progetto food shuttle

Food Shuttle, una navicella spaziale per insegnare ai bambini il vero valore del cibo

Carmela Kia Giambrone
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Indice

    Abbiamo sottolineato spesso come l’educazione alimentare sia fondamentale fin dall’infanzia: un tema importante, sviluppato anche attraverso la nostra campagna Crescere a tavola, che ha tra gli obiettivi la prevenzione dell’obesità infantile. Insegnare ai bambini l’importanza della prevenzione e di un’alimentazione bilanciata, però, non è sempre facile, e per questo, sempre più spesso, vengono elaborati progetti educativi che sfruttano le tecnologie e l’innovazione per coinvolgere i più piccoli, con l’aiuto delle scuole e degli insegnanti.

    Il laboratorio Food Shuttle risponde proprio a questa esigenza: attraverso l’interattività, i bambini possono scoprire il valore degli alimenti, del territorio e della biodiversità, l’origine dei prodotti, l’importanza della lotta agli sprechi e avvicinarsi all’educazione alimentare in maniera coinvolgente.

    Abbiamo avuto la possibilità di sperimentare questo progetto realizzato da CIRFOOD, in collaborazione con l’architetto Francesco Bombardi e la Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi, nell’ambito del Festival Futuro di Altroconsumo a Milano e abbiamo deciso di raccontarvelo.

    Progetto Food Shuttle: innovazione e tecnologia per l’educazione alimentare

    Il progetto  Food Shuttle è un laboratorio di due giorni ideato per bambini e ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado, che coinvolge anche insegnanti e genitori. Si tratta di una vera e propria “navicella spaziale” educativa e tecnologica, realizzata completamente in legno e luci al led, in grado di portare l’educazione alimentare in un contesto di apprendimento ludico.

    food shuttle stampa 3d

    Grazie all’esplorazione e supportati da molti device tecnologici, come visori di realtà virtuale, stampanti laser e 3D, microscopi digitali, estrattori, diffusori di essenze, termoformatrici e macchine sottovuoto, i ragazzi potranno conoscere e scoprire il mondo nascosto della verdura e della frutta. “Il momento dell’alimentazione scolastica deve essere l’occasione per poter fare educazione alimentare, – spiega Franca Braga di Altroconsumo – ecco il perché di questo progetto innovativo, capace di divertire, affascinare e scoprire, grazie ai cinque i sensi e al supporto tecnologico, il valore del cibo.”

    Come funziona il Food Shuttle: esplorazione, trasformazione e assaggio

    laboratorio food shuttle

    Il Food Shuttle è uno spazio in cui i ragazzi possono esplorare, manipolare, conoscere il cibo e trasformarlo in qualcosa di diverso, aeriforme, liquido, solido, abbattendo le comuni barriere legate a frutta e verdura. Al suo interno, spiega Francesco Bombardi, ideatore della piattaforma, “è possibile trasformare di fase in fase il cibo, in particolare le verdure, sempre tanto odiate dai bambini. Una volta che si inizia l’attività vera e propria non ci sono regole: si può toccare tutto, tagliare, assaggiare.”

    Nel percorso proposto, i ragazzi si avvicinano al cibo durante la fase esplorativa, nella quale possono manipolare la verdura e osservarla al microscopio digitale o con l’oculus. Possono poi scoprire di più sull’origine degli alimenti e sul territorio e tramite la fase trasformativa e di ricomposizione degli scarti, potranno comprendere l’importanza della sostenibilità ambientale: nulla si butta e tutto si trasforma e con gli scarti si potrà fare arte, oltre che cucinare le “Barrette spaziali”, utilizzando la fibra di scarto dell’estrattore e la frutta secca, per una merenda alternativa e sana. Nella fase finale, poi, verrà completata “l’impresa” del Food Shuttle: durante il laboratorio, i ragazzi realizzeranno il loro pasto, un minestrone che alla fine dell’esperienza potranno gustare tutti assieme.

    La formula vincente del Food Shuttle fa leva sul potere dell’esperienza ludica e dell’ingaggio: chi ha partecipato si troverà a fare da mentore, spiegando ai compagni quello che ha imparato sulle verdure, il valore del percorso intrapreso e del piatto realizzato alla fine. “La scuola è pronta a un’educazione alimentare sperimentale, attraverso progetti come questo – spiega Daniela Fabbi, direttore della comunicazione CIRFOOD – abbiamo scelto il minestrone proprio perché è un alimento spesso odiato dai ragazzi, ma vogliamo far capire loro che può diventare un cibo prelibato. Il valore aggiunto di questi laboratori  è l’esperienza collettiva che permette innanzitutto di conoscere e poi di amare il mondo delle verdure. Non dimentichiamo che l’educazione, in fondo, deve essere divertente.

