Genova, città di porto, Genova ambasciatrice della pesca sostenibile grazie a Slow Fish, come vi abbiamo raccontato recentemente, ma anche città dove perdersi tra i caruggi per un weekend in cui mangiare le specialità locali, seguendo i consigli di chi l’ha conosciuta e amata. E se parliamo di cibo nel capoluogo ligure, facciamo inevitabilmente riferimento anche al pesto, condimento amato e famosissimo, che “solo a Genova si mangia quello vero”. Ecco perché, fino a un mese fa era un vero dramma per molti turisti non potersene tornare a casa con la loro scorta di pesto alla genovese, trattenuto in aeroporto a causa della normativa relativa ai cosiddetti LAG (Liquidi, Aerosol e Gel) che non consente il trasporto nel bagaglio a mano di quantitativi superiori ai 100 ml. Un bel problema, e non solo per i turisti, ma anche per i genovesi, per cui il divieto causava una mancanza di promozione turistica, per non parlare dello spreco alimentare. Ecco allora che, per risolvere questa situazione, grazie a una collaborazione tra Ascom, Aeroporto di Genova ed Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile), è oggi possibile trasportare il pesto in aereo nel bagaglio a mano, a patto che si parta da Genova!

Una normativa che andava cambiata

pesto genovese bollino

Come anticipato, la questione del pesto in volo non è folkloristica o irrilevante, tanto che ha richiamato l’attenzione delle istituzioni. La città natale di un viaggiatore ed esploratore come Cristoforo Colombo, cui dobbiamo l’introduzione in Europa di numerosi alimenti, quali spezie, fagioli e ananas, che hanno cambiato il modo di cibarsi, non poteva permettersi di bloccare lo scambio e la contaminazione tra culture gastronomiche, trattenendo in aeroporto (chiamato guarda caso, Cristoforo Colombo) il suo prodotto migliore. Anche perché questa normativa stava procurando conseguenze negative in termini di fatturato, immagine e spreco alimentare.

500 vasetti di pesto buttati ogni anno

A descrivere l’assurdità della situazione è lo stesso Presidente dell’Aeroporto di Genova, Marco Arato, il quale ai microfoni di Sky racconta: “ci siamo resi conto che questa norma costringeva tanti Genovesi e turisti a lasciare a terra barattoli di pesto al momento di partire dal nostro scalo”. Una mancata occasione di promozione della città, nonché un caso di spreco alimentare dai numeri importanti, dal momento che ogni anno venivano abbandonati in aeroporto circa 500 barattoli di pesto che non superavano i controlli.  Ecco allora che la partnership tra Ascom, Aeroporto di Genova ed Enac ha dato il via libero al pesto in aereo, con un’iniziativa di successo che unisce la promozione del territorio alla beneficenza, lasciando tutti soddisfatti.

Pesto in aereo: da Genova si può!

aeroporto di genova

L’idea di rivedere il regolamento permettendo il trasporto del pesto in aereo nel bagaglio a mano si sta rivelando vincente. Infatti, dal 1° giugno 2017, data in cui è entrata in vigore la nuova norma, hanno già preso il volo circa 500 barattoli di pesto genovese, rigorosamente con bollino identificativo. Vediamo meglio di cosa si tratta.

“Il pesto è buono”

Il nuovo regolamento, permette di portare il pesto in aereo nel bagaglio a mano, anche per quantitativi superiori ai 100 ml. L’importante è che si parta da Genova, sede dell’iniziativa, e che sul barattolo sia stato applicato lo speciale bollino del progetto “il pesto è buono”, realizzato per l’occasione. In questo modo, con una cifra simbolica di 50 centesimi per l’acquisto del bollino, si contribuirà a sostenere il lavoro della onlus Flying Angels, associazione specializzata nel trasferimento aereo di bambini gravemente malati, promuovendo anche l’eccellenza culinaria ligure.

Una bella iniziativa, che rappresenta anche un primato. Infatti, non era mai successo prima che un vasetto con contenuto superiore ai 100 ml potesse viaggiare in aereo, poiché esistono particolari restrizioni che può essere utile ricordare.

Quali sono gli alimenti consentiti a bordo di un aereo?

osa puoi portare nella valigia

Se la calura estiva e le vacanze in arrivo vi stanno facendo pensare a un viaggio al fresco alla scoperta della cucina norvegese, ma anche se, al contrario, volete partire alla volta dei colori e dei sapori della Repubblica Dominicana, prima di partire date un’occhiata a quali sono gli alimenti e le bevande che si possono portare in cabina, per non rischiare spiacevoli delusioni, soprattutto al ritorno, dopo che avrete svaligiato ogni singolo mercato locale.

Per ragioni di sicurezza, infatti, la normativa dell’Ente nazionale per l’aviazione civile stabilisce quali sono gli alimenti consentiti a bordo, ma ricordatevi di consultare sempre anche il sito della compagnia aerea con la quale viaggiate e le regole del paese da cui partite, perché possono esserci variazioni o aggiornamenti.

Ad esempio, potrete portarvi nel bagaglio a mano un panino farcito, ma non un vasetto di crema di cioccolata, al meno che, si capisce, quest’ultima non sia già spalmata sopra una fetta di pane.

Cibi e liquidi non ammessi in aereo

Infatti, se oggi, partendo da Genova, è possibile viaggiare portando del pesto in aereo, non è così per molti altri prodotti. Si tratta di:

  • crema di cioccolata
  • burro di arachidi
  • yogurt, formaggio fresco
  • formaggio morbido (es. camembert).

camembert in aereo

Al contrario, sandwich preparati con crema di cioccolato, sandwich con burro di arachidi o formaggi in forma solida (es. Parmigiano etc…) sono ammessi nel bagaglio a mano. Inoltre, come abbiamo visto, la regola dei liquidi a bordo prevede che il trasporto di acqua, bevande e minestre sia consentito solo in confezioni entro i 100 ml, opportunamente inserite in un sacchetto di plastica trasparente e richiudibile.

Tale restrizione non si applica al latte o altro cibo per l’alimentazione dei bambini, tuttavia in alcuni scali potrebbero assaggiare il contenuto che volete trasportare.

Insomma, “viaggiare informati” non è solo uno slogan estivo, ma un approccio intelligente che vi risparmierà spiacevoli sorprese. Nel dubbio, per il vostro prossimo viaggio, partite dall’Aereoporto di Genova, portando un vasetto di pesto in aereo, alla scoperta del mondo!

Se, invece, vi dovesse capitare di invitare a cena un genovese vi consigliamo di dare un’occhiata a queste 5 dritte fondamentali per evitare un disastro di serata!

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A proposito dell'autore

Elena Rizzo Nervo

Elena è nata a Bologna, dove vive e lavora. Per Il Giornale del Cibo si occupa di attualità, nutrizione e alimentazione e illegalità alimentare. Il suo piatto preferito é il Gateau di Patate, "perché unisce gusto e semplicità e conquista tutti". Per lei in cucina non può mancare una bottiglia di vino, "perché se c'è il vino c'è anche la compagnia..."

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