Quando sono diventata vegetariana il percorso di scoperta e approfondimento di alimenti e ingredienti solo apparentemente vegetali è stato lungo e complesso. Infatti, tantissimi sono i prodotti in commercio e, ancora più insospettabilmente, tanti anche quelli artigianali, che contengono additivi, coloranti, sostanze addensanti o chiarificanti, grassi e altre sostanze  di origine animale. Molte inoltre quelli che nel processo di lavorazione, in particolare nella fase che prevede filtrazione, stabilizzazione della schiuma e colorazione, vedono impiegati strumenti e sostanze non cruelty free.
Uno dei più grandi shock, è stato ad esempio scoprire che anche la mia amata birra fa parte del lungo elenco di alimenti vegani e vegetariani a rischio, per via di chiarificanti derivati dai pesci e gelatine animali. Scopriamo di più sulla birra vegana, o presunta tale.

Birra vegana: tutta la verità

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Fin da piccoli ci è stato detto che la birra è essenzialmente composta da acqua, malto, luppolo e lievito. Nessuno, però, ci ha mai detto che il pesce potrebbe essere nell’elenco degli ingredienti. Avete letto bene: nell’elenco delle possibili sostanze animali contenute nella birra ci sono la colla di pesce, la gelatina animale, la glicerina o caseina, gli insetti (che possono essere impiegati per i coloranti, come nel caso della rossa cocciniglia) e in alcuni casi addirittura il lattosio derivante da latte bovino, soprattutto per birre “dolci e cremose”. E non è finita qui, come per il vino anche nella produzione della birra possono essere impiegate membrane e ossa animali. Insomma, dura trovare una vera birra vegana!

Sembrerebbe facile evitare di incappare in queste sostanze semplicemente imparando a leggere l’etichetta, anche delle birre, artigianali o industriali che siano. Il vero problema però è che la legge, tanto in Italia quanto in altri paesi del mondo, consente di ometterle dalla lista degli ingredienti, se usate sotto una certa quantità. Quindi, anche se non li vedete scritti sulla vostra lattina o sulla confezione di cartone, sappiate che non è detto che non siano stati usati derivati animali.

Come riconoscere la birra 100% cruelty free

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Se riconoscere la presenza di questi ingredienti a colpo d’occhio è purtroppo impossibile, possiamo tenere presente che la quella artigianale, magari cruda e non pastorizzata, è generalmente una birra vegana. Le birre artigianali infatti vengono di solito realizzate con l’impiego di ingredienti vegetali e passaggi di lavorazione che non prevedono l’aggiunta di sostanze e procedimenti di miglioramento di gusto, consistenza o colore. In alcuni casi vengono utilizzati anche aromi naturali e vegetali, quali erbe, frutta o spezie (ad esempio limone, fragola, zenzero, coriandolo ecc.). Attenzione però amici vegani, perché anche tra le sostanze aggiuntive se ne potrebbe trovare una naturale ma di origine animale, ovvero il miele.

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Certificazioni ed etichette vegan friendly

Fortunatamente alcune associazioni animaliste o di tutela del consumatore vegano, tra cui Barnivore e PETA, hanno stilato elenchi di birrifici vegan friendly.

A venire in nostro aiuto fortunatamente anche la certificazione VEGANOK, ovvero il più diffuso standard etico al mondo con una grandissima varietà di prodotti certificati sia in Italia che all’estero. Prestandovi attenzione vi imbatterete senz’altro in confezioni e lattine di birra vegana che riportano questa etichetta.
Va detto che con la crescente attenzione in Italia per l’alimentazione vegana e vegetariana e per il vegan friendly, sempre più birrifici puntano a prodotti cruelty free.
Tante sono comunque le iniziative a livello internazionale per la promozione della birra vegana,  così come tanti sono i piccoli passi avanti per garantire più trasparenza e per andare incontro alle esigenze di questa crescente fetta di consumatori.

Eventi, news e iniziative per gli amanti della birra vegana

La svolta vegan della Guinness

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Come abbiamo visto una delle tipologie di birra più famose del mondo che non rientra nella definizione “vegan” è la Guinness: la ricetta originale della nota birra scura irlandese prevedeva infatti l’utilizzo di sostanze animali. Ebbene, nel 2016, dopo 265 anni di storia, la società produttrice della Guinness ha proclamato la sua “svolta cruelty free”, decidendo di smettere di utilizzare la colla di pesce nei suoi filtri per la birrificazione. Perciò, se siete vegani e siete a caccia di un tour gastronomico in Irlanda di degustazione e acquisto della nota birra scura, vi consiglio questo itinerario, pensato apposta per voi.

Meno sostanze animali nella birra inglese

Dopo l’Irlanda, anche l’Inghilterra ha dimostrato grandi sforzi per “veganizzare” il processo di filtrazione delle birre, andando incontro all’aumento della domanda di un prodotto 100% cruelty free. Il cambiamento consiste nel sostituire alla colla di pesce alternative vegetali, quali muschio, alghe e sterzanti.

Birra vegana per veri sportivi

Buone notizie anche dal resto del mondo. Il noto marchio di abbigliamento di Portland, “Patagonia”, ha recentemente inaugurato un suo marchio di birra vegana e biologica. “Tutta la birra Hopworks è orgogliosamente vegana”, hanno dichiarato al noto sito vegan Barnivore.com. Patagonia ha deciso di puntare su un prodotto fatto con una nuova varietà di grano chiamata kernza, per dimostrare il proprio impegno per combattere il cambiamento climatico, gran parte del quale è causato dalle emissioni di gas a effetto serra provenienti dall’agricoltura animale. “Crediamo che il futuro dell’agricoltura sia nell’agricoltura rigenerativa biologica che ripristina la biodiversità del suolo, sequestra carbonio e coltiva efficacemente colture senza fertilizzanti chimici o pesticidi”, afferma l’azienda. La Long Root Ale di Patagonia è attualmente in vendita presso 101 punti Whole Foods Market in California, Oregon e Washington. Speriamo che sia da esempio anche per il resto del mondo.

Primo pub nel mondo 100% cruelty free (birra inclusa)

A Sydney, in Australia, è invece recentemente nato il primo pub 100% vegan, chiamato Green Lion. Come ha affermato il proprietario, “Intendiamo sostenere tutti coloro che stanno facendo delle scelte consapevoli in fatto di alimentazione. Vogliamo dimostrare che anche una birra e un burger vegan possano essere gustosi”. Insomma, fiumi di birra vegana e tante versioni cruelty free di piatti comuni e tradizionali.


Sul fronte eventi non fatevi scappare il Vegan OktoberFest, l’unica celebrazione bavarese Oktoberfest a Los Angeles, con un’ampia offerta gastronomica e brassicola 100% vegan. Giunto ormai alla terza edizione il Festival prevede 15 birre artigianali vegan, piatti e panini appetitosi e 100% vegetali e molti produttori di alimenti vegetariani che serviranno panini di formaggio alla griglia, musica bavarese dal vivo e balli tradizionali tedeschi.

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Ora che sapete tutto sulla birra vegana non vi resta che recarvi nei supermercati biologici, visitare gli shop online vegan più forniti cercare i beer shop della vostra città. E se avete qualche marchio di birra vegana da consigliarci, scriveteci!

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A proposito dell'autore

Ivana De Innocentis

E'Nata,vive e lavora a Roma. Per "Il Giornale del Cibo" segue le rubriche Cibo & Cultura e Food 2.0Il suo piatto preferito sono le fettuccine ai funghi porcini o un classico abbinamento pizza & birra. Alla domanda cosa non può mancare in cucina, risponde "spezie, verdure e creatività".

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