di carbonara” o la gustosa quaglia con petto farcito al Ciauscolo, coscia laccata in miele e ‘nduja. Sostanza e attenzione al cliente hanno portato piatti come i “ravioli di mascarpone con ragout d’anatra e riduzione di vino rosso” ad esaltarsi come esperienza nell’esperienza, perché preparati e serviti direttamente al tavolo, non dallo chef ma dai bravissimi e misurati (Ramona docet) ragazzi di sala. Inoltre alle preparazioni che rendono il ristorante famoso, si affiancano proposte pensate per andare incontro alle esigenze dei commensali come la scelta di strutturare un menù vegano, mai uguale a sé stesso, con una continua alternanza di piatti, consistenze e sapori. In ogni caso non vi annoierete di certo con i 4 differenti percorsi di degustazione e circa 100 nuovi piatti ideati ogni anno.

     

    Cosa aspettate ad andare a trovare la coppia Di Giacinto-Anello?

     

    Immagine in evidenza: facebook.com/AllOroRoma

    Giovanni Angelucci

    Giornalista e gastronomo, collabora con numerose riviste e quotidiani che si occupano di cibo e viaggi tra le quali spiccano La Stampa, Dove e la Gazzetta dello Sport. I suoi piatti preferiti sono gli arrosticini (ma che siano di vera pecora abruzzese) e gli agnolotti del plin con sugo di carne arrosto. Dice che in tavola non può mai mancare il vino (preferibilmente Trebbiano Valentini o Barbaresco Sottimano).

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