Il lavoro in carcere è rieducativo

Adriana Angelieri


Il detenuto che lavora in carcere tende a non delinquere più.

Al Cibus di Parma si fa notare uno stand con la parola “carcere” nell’insegna. È quello della cooperativa Giotto, che ha un laboratorio di pasticceria all’interno della casa di reclusione di Padova.
Ho parlato con Matteo Florean responsabile di produzione dell’area ristorazione, che mi ha fornito un dato impressionante: la recidiva degli ex detenuti che hanno lavorato durante la reclusione è del 4% contro il 70 % di quelli che hanno scontato la pena in modo purtroppo convenzionale per il sistema italiano, cioè a farsi massacrare dalla noia per scelta sicuramente non personale.

Articolo di Martino Ragusa

Siciliana trasferita a Bologna per i tortellini e per il lavoro. Per Il Giornale del Cibo revisiona e crea contenuti. Il suo piatto preferito può essere un qualunque risotto, purché sia fatto bene! In cucina non devono mancare: basilico e olio buono.

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