Tuscia, terra promessa degli amanti delle zuppe!

Redazione

di Martino Ragusa.Il territorio compreso tra Alto Lazio e Bassa Toscana è ancora indicato come Tuscia, corrispondente all’antica Etruria esteso dal mar Tirreno fino alla parte occidentale dell’Umbria. Chi ha la fortuna di visitarla porta il ricordo di una regione meravigliosa dal punto di vista paesaggistico, ricchissima di storia, di arte e di importantissimi siti archeologici. Ma porta con sé anche il ricordo delle sue meravigliose zuppe.A questo proposito, si può affermare che la Tuscia sia la terra promessa degli amanti delle zuppe.L'acquacotta è fatta con cicoria di campo, patate, pomodori, cipolla, peperoncino e nipitella. Come in Toscana può essere rinforzata da un uovo in camicia, ma più tipicamente viene arricchita dal baccalà diventando un sostanzioso, eccellente piatto unico. L'inverno è il momento giusto per l'attozzata, una zuppa di ricotta con pane casereccio, e per una singolare zuppa di agnello chiamata "giubba e calzoni", per dire che è completa, con salsa di pomodoro, peperoncino, verdure e fette di pane casereccio abbrustolito.Meno impegnativa dal punto di vista dietetico è la panzanella, con pane raffermo bagnato in acqua, olio, aceto, mentuccia ed alici; imperdibile il minestrone alla viterbese, rinomato per la grande varietà (e qualità) di ortaggi. L’elenco continua con la zuppa di funghi, quella di asparagi, di ceci e castagne, di fagioli, di lumache, di farro.Sulle rive del lago di Bolsena, infine, vi attende la sorpresa della sbroscia, un'antica zuppa di pesce preparata solo con soli pesci di lago, e cioè tinca, pesce persico, luccio e anguilla ai quali vengono aggiunti pomodorini, cipolla, patate, peperoncino, aglio e l’immancabile pane casereccio tagliato a fette e abbrustolito. 

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