Orto E Mangiato

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di Serena Canu. Gli appuntamenti del Green Social Festival dentro la yurta di Syusy sono stati un’occasione per parlare di orti e produzione diretta – amatoriale e non – e per far incontrare coloro che sono interessati al vasto mondo degli ‘ortolani’. Non poteva però mancare il passo successivo, ossia: cosa succede quando i prodotti arrivano in cucina? Come ben sappiamo, l’argomento offre infiniti spunti e Martino ne ha approfonditi alcuni durante l’incontro del 13 marzo dal titolo ‘Orto e Mangiato’. Quando si parla di prodotti della terra, la prima cosa da tenere in considerazione è la stagionalità. Ogni periodo dell’anno, infatti, è caratterizzato da ortaggi diversi. Volendo sceglierne uno per ogni stagione, potremmo dire che l’inverno è rappresentato dal cavolfiore, la primavera dal carciofo, l’estate dalla melanzana e l’autunno dalla zucca. La sfida sta, secondo Martino, nel riuscire a trovare ricette che riescano a valorizzare le caratteristiche di ogni verdura e seguire, quindi, quel percorso che negli ultimi anni ha visto una sempre maggiore nobilitazione degli ortaggi. Da semplice contorno – come accade tipicamente al nord – a vero e proprio piatto unico gioia dei vegetariani – come succede invece nelle regioni del sud Italia – le possibilità sono tante e le nuove ricette sono sempre dietro l’angolo. E’ qui che entra in gioco il Giornale del Cibo, punto d’incontro e strumento utile per scoprire sempre nuove preparazioni, con lo scopo di correggere eventuali errori e migliorare le abitudini alimentari. Ciò che va modificato è, secondo Martino, la diffidenza che molti hanno nei confronti delle verdure, ma anche la nostra capacità di riconoscere e apprezzare i sapori.Una soluzione potrebbe essere proprio quella di avvicinarsi alla terra e cominciare a coltivare almeno parte delle cose che mangiamo. ‘Un orto per tutti?’, chiede Martino, e la sua risposta è ‘Impegnativo, ma non troppo’. Anzi, è un’occasione per prendere confidenza con ciò che mangiamo, apprezzarne le proprietà e, anche, costruire nuove relazioni con gli altri ortolani amatoriali, che possono essere i vicini di casa o di terrazza con i quali scambiarsi le verdure. L’orto, infatti, è molto generoso e offre spesso più di quanto il singolo coltivatore abbia bisogno. Al tempo stesso, però, non tutta la terra è adatta a ogni tipo di ortaggio e quindi può capitare che non si riesca a far crescere tutte le varietà di cui abbiamo bisogno o voglia.Inoltre, quando si coltiva un orto, si impara ad apprezzare ogni singolo prodotto in tutte le sue parti, addirittura usando le bucce! Martino ha svelato a Pat, Syusy, Vito – ospite speciale di questa giornata – e al pubblico due ricette con le bucce di patate e di melanzane che, se sono bio, sono ottime. Insomma, l’orto è un modo per prendere coscienza di ciò che mangiamo, sostenuto con entusiasmo non solo da Martino, ma anche da Syusy e da Pat che nell’Orto dei Giusti stanno scoprendo un vero e proprio mondo fatto di piante, semi, stagioni.L’incontro si è concluso con un approfondimento sulle erbe spontanee e sulle loro diverse proprietà, delle quali si è parlato con Naiade.Il suggerimento finale è semplice: tutti dovrebbero fare questa esperienza! E il Giornale del Cibo si offre come luogo di incontro, dove cercare di sciogliere dubbi, chiedere informazioni, raccontare i propri successi.

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