    La nostra esperienza al laboratorio Food Shuttle

    visori 3d

    Insieme al team del Food Shuttle, abbiamo sperimentato l’esperienza proposta dal laboratorio, cominciando dall’esplorazione degli alimenti, che avviene grazie all’uso di tablet e monitor, oltre che con i microscopi. Attraverso l’ingrandimento, qualcosa che per i ragazzi era solo verdura può improvvisamente trasformarsi in un invito ad avvicinarsi a questi alimenti. La scoperta continua con l’approfondimento sulla biodiversità vegetale: con la luce, ad esempio, una carota nera mostra le sue venature concentriche, simili agli anelli di un albero. “Attraverso un ologramma, ad esempio, si può scoprire l’apparato radicale degli ortaggi – spiega Bombardi – in questo modo i bambini possono costruire storie o, come dicono loro stessi, vedere quello che vede la carota o il ravanello sottoterra”. Sempre nella fase esplorazione, viene utilizzato anche il visore 3D, che consente di scoprire l’ambiente rurale del proprio territorio e la biodiversità che lo caratterizza nelle diverse stagioni.

    Parola d’ordine: coinvolgimento

    food shuttle educazione alimentare

    In compagnia dello chef, i bambini tagliano, guardano e assaggiano le diverse verdure; attraverso l’estrattore, possono ottenere dei veri e propri colori puri da utilizzare per comunicare con il linguaggio dell’arte e della pittura, aggiungendo anche altri elementi naturali come bicarbonato, succo di limone, gocce d’aceto, per far virare la colorazione dei succhi. “Tutto questo, – sottolinea lo chef del progetto, – sempre nell’ottica di far avvicinare i ragazzi alle verdure, associando così un’esperienza insolita e positiva al mondo vegetale.

    essiccatore

    Anche l’essiccatore è presente sul Food Shuttle, per avvicinare i ragazzi al tema del riutilizzo e della lotta allo spreco: alcuni scarti prodotti nella fase esplorativa si ritroveranno alla fine, quando si creeranno i dolcetti spaziali, mentre altri verranno essiccati e si potranno così gustare. “Tramite l’assaggio, il bambino ha modo di fare un confronto tra il prodotto fresco e quello essiccato, – spiega la dottoressa Monica Vedelago, dietista di CIRFOOD – L’estrattore poi permette di mostrare al bambino come la verdura può essere suddivisa nella sua componente liquida e nella sua struttura, il suo scheletro, ed entrambe vengono poi riutilizzate in altri modi. Dal liquido è possibile ottenere di nuovo il solido, tramite la creazione di gelatine di forme differenti.

    Dai profumi per ambiente realizzati a partire dai succhi, all’uso della stampante 3D per dare nuove forme agli scarti, dalla termoformatrice con la quale creare decorazioni per la tavola, alla cottura del minestrone in recipienti di vetro, per permettere ai ragazzi di vedere “cosa bolle in pentola”, tutto è pensato per creare il massimo coinvolgimento. Con il suo modo innovativo di avvicinare i bambini all’educazione alimentare, il Food Shuttle propone ai ragazzi un percorso divertente che ha come obiettivo la conoscenza della ricchezza degli alimenti, il consumo consapevole e la lotta allo spreco.

     

    Dopo la prima fase pilot, che ha coinvolto scuole primarie e secondarie di Modena, il progetto arriverà in alcune scuole di Reggio Emilia e dal 2019 sarà disponibile per tutte le scuole che lo richiederanno.

    Carmela Kia Giambrone

    Carmela è nata a Bergamo e vive poco lontano da Milano. È una giornalista e si occupa da molti anni di alimentazione naturale, autoproduzione, ambiente e sostenibilità, tematiche che tratta anche nel suo blog equoecoevegan.it. "Adoro l’hummus di ceci e le patate, sotto ogni forma possibile", dichiara, mentre gli elementi che non devono assolutamente mancare in cucina per lei sono il coraggio ed un buon frullatore ad immersione, "perché l’improvvisazione necessita certo di idee ma soprattutto di strumenti pratici da utilizzare".

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