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Occhio all’olio di palma

Redazione

di Martino Ragusa

Ognuno passa suo il tempo libero come gli pare e io mi sono preso lo sfizio di passare il mio in un supermercato. Non per fare la spesa, ma per leggere le etichette di decine di confezioni di grissini, fette biscottate, biscotti, cracker, schiacciatine, merendine e via snackando. In tutte le confezioni, anche in quelle onnipresenti in tv, dal marchio super-blasonato era immancabile la dicitura “grassi vegetali”. Al mio paese, tra l’olio extravergine d’oliva e l’olio di palma, entrambi grassi vegetali, c’è un abisso di qualità. Questo nascondersi dietro a una definizione, oltre che gravemente fuorviante è irrispettoso dell’intelligenza dei consumatori.

olio di palma

Cos’è l’olio di palma?

Ricordo che l’olio di palma, da alcuni detto “olio killer” per il suo contenuto di grassi saturi (49%, più del lardo), è usatissimo nell’industria alimentare per via del bassissimo prezzo e della sua capacità di sostituire il burro migliorando la consistenza e aumentando  la gradevolezza e la palatabilità dei prodotti industriali che, nel caso di creme, diventano anche  meglio spalmabili. L’olio di palma non è solo killer delle arterie, è anche uno sterminatore di foreste, sistematicamente rase al suolo Indonesia, Malaysia e Thailandia e  Africa Occidentale per fare luogo alle piantagioni. Ma non sempre l’olio di palma è nascosto. A volte è dichiarato e lo si incontra nei posti più impensabili.

I prodotti NaturaSì e l’olio di palma

Qualche giorno fa sono entrato in un supermercato NaturaSì con la stessa fede di una beghina che entra in chiesa. Mi sentivo sicuro nel tempio del biologico e naturale, al riparo di attentati alla mia salute. Ho chiesto alla commessa il burro di soia e mi ha indicato “Spalma & Cucina”. Guardo gli ingredienti e leggo testualmente oli e grassi vegetali: soja 38%, palma. La percentuale di olio di palma non è indicata, ma si evince che sia il rimanente 62%.  Confesso che, visto il luogo dove mi trovavo, del famigerato olio non mi aspettavo neanche la presenza in tracce. Sono uscito, da quel luogo, sentendomi come una beghina tentata di bestemmiare in chiesa.
 L’immagine del flacone è dell’utente Whitebox su Wikimedia Commons 

La Redazione del Giornale del Cibo è composta da donne e uomini amanti del mondo del cibo e dell'alimentazione che credono fortemente nel valore della cultura.

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