museo della bufala

A Battipaglia nasce il primo Museo dedicato alla Bufala e alla Mozzarella

Angela Caporale
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    Estate significa, tra le altre cose, vacanze e, quando arriva la bella stagione, per molti è tempo di pianificare itinerari, prenotare alberghi o agriturismi e mettersi in moto. I veri appassionati gourmand, però, hanno sempre uno spazio nell’agenda, o nel foglio Excel, per appuntarsi le tappe a tema food che non possono mancare. I ristoranti più quotati della zona dove soggiorneremo, oppure le trattorie dove si mangia tipico e suggerite da chi abita in loco. Non vi sembra che manchi qualcosa? Ci abbiamo pensato noi! Cresce, infatti, in tutto il mondo il numero di musei dedicati al cibo e, dopo averne segnalati cinque speciali e avervi fatto scoprire il Carpigiani Gelato Museum a due passi da Bologna, oggi voliamo a Battipaglia, in provincia di Salerno, per scoprire il primo Museo della Bufala e della Mozzarella!

    Museo della Bufala: a Battipaglia un luogo interamente dedicato alla delizia campana

    La mozzarella di bufala non ha bisogno di presentazioni. Prodotto caseario tipico della Campania, e in particolare delle zone di Caserta e Salerno, è realizzato con latte fresco e intero di bufala di razza mediterranea italiana. La produzione è regolata secondo disciplinare redatto dal Consorzio per la tutela del formaggio Mozzarella di Bufala Campana DOP che ne garantisce l’autenticità e la qualità.

    Una delizia da non perdere per chi ha in programma una gita in Campania, che può partire da Caserta per poi continuare a Battipaglia, in provincia di Salerno, dove è stato inaugurato il primo Museo della Bufala e della Mozzarella proprio il 15 giugno 2021.

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    Museo della Bufala e della Mozzarella/facebook.com

    Questa struttura, unica nel suo genere, è ospitata all’interno della Masseria La Morella, a due passi dalla località cilentana, e presenta un allestimento demo-etno-antropologico atto a descrivere non soltanto come avviene la produzione del latticino, ma anche il profondo e consolidato rapporto con il territorio, tutelando, valorizzando e tramandando quindi la memoria di quest’antica tradizione così importante per la comunità. La storia della coesistenza dell’uomo con la bufala nell’intera Piana del Sele è infatti parte integrante dello sviluppo della società locale e ne racconta l’evoluzione.

    Non è casuale il luogo in cui si trova il Museo, una masseria la cui struttura ha origine settecentesca ed è circondata da oltre 30 ettari di frutteti, agrumeti e vigneti. Storicamente qui si produceva mozzarella di bufala, come testimonia la presenza di due antiche Bufalare, edifici che venivano impiegati la produzione del latte e per ospitare i casari.

    Cosa vedere al Museo della Bufala e della Mozzarella?

    Il percorso espositivo del Museo è frutto della collaborazione tra la Masseria La Morella e l’associazione Feudo Don Alfrè, che conduce da oltre dieci anni un percorso di raccolta e ricerca sul territorio. L’allestimento di Battipaglia è partito, invece, circa un anno fa quando ha preso avvio questa virtuosa collaborazione che ha portato all’inaugurazione dello spazio.

    Al suo interno, il visitatore è condotto in un percorso dove potrà scoprire di più sulla storia di questo prodotto tipico a partire dalla conoscenza degli attrezzi storici – da quelli originari, più rudimentali, fino a quelli odierni – ma anche osservare e leggere documenti che ne attestano lo sviluppo. In esposizione, fotografie, etichette e altri oggetti che consentono di immedesimarsi e immaginare la vita quotidiana sia dei bufalari, sia dei contadini e degli artigiani che gravitavano attorno alla produzione principessa della terra.

    La visita, che si può prenotare online sul sito dedicato, ha durata di tre ore e permette al visitatore di esplorare l’intero spazio della Masseria. Tra i luoghi adibiti a museo, una delle due Bufalare, la stalla aperta ad emiciclo, l’angolo dell’affumicatura e quello dedicato alla sgranatura delle pannocchie, la cantina per la conservazione dei formaggi stagionali e il laboratorio del burro che si trova 3 metri sotto terra, con una condizione di umidità ideale.

    Nell’area della Masseria vi è anche una Santella, uno specifico tipo di edicola votiva in questo caso dedicata alla Madonna dei bufalari, ed è possibile visitare anche l’officina del Buttero, il tipico pastore a cavallo che gestiva il bestiame.

    museo mozzarella di bufala

    Museo della Bufala e della Mozzarella/facebook.com

    Laboratori e degustazioni per scoprire tutto della Bufala

    Sono circa 5200 gli oggetti esposti al Museo della Bufala, ma l’obiettivo non è soltanto espositivo: vuole essere anche esperienziale, seguendo i trend di interesse del turista enogastronomico contemporaneo. Il percorso è variegato e permette di entrare in contatto con gli spazi di produzione della Bufala, di scoprire la complessità della filiera e, per chi lo desidera, di svolgere dei veri e propri laboratori per mettere le mani in pasta.

    Per ora è possibile prenotare due laboratori, uno dedicato al latte e l’altro ai cestini e alla fuscella, due passaggi tecnici tradizionali di trattamento della materia prima. Nella Masseria, poi, è presente anche una fattoria didattica che può integrare la proposta per adulti e piccini. Infine, sempre segnalando in anticipo l’esigenza, è possibile concludere il percorso con un lauto pasto a base di prodotti a km 0 dell’azienda stessa.

    Il Museo della Bufala e della Mozzarella di Battipaglia dunque, si candida a essere uno spazio di scoperta e avvicinamento alla filiera di produzione di un’eccellenza campana, attraverso un percorso immersivo e variegato, adatto a tutti.

    Avete mai visitato un museo simile?

    Passaporto friulano e cuore bolognese, Angela vive a Udine dove lavora come giornalista freelance. Per Il Giornale del Cibo scrive di attualità, sociale e food innovation. Il suo piatto preferito sono i tortelloni burro, salvia e una sana spolverata di parmigiano: comfort food per eccellenza, ha imparato a fare la sfoglia per poterli mangiare e condividere ogni volta che ne sente il bisogno.

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