ristoranti stellati roma

5 ristoranti stellati da provare a Roma

Luca Sessa
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Indice

     

     

    “Vale il viaggio, la deviazione o la fermata”. Una frase apparentemente insignificante, se non è correttamente collocata in un determinato contesto. Una sequenza di parole che può fare la differenza nella storia di un ristorante, perché quei tre termini stanno ad indicare determinate categorie di locali: quelli che possono vantare 3 stelle Michelin (“vale il viaggio”), quelle che ne hanno raggiunte 2 (“vale la deviazione”), quelli al momento ne annoverano una (“vale la fermata”).

    In un periodo storico contraddistinto dal sempre aperto dibattito sulla validità ed affidabilità delle guide, c’è un unico volume che sopravvive a mode e polemiche, continuando a restare un punto di riferimento nel mondo della ristorazione: la Guida Michelin. Anche in Italia puntualmente, ogni anno a novembre, si attende con trepidazione il verdetto sulle nuove stelle, sempre precedute da pronostici più o meno attendibili. La capitale non sfugge al giudizio della “Rossa”, e oggi vi consiglieremo alcuni ristoranti stellati da provare a Roma.

    La Pergola e Il Pagliaccio: le due eccellenze

    Un territorio quanto mai ampio, vari milioni di abitanti (comprendendo anche la provincia), un numero imprecisato di ristoranti, eppure a Roma da alcuni anni ci sono un solo tre stelle e un solo due stelle. I motivi? Sinceramente difficili da individuare, perché da tempo alcuni locali sembrano essere in possesso di tutti i requisiti per poter salire di livelli. Ma a prescindere da ragionamenti di questo tipo, prima di elencare i 5 ristoranti monostellati da provare nella capitale, è giusto spendere qualche parola per chi guarda tutto dall’alto.

    Da circa due decenni, Heinz Beck, chef de La Pergola, può fregiarsi delle tre stelle Michelin, massimo traguardo raggiungibile. Una vista stupenda sulla capitale, un ambiente che può sembrare antico ma che in realtà unisce solennità ed eleganza, una cucina sempre in progressione, un servizio impeccabile, la carta dei vini, delle acque, dei caffè e tanto, tanto altro. Da provare una volta nella vita.

    Un calabrese in Francia. Il percorso di vita e professionale di Anthony Genovese è originale, particolare, pieno di passione e voglia di sviluppare una filosofia culinaria unica, fatta di tecnica, basi classiche e rivisitazioni moderne. Lo chef de Il Pagliaccio ha da tempo raggiunto le due stelle per la Guida Michelin, grazie a una serie di piatti oramai divenuti famosi tra addetti ai lavori e appassionati e al servizio inappuntabile con Matteo Zappile nel ruolo di perfetto padrone di casa. Fondamentale anche la scelta stilistica e di design, che consente all’ambiente moderno e a varie opere d’arte di trasformare un ristorante in una esperienza irrinunciabile.

     

    5 ristoranti stellati da provare a Roma

    Cinque ristoranti, cinque differenti zone della città, dal mare di Fiumicino a Trinità dei Monti, passando per altri quartieri storici. Una cucina di mare, un’altra influenzata dall’Oriente, un ristorante con un eccellente cocktail bar, un gruppo di giovani alla guida di una elegantissima struttura e uno storico riferimento che ha saputo resistere a un cambio in corsa di chef e confermare la stella Michelin. Ecco i cinque ristoranti stellati da provare a Roma.

    Il Tino

    lele usai

    Fiumicino. Che è Roma anche se è fuori Roma. Che significa il mare, la passeggiata fuori porta, l’odore di sale, una boccata d’aria per sfuggire alla città. Ma Fiumicino vuol dire anche Il Tino, il ristorante dello chef Lele Usai. Trasferito da alcuni anni dalla sede storica di Ostia, il locale sta vivendo una fase di grande trasformazione sotto ogni punto di vista: prima una ristrutturazione importante per rendere ancora più elegante ed esclusiva la sala; poi la suggestiva esperienza dello chef, che ha scelto di seguire uno stage a Marsiglia dallo chef Gerald Passedat, da alcuni anni alla guida del tre stelle “Le Petit Nice”. Il mare in tavola, la ricerca di materie prime eccezionali all’asta del pesce, una cucina creativa che valorizza i prodotti. Il “periodo francese”, da poco terminato, non potrà che portare nuova linfa alla vena creativa dello chef.

