invitare a cena un bergamasco

5 cose da non fare se invitate a cena un bergamasco

Giulia Ubaldi

Se avete deciso di invitare a cena un bergamasco, presumo che in parte già sappiate a cosa state andando incontro. Vi basti sapere che si dice caràter de la rassa bergamasca, fiama de rar, sòta la sènder brasca, ovvero che il carattere della razza bergamasca s’infiamma raramente, ma sotto la cenere si nasconde la brace. Comunque, è bene fare una distinzione sulla provenienza del vostro invitato: se viene dalla città di Bergamo, può essere della Città Alta, ovvero della meravigliosa parte storica cinta dalle mure; oppure della Città Bassa, cioè quella più nuova e urbanizzata. Se invece viene dalla provincia, sarà meglio verificare se viene dalle note Valli Orobiche o dalla cosiddetta “bassa”, la pianura ai piedi della città. Ricordatevi che la provincia di Bergamo, con il suo hinterland di 485.892 abitanti è il quarto centro più popoloso di tutta la Lombardia, quindi comprende realtà anche molto diverse tra loro: uno di Città Alta guarderà sempre in modo un po’ altezzoso chi viene dalla valli, così come i montanari, legati fortemente alle loro attività agricole, nutriranno sempre qualche perplessità su chi si è troppo urbanizzato. Viceversa, nella bassa in generale, si pensa a laürà, pota!

Insomma, bisogna essere preparati, per cui ecco 5 cose da sapere se decidete di invitare a cena un bergamasco (a pranzo è meglio, dopo scoprirete perché…).

Invitare a cena un bergamasco: 5 consigli per salvare la serata

Che sia tutto riparato

lavoratore bergamasco

Per prima cosa assicuratevi che non ci sia niente di rotto in casa: il pasto potrebbe trasformarsi in un intervento tecnico. Infatti il bergamasco è talmente lavoratore dentro, abituato a riparare sempre ciò che non va, che se trova qualche problema in casa proprio non riuscirebbe a resistere alla fortissima tentazione di prendere in mano cacciavite, martello e trapano e aggiustare tutto. Inoltre, sperate che la vostra casa sia stata costruita bene in origine, altrimenti parlerà per tutta sera di quanti muratori facciano il loro lavoro con poca serietà.

Meglio a pranzo

Proprio per questa sua indole al lavoro, il bergamasco si alza molto presto, solitamente. Così, se lo invitate per cena, non fatelo oltre le sei e mezza, motivo per cui sarebbe preferibile invitarlo a pranzo: in questo modo, è più sereno nel godersi il pranzo con voi visto che ha già lavorato almeno 7-8 ore, altrimenti potrebbe stare tutto il tempo con l’orologio in mano in attesa di tornare a casa il prima possibile.

Polenta e polenta

polenta e osei

Qualsiasi sia il piatto che decidete di preparare per il vostro invitato, accompagnatelo sempre e comunque con un po’ di polenta. Anche se la portata principale è già la polenta, non servite mai la polenta senza un po’ di polenta. Il bergamasco, infatti, della polenta ha un bisogno viscerale; ci è cresciuto, ce l’ha nel sangue e di certo sua mamma non gliel’ha mai fatta mancare, dai primi giorni di gravidanza, alle domeniche in famiglia (estive incluse) fino all’ultimo pasto consumato insieme. Dunque, che taragna, con osei (uccellini) o concia (burro e formaggio d’alpeggio) sia!

Olio negòt (olio niente)

Anche se la ricetta che state cucinando prevede l’utilizzo dell’olio, voi per sicurezza utilizzate il burro. Nella cucina bergamasca il burro è una sorta di passaggio di iniziazione: qualsiasi piatto non può “essere”, cioè entrare in atto se non è stato passato o saltato anche solo poco nel burro, poiché resterebbe un piatto “in potenza”.

Attenzione ai formaggi

formaggi bergamaschi

Sapendo che i formaggi delle valli bergamasche sono tra i migliori del mondo, evitate di proporne altri, magari francesi così “per curiosità”. I bergamaschi sono, giustamente, fieri della loro variegata produzione casearia e ghè ne mia de bale de star lì a provarne altri quando hanno i loro che sono a dir poco ottimi. E poi a Bergamo si dice che la boca no l’è stràca se no la sènt de vàca, cioè che la bocca non è stanca di mangiare se non sa di vacca. Dunque, qualsiasi pasto, anche il più abbondante e sostanzioso, si concluderà davvero solo con un buon pezzo di formaggio.

Pota, devo forse ricordarvi l’altissima qualità di formaggi quali il Taleggio DOP e lo Strachìtunt?  

 

Giulia Ubaldi

Antropologa del cibo, è nata a Milano, dove vive e scrive per varie testate, tra cui La Cucina Italiana, Scatti di Gusto, Vanity Fair e le Guide Espresso. Il suo piatto preferito sono gli spaghetti alle vongole, perché per lei sono diventati un'idea platonica: "qualsiasi loro manifestazione nella realtà sarà sempre una pallida copia di quella nell'iperuranio". Nella sua cucina non mancano mai pistilli di zafferano, che prima coltivava!"

2 risposte a “5 cose da non fare se invitate a cena un bergamasco”

  1. Stefano ha detto:

    Cara Giulia… articolo carino ! Volendo fare i puntigliosi “la boca no l’è stràca se no la sènt de vàca” é uno stile marcatamente milanese. Piu bergamasca la forma “la boca l’é mia stràca se la sà mia de àca”. Vàca con la V Davanti a Bergamo non si può sentire !

    • Giulia Ubaldi Cossutta ha detto:

      Ciao Stefano! Grazie mille per la segnalazione; avevo cercato e trovato varie versioni in dialetto che come tutte le lingue parlate è viva e quindi soggetta a più interpretazioni. Ma comunque abbiamo corretto con la tua che è più diffusa, scusa e grazie ancora!

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