invitare a cena un altoatesino

7 cose da sapere se invitate a cena un altoatesino

Giulia Ubaldi

Se avete deciso di invitare a cena un altoatesino, sarà meglio dare prima una ripassata ai libri di storia e poi a quelli di geografia. Ebbene sì, per evitare figuracce o frasi fuori luogo, bisogna conoscere bene il territorio da cui proviene e la sua storia, almeno per sommi capi. L’Alto Adige, o provincia autonoma di Bolzano, fa parte della storica regione del Tirolo, insieme al Tirolo austriaco e al Trentino. È quel territorio che alla fine della prima guerra mondiale, con la sconfitta dell’impero austro-ungarico, fu annesso al Regno d’Italia e a cui, dopo la seconda guerra, fu concesso lo status di regione autonoma con diritti specifici di tutela della minoranza germanofona. In seguito, il fascismo impose agli altoatesini una forte politica di italianizzazione, che rendono ancora oggi complessi alcuni temi legati all’appartenenza, motivo per cui vi invito a leggere bene il primo punto. Potete, poi, proseguire con tutti gli altri nostri consigli per invitare a cena un altoatesino!

Invitare a cena un altoatesino: 7 consigli per non sbagliare

1.Italiani, tedeschi, austriaci o ladini?

trentino alto adige

Dopo questo breve ripasso storico sull’Alto Adige, vi sia ben chiara una cosa: non chiedete mai ad un altoatesino se si sente più italiano, austriaco o tedesco! Gli altoatesini sono altoatesini, punto. È un nostro bisogno culturale, molto occidentale quello di voler incasellare le culture e le etnie, specie quelle dei territori di confine, poiché ci sfuggono. Le etichette, invece, ci danno l’illusione di comprenderle meglio, come se servissero ad attribuire loro un senso. Ma gli altoatesini sono del territorio a cui appartengono, ovvero l’Alto Adige, che è il risultato di un pezzo importante della nostra storia; non sono né tedeschi, né italiani, né austriaci e non tutti parlano tedesco, italiano o sono bilingue.

2.Meglio invitarlo a pranzo

Come nel caso dell’invito al bergamasco, anche con un ospite altoatesino sarebbe meglio il pranzo. Infatti, anche loro si alzano tendenzialmente molto presto, sia per il lavoro che per lo sport mattutino: dal trekking in montagna d’estate, alle varie attività sciistiche d’inverno, ogni occasione è buona per fare qualche sport. Sono davvero amanti instancabili di queste attività, dalle più comuni, a quelle meno note, come il faustball, una specie di pallavolo o dello stock sport, i “birilli su ghiaccio”, un antico sport bavarese, che praticano solo loro in Italia. Per tutti questi motivi, meglio invitarlo a pranzo, anche perché la sera consumano spesso l’abendbrot, ovvero il tipico pasto serale a base di un pezzo di pane nero di segale con al massimo una fetta di formaggio. E a proprio a proposito di pane, meglio non farvi trovare impreparati…

3.Attenti al pane!

pane tirolese

Mi raccomando il pane! In Alto Adige sono abituati benissimo con il loro pane nero altoatesino, il Schwarzbrot, che consumano abitualmente dalla mattina alla sera, appunto, in tantissime varianti: c’è il Vinschgauer Struzn, un tipo di pane nero a forma di ferro di cavallo tipico della Val Venosta, con un impasto 60% da farina di segale e per un 40% da farina di frumento, con anice, semi di finocchio, cumino, trigonella e in alcuni casi anche fichi e uva sultanina. C’è anche lUr-Paarl nach Klosterart, che significa l’originario pane di segale doppio “alla maniera del convento”, con una forma a “otto” schiacciato, ottenuta unendo due pani rotondi e piatti (paarl infatti significa coppia). Ancora, lo Schüttelbrot, che vuol dire “pane scosso” e sarebbe il classico pane di segale duro. Dunque, cercatelo in giro nei supermercati o in alternativa provate a farlo voi; il vostro ospite apprezzerà sicuramente il tentativo! Facile, no?

4.Hugo o Veneziano?

Accogliete il vostro altoatesino con un aperitivo, che sia Hugo o Veneziano. L’Hugo è ormai un’abitudine molto diffusa in Alto Adige: si tratta di un cocktail a base di prosecco, sciroppo di fiori di sambuco, foglie di menta, seltz o acqua gassata e una fettina di limone. Il suo inventore è stato il barman di Naturno Roland Gruber che cercava un’alternativa al comune spritz austriaco. La ricetta originale prevedeva l’utilizzo dello sciroppo di melissa, poi si è diffuso oltre i confini altoatesini con lo sciroppo di fiori di sambuco, perché più facile da reperire, ma ugualmente buono per la riuscita finale di questa bevanda. In alternativa il vostro ospite gradirà anche il Veneziano, ovvero lo Spritz, di cui vi abbiamo già raccontato la storia, ricordate?

5.A tutta birra

birra tirolo

Per il resto del pasto, potete proseguire tranquillamente con della buona birra. Infatti, in Alto Adige, la birra più che una bevanda in sé, è un momento: significa incontrarsi, ritrovarsi insieme, passare il tempo. Dunque, mettendola in tavola, darete subito prova di aver capito l’aspetto sociale legato alla birra, predisponendo già la serata nel migliore dei modi. In alternativa, andrà benissimo anche dell’acqua: ricordiamo che gli altoatesini sono generalmente sportivi, quindi prediligono uno stile di vita sano.

6.Cavolo is the rule

Qualsiasi siano i piatti che avete deciso di cucinare, accompagnateli sempre con un po’ di cavolo cappuccio, che sia crudo in un’insalata o cotto, ovvero i classici crauti. Infatti, in Alto Adige amano sia i loro piatti che quelli tipicamente italiani o tedeschi, ma sono sempre molto felici di trovare in accompagnamento il cavolo, poiché ben consci delle infinite proprietà benefiche di questa verdura, che loro consumano tradizionalmente. Potete anche sperimentare altre versioni, abbinando il cavolo con i chiodi di garofano o con lo speck, come fanno in alcune valli.

7.Marmellata ovunque

marmellata di mirtilli rossi

Gli altoatesini mettono le marmellate ovunque, in particolare quella di mirtilli rossi: sulla selvaggina così come sulla Wienerschnitzel o sull’Hammelfleischgerichte, ovvero la carne di castrato, fino al Kaiserschmarrn, quel dolce squisito, ideale dopo lunghe camminate. Dunque, provate anche voi a sperimentare nella vostra cucina un po’ di marmellata qua e là e vedrete che il vostro ospite gradirà il pensiero. Ricordate che l’Alto Adige è la provincia italiana con più stelle Michelin, ne ha 20 e forse le ha proprio perché amano la sperimentazione, dallo sport alla vita in generale, passando ovviamente per la cucina.

Infine, se volete davvero stupire il vostro invitato organizzate una bella tombolata: in Alto Adige la chiamano bingo e non ci sarà nulla che lo farà sentire più a casa di questo gioco. Ma non mi dite che alla fine avete deciso di preparargli degli Spatzle tirolesi!

Giulia Ubaldi

Antropologa del cibo, è nata a Milano, dove vive e scrive per varie testate, tra cui La Cucina Italiana, Scatti di Gusto, Vanity Fair e le Guide Espresso. Il suo piatto preferito sono gli spaghetti alle vongole, perché per lei sono diventati un'idea platonica: "qualsiasi loro manifestazione nella realtà sarà sempre una pallida copia di quella nell'iperuranio". Nella sua cucina non mancano mai pistilli di zafferano, che prima coltivava!"

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