    Marco Martini Restaurant

    marco martini restaurant roma

    Facebook.com/MarcoMartiniRestaurantCocktailbar

    Uno chef prodigio (può vantare tre stelle in tre differenti ristoranti nel corso della sua carriera), un gruppo di ragazzi giovani ed intraprendenti, una location bellissima e un cocktail bar tra i migliori d’Italia, per una proposta gastronomica tra le più complete della capitale. È quanto accade al Marco Martini Restaurant, a breve distanza da Piramide, dal Circo Massimo e dal Colosseo: una cucina basata sui sapori della tradizione strutturata su piatti realizzati con grande tecnica. Una sala che è un bellissimo giardino al coperto, una terrazza dove gustare gli intriganti cocktail di Daniele Gentili, uno dei migliori bartender in circolazione.

    Enoteca La Torre

    enoteca la torre

    Facebook.com/enotecalatorreavillalaetitia

    “Una cucina che non deve stupire, ma soddisfare”. È il credo dello chef Domenico Stile, che da alcuni anni guida la brigata di cucina del ristorante Enoteca La Torre, locale situato all’interno della bellissima Villa Laetitia, palazzo della famiglia Fendi sul Lungotevere. Di giorno la luce penetra attraverso una enorme vetrata illuminando l’elegante sala, di sera la location diviene estremamente romantica, e qui si possono scoprire i sapori della cucina di Stile, giovane chef partito dalla Campania per girare il mondo attraverso incredibili esperienze professionali (tra le quali anche Massimo Bottura) che gli hanno permesso di costruire una sua filosofia culinaria originale ed interessante.

    Imàgo

    imago roma

    Instagram.com/hotelhasslerroma

    Per tutti gli addetti ai lavori, non solo romani, il ristorante che già da alcuni anni meriterebbe un riconoscimento ancora più importante della singola stella Michelin, che può vantare da tempo. Imago, ristorante situato all’interno del lussuoso Hotel Hassler, è il regno di Francesco Apreda, chef che ha introdotto nel suo processo creativo sapori, aromi e spezie dell’India, per un risultato finale senza eguali. La vista dalla terrazza è mozzafiato, con Trinità dei Monti praticamente a portata di mano; il servizio perfetto, la location di straordinaria eleganza, la cucina sorprendente in ogni suo piatto, abbinamento, contrasto. In questi ultimi giorni si è diffusa la notizia del trasferimento dello chef presso un’altra struttura della capitale, ma siamo certi che il livello della proposta gastronomica dell’Imago resterà altissima in ogni caso.

    Pipero

    pipero roma

    Facebook.com/piperoromaristorante

    Il rischio più alto che può correre un ristorante stellato? Cambiare chef e, conseguentemente, menù, proposta gastronomica, equilibri della brigata e sinergia tra sala e cucina. Elementi che portano al successo e che devono trovare nuova forma in tempi rapidi, per poter confermare la stella Michelin (che ogni anno gli ispettori della Guida potrebbe togliere, se un ristorante non dovesse esser ritenuto all’altezza). Per  Pipero il passaggio da Luciano Monosilio a Ciro Scamardella è stato invece indolore. Merito del talento dello chef campano, che propone i sapori della tradizione con tecnica e sostanza, e di Alessandro Pipero, uno dei più bravi uomini di Sala di Italia, che con il suo inconfondibile stile riesce a rendere unica l’esperienza gastronomica.

    Cinque locali molto diversi, cinque anime culinarie profonde, complesse e intriganti al tempo stesso, cinque ristoranti stellati della capitale che meritano la fermata, ma anche la deviazione e se necessario il viaggio. Avete già provato uno dei locali che abbiamo consigliato?

    Luca Sessa

    Nato a Napoli, vive e lavora a Roma come food writer e food blogger. Nel 2011 ha aperto il Food Blog "Per un pugno di capperi" che, nato per essere una vetrina dei suoi piatti, è diventato un luogo di confronto tra appassionati. Il suo piatto preferito è la Torta caprese perché: "amo il cioccolato ed è da sempre la torta del mio compleanno. Dice che in cucina non possono mancare la pasta, una padella ampia e la passione. Ha collaborato con Dissapore, iFood, Excellence, Scatti di Gusto ed ora scrive per The Fork.

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